Gare di lettura, quali sono i pro e i contro?

Le gare di lettura esistono da ben prima dell’avvento di Internet, ma è innegabile che nel corso degli ultimi anni abbiano raggiunto una popolarità senza precedenti. Piattaforme come Goodreads, TikTok e, in misura minore, Twitter spingono i lettori a mettere alla prova i propri limiti e a finire il maggior numero possibile di libri nell’arco di un anno. Per quanto apprezzi qualsiasi iniziativa finalizzata ad aumentare il tempo passato con il naso tra le pagine, non posso nascondere di aver individuato delle criticità legate al modo in cui alcuni amanti della lettura tendono ad approcciarsi a iniziative del genere. In questo articolo illustrerò quali sono, a mio parere, i pro e i contro delle gare di lettura.

I pro delle gare di lettura

Partendo dai lati positivi, mi sembra giusto dire che in molti casi le gare di lettura possono fornire ai lettori medi uno stimolo in più per passare una quantità di tempo maggiore sui libri e preferire la lettura ad altri hobby. Chi è abituato a leggere dieci libri all’anno, potrebbe trovare senza troppi problemi la forza di volontà necessaria per arrivare a 15 o 20. La soddisfazione di vedere il numero delle letture portate a termine aumentare è spesso sufficiente a provare la voglia di continuare a impegnarsi. Chi ama parlare di libri sui social, inoltre, potrebbe trovare stimolante condividere le proprie opinioni con altri utenti che si stanno cimentando in una gara di lettura.

I contro delle gare di lettura

Quando si partecipa a una gara di lettura si può commettere l’errore di dare più importanza al numero dei libri letti che al piacere della lettura. Ha senso leggere in fretta e furia delle storie che non si apprezzano solo per aggiungere un “+1” al proprio record personale? Secondo me no. Anche evitare i volumi con tante pagine solo perché ostacolerebbero il raggiungimento dell’obiettivo mi sembra insensato. Non c’è nulla di sbagliato a passare due settimane o un mese su un librone da ottocento pagine che si adora con ogni fibra del proprio essere. Al contrario, trovo abbastanza nocivo forzarsi a portare a termine un libro da duecento o trecento pagine che non si riesce ad apprezzare in nessun modo.

Ricapitolando, è giusto fissare un obiettivo più alto del solito per stimolarsi, ma non bisogna dargli un’importanza eccessiva. Leggere ventisette libri al posto di trenta non è un dramma, soprattutto se le letture che hanno richiesto più tempo del previsto sono state appaganti.