Sinossi, come si scrive? Alcuni consigli utili

La sinossi rappresenta uno dei principali incubi della maggior parte degli scrittori. Si tratta di un riassunto della propria opera, in grado di far capire in poche righe a figure come l’editore o l’agente letterario, lo svolgimento della trama e i temi affrontati. Non dev’essere confusa con la quarta di copertina, il cui obiettivo è ingolosire un potenziale lettore senza svelare i colpi di scena più grossi.

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La scrittura di Squid Game. Perché i “death games” funzionano così tanto?

Se c’è una serie tv che nelle ultime settimane ha attirato l’attenzione del mondo intero, quella è di sicuro Squid Game. La produzione sudcoreana ha ammaliato tutti con il suo stile crudo e la scelta di trasformare dei giochi per bambini in delle prove mortali. Intendiamoci, rendere 1,2,3 Stella l’esperienza più angosciante di sempre non è una novità (ci aveva già pensato As the Gods Will), ma è tutto il contorno a fare la differenza. Senza la parte iniziale, dove vengono denunciate le iniquità della società sudcoreana ed evidenziati i grandi problemi economici dei protagonisti, l’impatto dei giochi mortali sarebbe molto più ridotto. Lo spettatore vuole vedere il protagonista e i suoi amici trionfare perché sa cos’hanno passato.

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Terminare un romanzo: sensazioni ed errori frequenti

Dopo un anno (o più tempo) trascorso a lavorare su un romanzo, finalmente scorgiamo la proverbiale luce alla fine del tunnel.
Una o due settimane dopo, ci troviamo a scrivere la scena finale. Qualche sforzo finale, ancora prima di rendercene conto siamo al punto di conclusione che chiude l’intero romanzo, e contemporaneamente l’intero impegno che abbiamo profuso nel lavoro.

In questo articolo volevo parlare liberamente delle sensazioni che ho provato quando mi è capitato di finire un lavoro scritto e le mie riflessioni seguenti.

Ricordo quando, moltissimi anni fa, conclusi la mia prima storia: un’opera lunga e articolata che non credevo avrei mai terminato.
Inizialmente provai gioia per essere riuscito nell’impresa, accompagnato da un senso di libertà per essermi, in un certo senso, “liberato” di un impegno fisso e costante che volevo assolutamente chiudere.
Tempo un giorno o due, però, è seguito un senso di nostalgia, di tristezza per non avere più sottomano quell’hobby che era in grado di distrarmi, di intrattenermi e che mi faceva sognare.

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“Le cronache delle trenta lune: la maledizione” – Un progetto da supportare

Una delle ragioni per cui ho creato “Pillole di Folklore e Scrittura” è cercare di dare una mano, nei limiti del possibile, agli scrittori emergenti che reputo meritevoli. Nel corso degli ultimi due anni ho fatto del mio meglio per dare visibilità a progetti interessanti, tramite segnalazioni, recensioni o interviste. Oggi voglio fare qualcosa di diverso. Desidero parlarvi di un sogno e di una ragazza che sta facendo di tutto per realizzarlo. Se seguite il blog da un po’ di tempo dovreste conoscerla già: si tratta di Tina, protagonista di una mia intervista sul ruolo dell’editor.

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Redemption arc, che cos’è? E come si gestisce?

Non tutti gli antagonisti sono destinati a restare cattivi fino al termine di un libro o di una saga. In alcuni casi l’autore decide di far compiere a questi personaggi un percorso di redenzione (noto in inglese come redemption arc). Che cosa lo differenzia dalla semplice crescita del personaggio? Quest’ultima può riguardare tutti, dai protagonisti ai personaggi secondari, e prevede il miglioramento individuale di chi ha già una moralità poco distorta. Si parla di redemption arc, invece, quando il personaggio che deve riscattarsi ha compiuto delle azioni malvage e/o distruttive, di cui ha iniziato a pentirsi nel corso della storia.

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Cambiare “l’ordine degli addendi” di un romanzo

Cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia: è proprietà valida nell’addizione, ma non nell’esecuzione di un romanzo.
È infatti molto interessante notare come, ad esempio, modificando solo di poco la posizione di alcuni elementi di un romanzo, il pacing risulti notevolmente migliorato e più interessante, la storia doni una sensazione di essere più scorrevole, e così via. Scopriamo subito come.

Citerò il mio stesso romanzo, Ascend-ent, attualmente nella fase finale di modifica e di miglioramento.
Dopo una prima, estenuante parte di avventura, la versione iniziale del romanzo si distendeva con una fase più rilassata, tranquilla, in cui il protagonista si limitava a chiacchierare con alcuni suoi amici e colleghi, e passare del tempo tutto sommato in modo spensierato. L’idea era infatti di spezzare l’azione con un capitolo più leggero.
La mia editor, tuttavia, mi ha fatto presto notare che ciò non poteva funzionare, perché rompeva il ritmo dell’azione, errore importante in un romanzo d’avventura.

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La guerra, il progresso e il legame perduto con il folklore ft. Simone Vannetti

Ciao a tutti e benvenuti a una nuova intervista.

Poche settimane fa abbiamo parlato di “Illusi – Diario di favole mai raccontate”, il libro d’esordio di Simone Vannetti. Si tratta di un fantasy particolare, ambientato in uno dei periodi più turbolenti della storia recente dell’umanità e ricco di riferimenti al folklore occidentale. Oggi andremo a fare quattro chiacchiere con l’autore, per capire meglio com’è nata quest’opera e quali sono i messaggi che vuole trasmettere.

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Rule of cool, che cos’è? E come si utilizza?

Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea: la sospensione dell’incredulità è importante. Se lo scrittore inizia a infrangere, una dopo l’altra, tutte le regole che ha introdotto nel libro, per il lettore diventa difficile continuare a prendere sul serio la storia o preoccuparsi per la sorte dei personaggi. In linea generale, dunque, chi scrive deve stare attento a non contraddirsi, evitare eventi che cozzano con le premesse del racconto e rispettare l’intelligenza di chi andrà a leggere la sua opera. In alcuni casi, tuttavia, diventa possibile deviare un minimo da questa condotta e mettere in pratica la cosiddetta “Rule of Cool”.

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I tormenti dello scrittore – Dalla sindrome della pagina bianca all’invidia

Per definizione, uno scrittore è una persona che non ha grossi problemi a passare parte del proprio tempo a mettere nero su bianco le proprie idee. Nei momenti migliori può persino arrivare a dedicare giornate intere alla scrittura, vivendo con entusiasmo quella che, a conti fatti, è una delle passioni più belle per una mente creativa. Bisogna però ammettere che non sempre tutto è rose e fiori. I momenti difficili non mancano, sia durante la stesura di un libro/racconto che prima e dopo. In questo articolo spiegherò quali sono i principali “tormenti” degli scrittori, che attendono dietro l’angolo chiunque si approcci a un programma di videoscrittura o a un foglio bianco.

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Gestire le scene affollate in narrativa

Una di quelle situazioni più tediose da gestire, in una storia, è quella in cui, ad esempio, ci ritroviamo in una scena con una decina abbondante di personaggi e l’impegno a doverli gestire uno ad uno.

Si presentano immediatamente due problemi nello scrivere tali scene:

  1. La difficoltà di dover far fare qualcosa a così tanti personaggi, quasi creando una “lista della spesa/to do list”,
  2. I personaggi non gestiti rischiano di apparire immobili e fermi nello spazio.

Come possiamo quindi fare per evitare tali problematiche, senza rinunciare, per motivi di trama, a una scena necessariamente affollata? Ecco alcuni suggerimenti a seguire.

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