Il ruolo dell’editor ft. Tina

Dietro a ogni grande libro c’è un grande scrittore? Sì, ma non solo. Spesso c’è anche un editor che ha aiutato con pazienza e dedizione l’autore a trasformare la bozza iniziale (talvolta un po’ “grezza”) in un gioiello splendente. Per capire meglio l’importanza di questa figura professionale oggi faremo quattro chiacchiere con Tina, una giovane editor sempre pronta a esaltare al meglio i punti di forza di ogni manoscritto.


Ciao Tina e benvenuta su Pillole di Folklore e Scrittura! Ci parli un po’ della tua attività di editing e revisione dei manoscritti?


La mia attività di editing è mira a intervenire su un testo e a portarlo su una correttezza formale e a renderlo leggibile. Chi esegue un’attività di editing di questo tipo è detto “editor”. Quindi, è quasi scontato dire che l’editor si occupa di: punteggiatura, errori ortografici e grammaticali, fluidità delle frasi. Quello che molti non sanno, invece, è che l’editor svolge molte altre funzioni, importanti quanto quelle che ho elencato adesso. Si occupa dell’accuratezza delle fonti, dei dialoghi, delle descrizioni e soprattutto dell’impaginazione. Tutti questi passaggi sono importanti per presentare in modo professionale un manoscritto a una casa editrice (ma anche se il cliente vuole optare per il Self Publishing). Egli può cambiare un intero paragrafo, se non un intero capitolo!
Naturalmente, tutto ciò deve avvenire sotto la supervisione del cliente e deve dare un’ottima motivazione per ogni cambiamento che apporta. Un editor, degno di essere chiamato tale, tira fuori il meglio da un manoscritto e al di là dei dettagli tecnico-stilistici, deve far sentire al lettore tutte le emozioni che lo scrittore vuole trasmettere. Molti dei libri che sono diventati famosi, sono passati nelle mani di un editor e vi assicuro che se non fosse successo, il pubblico non li avrebbe apprezzati a dovere. Potrai anche essere un bravo scrittore, ma è davvero difficile essere oggettivi quando devi giudicare un manoscritto che hai realizzato tu stesso. L’editor è una figura professionale esterna, che consiglia, che segue il suo cliente passo dopo passo, fino alla pubblicazione del suo libro (che, preciso, non è nelle competenze dell’editor farlo).


Quali sono gli errori che gli scrittori emergenti tendono a commettere con maggiore frequenza? Hai qualche consiglio su come evitarli/riconoscerli?


Un errore molto comune, di cui parlano anche molti altri editor, è l’eccessivo utilizzo delle parole che finiscono con “mente” (certamente, naturalmente, sinceramente e così via). Appesantiscono molto le frasi, soprattutto quando ne vedevo due nello stesso periodo…terribile! Ed è capitato spesso, anche leggendo libri molto famosi che, con molta probabilità, non erano passati nelle mani di un editor. In generale, c’è anche un eccessivo utilizzo degli avverbi di tempo. Ultima cosa, ma non meno importante, molti scrittori cedono troppo all’uso del gerundio: è fondamentale usarlo con parsimonia. Come fare ad evitare questi errori? È difficile, non lo nascondo, ma io uso un trucco che funziona abbastanza bene. Quel che consiglio è di prendere un periodo di “pausa” da ciò che si sta scrivendo (anche una o due settimane andrà bene) per poi riportare gli occhi su ciò che abbiamo scritto: gli errori salteranno di più all’occhio e troveremo senz’altro un modo per correggere ciò che abbiamo sbagliato. Vi accorgerete delle ripetizioni, delle frasi troppo pesanti e noiose. Molto utilizzate, per attirare l’attenzione del lettore, sono le figure retoriche. Io, comunque, sono sempre disponibile per dare consigli a chi ne ha bisogno!


Cosa ne pensi del self publishing? Lo ritieni un’alternativa concreta alla classica pubblicazione tramite casa editrice?


Il self publishing è, secondo me, un ottimo modo per pubblicare i propri libri. Non c’è mai stato niente che mi abbia fatto pensare il contrario, anzi. Certo, non è facile e la pubblicità è puramente a tuo carico, ma se sei ben organizzato e sai pensare da imprenditore, perché non dovresti farlo?
Siamo nell’era dei social, dove l’informazione può diffondersi in tutto il mondo in meno di un minuto solo premendo un tasto, ed è bene sfruttare ciò che la tecnologia ci ha donato. Come ho già accennato prima, l’editor prepara il manoscritto anche per il self publishing. La ritengo un’ottima alternativa; tuttavia consiglio di informarsi meglio sugli aspetti positivi e negativi, prima di fare questo passo importante. Insomma, cercate di non pensare che la vostra opera diventerà di sicuro un best seller in questo modo e rimanete con i piedi per terra.


Alcuni scrittori tendono a essere molto “protettivi” nei confronti del loro manoscritto e possono essere poco propensi a modificarlo. In che modo provi a convincerli che i cambiamenti da te proposti sono utili o necessari?


Personalmente sono pignola nelle modifiche solo in pochi casi, quindi non mi è mai capitato che qualcuno non volesse apportare delle modifiche importanti. Ci tengo comunque a spendere qualche parola in merito. Come ho già accennato, è importante che l’editor dia delle motivazioni per le sue modifiche. È fondamentale ricordare che bisogna mantenere all’interno del manoscritto tutto il duro lavoro dello scrittore. Non possiamo mandare all’aria mesi, se non anni, di lavoro solo per un nostro capriccio…perbacco!

È quindi comprensibile che il committente sia intimorito, ma dobbiamo far in modo che capisca che lo stiamo facendo per il suo bene. Se ti rivolgi a un editor, devi essere pronto ad ogni cosa e a mettere da parte il tuo orgoglio.


Ti piace scrivere? Se sì, c’è qualche progetto legato alla scrittura di cui vorresti parlarci?


In questo periodo mi sto cimentando nella scrittura di un libro fantasy. Manca davvero poco alla fine e non nascondo che sono davvero emozionata. È un libro con un linguaggio davvero semplice, lineare e ho cercato di non fare descrizioni e monologhi noiosi. Volevo far in modo che anche chi non amasse particolarmente la lettura, potesse leggerlo con piacere. Ammetto che è stata una decisione un po’ azzardata, non so, non penso che il fantasy vada molto qui in Italia. Appena ne parlo, è difficile per le persone sentirmi parlare di demoni, regine, cavalieri e tribù. Soprattutto, è una storia non solo incentrata sui protagonisti, ma ci sono molti altri personaggi secondari che amo e che ho amato descrivere. Personaggi dalle mille sfaccettature, sia caratterialmente che fisicamente: ero stanca di leggere dei soliti protagonisti bianchi occidentali con gli occhi chiari! Mentre scrivevo, era come se i personaggi prendessero vita da soli. Sai, fare la scrittrice è un lavoro per cui dai tanto, ma ricevi poco. Se ti va bene, vieni pagata una volta all’anno. Sono ancora indecisa se auto pubblicarlo o se mandarlo a una casa editrice. Ho già ricevuto alcune offerte, purtroppo erano tutte a pagamento e ho declinato. Una casa editrice come si deve, non ti dovrebbe mai chiedere soldi.

Quali sono i libri e i generi che preferisci?


I generi che preferisco sono il genere fantasy e quello storico. Anche se ammetto di essere più concentrata sul primo ultimamente. Sto anche sperimentando il genere fantascientifico post-apocalittico con la serie di romanzi di Metro, dello scrittore russo Dmitrij Gluchovskij. Mi piacciono anche molti grandi classici come Oscar Wilde, Pirandello e Verga, che non passano mai di moda.

Grazie ancora per aver risposto alle mie domande!

Se volete proporre un vostro manoscritto a Tina non dovete far altro che inviarle un’email a questo indirizzo: editingerevisioni@gmail.com

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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