“Le cronache delle trenta lune: la maledizione” – Un progetto da supportare

Una delle ragioni per cui ho creato “Pillole di Folklore e Scrittura” è cercare di dare una mano, nei limiti del possibile, agli scrittori emergenti che reputo meritevoli. Nel corso degli ultimi due anni ho fatto del mio meglio per dare visibilità a progetti interessanti, tramite segnalazioni, recensioni o interviste. Oggi voglio fare qualcosa di diverso. Desidero parlarvi di un sogno e di una ragazza che sta facendo di tutto per realizzarlo. Se seguite il blog da un po’ di tempo dovreste conoscerla già: si tratta di Tina, protagonista di una mia intervista sul ruolo dell’editor.

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Redemption arc, che cos’è? E come si gestisce?

Non tutti gli antagonisti sono destinati a restare cattivi fino al termine di un libro o di una saga. In alcuni casi l’autore decide di far compiere a questi personaggi un percorso di redenzione (noto in inglese come redemption arc). Che cosa lo differenzia dalla semplice crescita del personaggio? Quest’ultima può riguardare tutti, dai protagonisti ai personaggi secondari, e prevede il miglioramento individuale di chi ha già una moralità poco distorta. Si parla di redemption arc, invece, quando il personaggio che deve riscattarsi ha compiuto delle azioni malvage e/o distruttive, di cui ha iniziato a pentirsi nel corso della storia.

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Cambiare “l’ordine degli addendi” di un romanzo

Cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia: è proprietà valida nell’addizione, ma non nell’esecuzione di un romanzo.
È infatti molto interessante notare come, ad esempio, modificando solo di poco la posizione di alcuni elementi di un romanzo, il pacing risulti notevolmente migliorato e più interessante, la storia doni una sensazione di essere più scorrevole, e così via. Scopriamo subito come.

Citerò il mio stesso romanzo, Ascend-ent, attualmente nella fase finale di modifica e di miglioramento.
Dopo una prima, estenuante parte di avventura, la versione iniziale del romanzo si distendeva con una fase più rilassata, tranquilla, in cui il protagonista si limitava a chiacchierare con alcuni suoi amici e colleghi, e passare del tempo tutto sommato in modo spensierato. L’idea era infatti di spezzare l’azione con un capitolo più leggero.
La mia editor, tuttavia, mi ha fatto presto notare che ciò non poteva funzionare, perché rompeva il ritmo dell’azione, errore importante in un romanzo d’avventura.

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La guerra, il progresso e il legame perduto con il folklore ft. Simone Vannetti

Ciao a tutti e benvenuti a una nuova intervista.

Poche settimane fa abbiamo parlato di “Illusi – Diario di favole mai raccontate”, il libro d’esordio di Simone Vannetti. Si tratta di un fantasy particolare, ambientato in uno dei periodi più turbolenti della storia recente dell’umanità e ricco di riferimenti al folklore occidentale. Oggi andremo a fare quattro chiacchiere con l’autore, per capire meglio com’è nata quest’opera e quali sono i messaggi che vuole trasmettere.

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Rule of cool, che cos’è? E come si utilizza?

Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea: la sospensione dell’incredulità è importante. Se lo scrittore inizia a infrangere, una dopo l’altra, tutte le regole che ha introdotto nel libro, per il lettore diventa difficile continuare a prendere sul serio la storia o preoccuparsi per la sorte dei personaggi. In linea generale, dunque, chi scrive deve stare attento a non contraddirsi, evitare eventi che cozzano con le premesse del racconto e rispettare l’intelligenza di chi andrà a leggere la sua opera. In alcuni casi, tuttavia, diventa possibile deviare un minimo da questa condotta e mettere in pratica la cosiddetta “Rule of Cool”.

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I tormenti dello scrittore – Dalla sindrome della pagina bianca all’invidia

Per definizione, uno scrittore è una persona che non ha grossi problemi a passare parte del proprio tempo a mettere nero su bianco le proprie idee. Nei momenti migliori può persino arrivare a dedicare giornate intere alla scrittura, vivendo con entusiasmo quella che, a conti fatti, è una delle passioni più belle per una mente creativa. Bisogna però ammettere che non sempre tutto è rose e fiori. I momenti difficili non mancano, sia durante la stesura di un libro/racconto che prima e dopo. In questo articolo spiegherò quali sono i principali “tormenti” degli scrittori, che attendono dietro l’angolo chiunque si approcci a un programma di videoscrittura o a un foglio bianco.

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Gestire le scene affollate in narrativa

Una di quelle situazioni più tediose da gestire, in una storia, è quella in cui, ad esempio, ci ritroviamo in una scena con una decina abbondante di personaggi e l’impegno a doverli gestire uno ad uno.

Si presentano immediatamente due problemi nello scrivere tali scene:

  1. La difficoltà di dover far fare qualcosa a così tanti personaggi, quasi creando una “lista della spesa/to do list”,
  2. I personaggi non gestiti rischiano di apparire immobili e fermi nello spazio.

Come possiamo quindi fare per evitare tali problematiche, senza rinunciare, per motivi di trama, a una scena necessariamente affollata? Ecco alcuni suggerimenti a seguire.

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Scrivere un libro di poesie ft. Lorenzo Rotella

La bellezza delle idee è la loro capacità di assumere forme diverse. C’è chi le trasforma in un film o in canzoni e chi preferisce metterle nero su bianco, usandole per dare vita a storie, mondi e personaggi unici. Spesso un autore tende a scrivere centinaia di pagine solo per sviscerare al meglio un singolo concetto o trasmettere un messaggio in particolare. Nel caso della poesia avviene un processo un po’ diverso. Spesso un’idea potentissima, che potrebbe diventare senza problemi la base di un romanzo fiume, viene condensata in poche righe, affidando a elementi come la metrica e il ritmo il compito di esaltarne al meglio la bellezza. Non sempre il significato di una poesia è ovvio e a volte il lettore ha bisogno di più letture per arrivare a comprenderlo appieno. Ma quando ciò avviene, la potenza delle parole lo investe con la forza di un fiume in piena, risvegliando nel suo cuore sentimenti di ogni tipo.

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Come ingannare il tempo in attesa del giudizio di una casa editrice

È fatta: finalmente sei riuscito a trovare il coraggio di inviare a una casa editrice il tuo romanzo! Quasi non ti sembra vero. Dopo tutte quelle giornate passate a rileggere e modificare una scena dopo l’altra ti sembra di esserti tolto un enorme peso dallo stomaco. Ora non resta altro da fare che aspettare una risposta. Non potrà volerci molto, giusto?

… Giusto?!

Preso dal panico, ti fiondi sul sito della casa editrice e controlli i tempi di valutazione dei manoscritti. Il tuo cuore sprofonda. Le ultime parole che hai letto risuonano nella tua mente come un eco beffardo: “dai sei agli otto mesi, dai sei agli otto mesi, DAI SEI AGLI OTTO MESI”.

Panico.

Disperazione.

Senso di vuoto.

Se questi sintomi vi sono familiari, potreste soffrire anche voi della sindrome da “oh no, mi tocca aspettare un botto per sapere se il mio romanzo finirà sugli scaffali o nel cestino! E ora cosa faccio?” (nome protetto da copyright).

Non preoccupatevi, siamo qui per darvi una mano.

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Il “Worf Effect”: ridicolizzare un personaggio per esaltarne un altro

Vi è mai capitato, vedendo un anime, uno show televisivo, in un videogioco ecc. di assistere a una scena in cui un personaggio amato dai fan, dignitosamente sviluppato e ben integrato nella serie viene improvvisamente ridicolizzato in battaglia, o comunque nel campo d’interesse, da una new entry, in particolar modo un villain o un antagonista? Siete mai stati irritati nell’assistere a tale scena?
Bene, questo è il cosiddetto “Worf Effect“, uno dei fenomeni negativi, assieme, ad esempio, alla flanderizzazione, cui raccomando caldamente ogni scrittore di fare attenzione.

Nella speranza di rendere interessante, pericoloso o comunque esaltare un nuovo personaggio, si tenta di costruire una scena in cui tale personaggio si produrrà in azioni clamorose. Si incappa quindi nell’errore di “sacrificare” un altro personaggio che l’autore ritiene meno utile, o comunque “ridicolizzabile”, per così dire.
Vediamo un Superman facilmente sconfitto da una nuova minaccia aliena, un Dr. Octopus mettere al tappeto Hulk senza difficoltà, e così via.

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