La mia esperienza di traduttore con Peacelink

Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo. Oggi vi parlerò della mia esperienza come traduttrice volontaria per l’associazione Peacelink – Telematica per la pace.

Non ho assolutamente intenzione di terrorizzare i laureandi in Lingue Straniere che vogliono approcciare al mondo della traduzione, ma è giusto che sappiano che non è un mondo facile: non basta avere una laurea o un master in traduzione per lavorare, è importante avere la predisposizione nell’ambito, la passione verso il settore e soprattutto tanta tanta esperienza. Per esperienza non intendo solo la pratica ma anche il costante aggiornamento e studio nei propri campi di specializzazione, la conoscenza della propria e dell’altrui cultura e, perchè no, tanta ma tanta pazienza!

Proprio per iniziare la fantomatica esperienza che decisi di avvicinarmi al mondo traduttologico partendo dal volontariato. Purtroppo le esperienze di volontariato, spesso e volentieri, nei CV non vengono nemmeno prese in considerazione, invece nel nostro sono fondamentali. È molto importante inserirle tra le “competenze extra”, in quanto dai modo di capire a chi legge che un minimo di esperienza nel settore l’hai praticata e potrebbe risultare interessante al momento della scelta del candidato.

Come mi sono messa in contatto con Peacelink?

Ho trovato quest’associazione “scrollando” su Facebook, rimasi colpita dalla loro pagina e, poi, approfondendo sul loro sito mi sono sentita rappresentata dal loro modo di fare informazione: Peacelink, infatti, dal 1991 promuove la cultura della solidarietà e dei diritti umani, l’educazione alla pace, la cooperazione internazionale, il ripudio del razzismo e della mafia, la difesa dell’ambiente e della legalità.

A questo punto mi sono decisa a farmi avanti: ho contattato la lista traduttori tramite e-mail, mi sono presentata e, dopo pochi giorni, sono stata ufficialmente aggiunta alla loro “family”. Ora è già un anno che ne faccio parte; è stata ed è un’esperienza meravigliosa.

Nel caso in cui non lo sappiate, ogni traduttore possiede dei campi di specializzazione (di solito 3, massimo 4): i miei sono giuridico-commerciale, siti web e turismo. Con Peacelink ho avuto la possibilità di lavorare anche su testi che non avevano nulla a che vedere con quelli con cui lavoro di solito (e quindi quelli che ho elencato pocansi) mettendomi alla prova. Ho ricevuto tante soddisfazioni, molti articoli da me tradotti sono stati ripubblicati anche in altri siti di associzioni senza scopo di lucro e di questo sono molto contenta, soprattutto perché riguardano argomenti importanti sui quali tutti dovremmo informarci ed analizzare con attenzione.

In questo modo, ho anche avuto la possibilità di rimanere in costante aggiornamento in particolare sull’attualità ed in costante formazione: i testi giornalistici e tecnici sono stracolmi di termini specifici che, se non ferrati nel campo, difficilmente vengono colti. Ora, dopo aver anche stilato dei glossari con i termini specifici, mi sento molto più sicura semmai mi dovesse capitare di lavorare su un testo che tratta, per esempio, di inquinamento ambientale, attacchi terroristici, sfruttamento minorile, haters, insomma tutti quei campi che non mi riguardano direttamente.

Peacelink è, come si è capito, un’associazione senza scopo di lucro: come me, anche i miei colleghi hanno un lavoro pagato alle spalle e mille mila impegni durante la giornata, ma questo non ferma la nostra voglia di portare avanti l’associazione e fare della sana informazione.

Ho conosciuto delle persone fantastiche: insegnanti, traduttori, studenti in dirittura di arrivo che vogliono imbattersi nel faticoso mondo traduttologico e desiderano iniziare a fare esperienza, ragazzi che svolgono un lavoro del tutto diverso dall’umanistico che però hanno la passione per la traduzione e vogliono provarci. Ogni singola persona che ho avuto modo di conoscere con quest’esperienza mi ha insegnato tanto, ad ognuna di loro devo qualcosa, ognuna di loro mi ha aiutato a crescere e ad avere più fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Alla fine è proprio questo il volontariato: è vero, nessuno ti paga il lavoro che svolgi, ma i tuoi sforzi e le tue energie vengono ripagati dall’affetto dei tuoi colleghi, dalle loro richieste di aiuto, dalle loro belle parole, dal loro autoironismo, dal loro modo di strapparti un sorriso con delle battutine simpatiche. Con alcuni di loro si è creato un rapporto speciale, nonostante ci conosciamo, ahimè, soltanto virtualmente.

Il mio desiderio è proprio questo, riuscire un giorno ad incontrarli, ad abbracciarli forte e ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per me.

Permettetemi di fare un ringraziamento speciale a Giacomo, il Project Manager della nostra associazione che mi ha dato la possibilità di iniziare questa bellissima avventura.

Nel caso in cui qualcuno di voi, aspirante traduttore, appassionato della traduzione, studente/essa e così via, voglia imbattersi in un’avventura simile alla mia, consiglio vivamente un’esperienza di volontariato perchè arricchisce, sia dal punto di vista professionale che personale. Se con Peacelink ancora meglio!

Al prossimo!

Autore: Martina Di Carlo

Sono una traduttrice specializzata in traduzione giuridico-commerciale, siti web e turismo. Lavoro come traduttrice volontaria per Peacelink da quasi un anno e socia ANITI da un mese. Amo scrivere articoli inerenti al mio lavoro e non solo!

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