TRADUTTORI AUTOMATICI E SCARSA AFFIDABILITÀ

Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo. Oggi parliamo dei famosi traduttori automatici e della scarsa affidabilità degli stessi. Qualche giorno fa ho scritto un post a riguardo sul mio profilo Instagram (https://www.instagram.com/martinadicarlo_traduttrice/), ma ci terrei ad approfondire l’argomento.

Innanzitutto mi preme sottolineare che traduttore automatico e corpora non sono sinonimi. Mentre i traduttori automatici (come Google Translate per intenderci) propongono una traduzione effettuata da un computer (basata sull’intelligenza artificiale), i corpora sono collezioni, per lo più di grandi dimensioni, di testi scritti o orali prodotti in contesti comunicativi reali (registrazioni di discorsi o articoli di giornale), conservati in formato elettronico e spesso corredati di strumenti di consultazione informatici. Quindi, in poche parole, sono degli strumenti usati dai linguisti che consentono di vedere le parole nel loro contesto d’uso.

I più gettonati sono:

  • Reverso Context;
  • Linguee.

Anche i corpora, nonostante siano migliori dei traduttori automatici, non garantiscono l’efficacia di una traduzione effettuata da un traduttore umano.

Ma ora vediamo perché i traduttori automatici sono così inaffidabili e se possono, nonostante tutto, servire a qualcosa.

La vera e propria storia della traduzione automatica inizia nel 1949 con l’ingegnere Warren Weaver, il primo che propose di creare un programma informatico in grado di tradurre un testo da una lingua all’altra senza alcun intervento da parte dell’uomo. I primi limiti della traduzione automatica vennero fuori negli anni cinquanta. Ci si rese conto che una traduzione interamente automatizzata non poteva funzionare, troppo “manomessa”. D’altronde, anche ad oggi, uno dei ruoli del traduttore è quello di restare il più nascosto possibile: affinché la traduzione possa essere considerata fluida, deve notarsi poco l’intervento del traduttore. Ma c’è comunque.

Con il passar degli anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e lo stesso vale anche per i traduttori automatici, ma non sono migliorati un granché a mio parere.

La differenza sostanziale tra il traduttore umano e quello automatico sta nel fatto che noi siamo dotati di cervello.

Il compito del traduttore è quello di saper scegliere l’accezione giusta di una parola (sappiamo che una parola può avere diverse accezioni) a seconda del contesto. Questo il traduttore automatico non è in grado di farlo.

I traduttori automatici sono privi di selezioni contestuali e, dunque, traducono senza far caso al contesto, essenziale ai fini di un lavoro ben fatto. Lo stesso i corpora eh, non cullatevi. Nonostante siano più contestuali, sono comunque inaffidabili, soprattutto nei tecnicismi.

I traduttori automatici possono essere utili (perché sono sicura che li usiamo tutti :D) quando c’è bisogno di comprendere meglio ciò che intende trasmettere il testo fonte. Solo ed esclusivamente per questo; non possiamo presentare, se ci riteniamo dei traduttori professionisti, una traduzione effettuata da Deepl, che è uno dei migliori, al cliente. E vi fornisco un esempio concreto.

Sto lavorando ad un grande progetto di traduzione per un importante player tedesco.

Mi sono imbattuta in una frase che mi ha fatto uscire letteralmente fuori di testa.


DE: Hochwertige Qualitätsprodukte aus über 100 Jahren Erfahrung

… steht für hochwertige Qualitätsprodukte, umfassenden Service und rundum zufriedene Kunden.

DEEPL: Prodotti di alta qualità da oltre 100 anni di esperienza

….. è sinonimo di prodotti di alta qualità, servizio completo e clienti completamente soddisfatti.

ME MEDESIMA: Prodotti di alta qualità da oltre 100 anni.

La soddisfazione dei clienti è il nostro miglior premio: forniamo un servizio di assistenza completo.

Ho deciso di eliminare la ripetizione dei prodotti di alta qualità e cercato di riprodurre lo stesso senso dell’originale, localizzando anche un po’ il testo di destinazione. Ricordiamoci sempre l’obiettivo del testo source, che deve essere chiaramente riprodotto in quello tradotto anche in base alla cultura del popolo di destinazione.

Lascio a voi le valutazioni.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto.

Al prossimo!

Autore: Martina Di Carlo

Traduttrice specializzata in ambito tecnico: traduzioni meccaniche, elettroniche, turistiche, marketing, siti web e mediche. Madrelingua italiana, amante delle lingue straniere. Sono una booklover patologica e amante della scrittura. Amo scrivere articoli inerenti al mio lavoro e non solo!!

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