Mazzucco e il romanzo Vita – Recensione

Almeno una volta nella vita abbiamo sentito parlare del fenomeno migratorio e tutt’oggi è un tema molto diffuso a causa della crisi e assenza di lavoro che colpiscono soprattutto i  giovani spinti a crearsi un futuro in terra straniera. Chi va in Francia, chi nel Regno Unito e chi addirittura oltreoceano, ovvero negli Stati Uniti d’America.

Emigrare verso gli Stati Uniti d’America non è mai stata una novità, in quanto l’abbiamo letto nei libri di storia o perfino sentito attraverso i racconti dei nostri nonni. Infatti, oggi, vorrei parlarvi, in breve, di questo esodo con un romanzo dal titolo Vita.

Vita, romanzo storico-letterario scritto da Melania G. Mazzucco e vincitore del Premio Strega nel 2003, si concentra sulla storia del fenomeno migratorio sottolineando le tendenze comuni della vita di un immigrato nei primi anni del Novecento attraverso i suoi protagonisti principali Vita e Diamante, rispettivamente di nove e dodici anni, giunti negli Stati Uniti d’America, una volta superati i controlli ad Ellis Island.

Vita, in particolare, è stata mandata negli Stati Uniti su ordine del padre “Zio” Agnello, fruttivendolo e gestore di una pensione a Prince Street per darle una vita migliore.

Diamante, invece, preso dall’ispirazione dal nonno dell’autrice, presenta una storia ben diversa. Infatti, la motivazione per cui è stato mandato oltreoceano è quella di “conoscere il mondo, a guadagnare a farsi forte, ma non certo a restare”, guadagnare soldi e tornare a Tufo (paese d’origine). Basandoci su questa frase e con l’informazione sulla situazione familiare a Tufo, possiamo concludere che Diamante, come gli altri immigrati di quell’epoca, è stato costretto ad andare negli Stati Uniti e non è potuto rimanere in Italia, poiché la carestia e le malattie erano molto presenti nel meridione.

La povertà del sud era reale, specialmente nelle zone agricole poiché vi era stato un crollo dei prezzi globale relativamente alla produzione dei cereali. In aggiunta, la crisi delle industrie del cottone, della seta e di quella mineraria hanno creato ancor più disoccupazione e disponendo cibo. Gli uomini ricevevano un poco da mangiare durante la giornata lavorativa come una parte del loro stipendio, mentre le mogli e i figli mangiavano poco o nulla. Pertanto, Diamante e la sua famiglia affrontarono “una fame inarrestabile” e si comportarono come molti altri al sud che andarono negli Stati Uniti per scappare dalla disoccupazione e dalla fame. 

Per il resto del romanzo, il lettore seguirà la crescita dei personaggi in America fino a seguirli anche dopo la Seconda Guerra Mondiale. Chi è rimasto negli Stati Uniti e chi invece è tornato in patria.

È con grande maestria che Melania Mazzucco ci prende per mano e ci conduce per quella che è la ricostruzione della storia di due membri della sua stessa famiglia riuscendo a rendere loro omaggio, riportandoli alla memoria, collocandoli nel tempo, lasciandone una traccia che mai potrà essere cancellata. “Vita” è il risultato di un lungo lavoro di ricerca – delle cui tracce sono prova anche le foto site tra le pagine – che ha portato l’autrice a vincere meritatamente il Premio Strega nel 2003. Ed è attraverso la voce dei due eroi che ella ricostruisce la storia del Novecento conducendoci per un lasso temporale che parte soltanto dagli inizi del secolo.

Magistrale è anche l’opera di scrittura. A differenza dei soliti lavori della scrittrice qui abbiamo non solo una penna rapida, minuziosa e precisa ma anche una penna che lascia molto spazio all’emozione e all’aspetto empatico. I personaggi, a loro volta, sono perfettamente caratterizzati. Il conoscitore non fatica a entrare con loro in simbiosi, a farne propri i pensieri e le vicissitudini. Arrivano sia i momenti più belli che quelli più difficili e caratterizzati da quelle cadute e da quelle sconfitte dalle quali non sempre è semplice rialzarsi. Entrambi crescono, in modo particolare Diamante che compresa l’importanza di seguire i propri principi e i propri valori si allontana da quella strada che altri avrebbero desiderato fargli intraprendere. Egli, è senza ombra di dubbio, il personaggio che più si imprime nell’animo perché custode di un messaggio importante: egli sceglie di vivere diventando qualcuno che possa essere stimato e preso come modello, sceglie una vita retta e fatta di onestà e senza l’arricchimento facile con la delinquenza e per effetto trasmette ciò anche a chi legge e ci invita a fare altrettanto.

Autore: Giulia Fililetterari.

Salve a tutti. Mi chiamo Giulia e sono una blogger alle prime armi. Ho creato questa pagina web per parlare principalmente libri. Ho iniziato anche a fare qualche collaborazione. Spero che i contenuti che porterò qui vi piacciano.

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