Quando il fantasy incontra il giallo ft. Elena Moro

Una foto di Elena Moro e la copertina del libro "Onirica investigazioni: Il caso del faro"

Non ho una grandissima esperienza per quanto riguarda le fiere del libro, ma gli eventi a cui ho partecipato come autore mi hanno insegnato alcune cose su come i lettori “occasionali” si approcciano al genere fantasy. In particolare, ho notato che è più facile attirare la loro attenzione con romanzi che affiancano alla componente fantastica un’altra più nelle loro corde, come una bella indagine, per esempio. Di romanzi che però miscelano il fantasy e il giallo non ce ne sono però in giro tantissimi, perché bilanciare le peculiarità dei due generi richiede una precisione chirurgica che in pochi possiedono. Elena Moro è una di queste persone e il suo romanzo “Onirica investigazioni: Il caso del faro” è la dimostrazione che due mondi apparentemente agli antipodi possono incontrarsi e funzionare bene insieme. Per capire i meccanismi dietro a questa magia, mi sono messo in contatto con l’autrice per organizzare l’intervista che state per leggere.

Ciao Elena e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! Per cominciare, ci potresti raccontare com’è nata l’idea alla base di “Onirica investigazioni: Il caso del faro”?

La scintilla iniziale è nata da un sogno molto vivido che ho fatto e che mi è rimasto addosso per giorni, fino a quando non ho sentito il bisogno di metterlo per iscritto. Ho sempre avuto il desiderio di unire due elementi che amo molto: il mystery e il fantasy. Mi affascinava l’idea di combinarli in un contesto in cui la realtà non è mai completamente affidabile, dando spazio anche a elementi già presenti nel territorio italiano già ricco di tradizioni e leggende rielaborando e affiancandoli a elementi nuovi, cercando di dare coerenza al tutto. Era una sfida, ed è stata proprio quella a spingermi a sviluppare la storia. 

Hai trovato difficoltà a miscelare gli elementi fantasy con quelli investigativi? 

Sì, ed è stata probabilmente la sfida più interessante. Il rischio era sbilanciare troppo la storia; renderla un fantasy puro, o far perdere forza alla componente investigativa. Ho cercato di trattare il mistero con una struttura solida, quasi “classica”, e lasciare che il fantasy entrasse come elemento destabilizzante, che complica le regole invece di sostituirle. 

La copertina di Onirica investigazioni: Il caso del faro
La copertina di Onirica investigazioni: Il caso del faro

La storia è ambientata a Padova. Ci sono delle leggende legate alla città che ti hanno ispirata durante la stesura del libro? 

Parto col dire che l’avventura parte da Padova, per poi spostarsi su un’isola non realmente esistente. 

Padova, però, è il punto da cui tutto ha origine. Più che una singola leggenda, mi ha ispirato l’atmosfera della città. 

Padova ha una forte stratificazione storica e simbolica, ed è un luogo in cui è facile immaginare che sotto la superficie quotidiana esista qualcos’altro. 

Ho lavorato molto su questa sensazione, l’idea che il mistero sia già lì, e che basti solo saperlo vedere. 

Quali sono le letture che ti hanno formata come autrice e lettrice? 

Ho sempre amato i classici del giallo, in particolare i romanzi di Agatha Christie, e le atmosfere dei libri di Stephen King. 

Anche la saga di Harry Potter è stata molto importante per me. Ho sempre trovato affascinante il modo in cui i misteri si sviluppano e si intrecciano nel corso di più libri, insieme a una scrittura semplice ma mai banale. 

La lettura che però mi ha influenzata maggiormente è sicuramente Le cronache di Spiderwick, ideata da Holly Black e illustrata dal bravissimo Tony DiTerlizzi. È una saga che mi ha colpita molto per l’immaginario e per il modo in cui rende il mondo magico qualcosa di vicino e tangibile. Inoltre, anche le illustrazioni hanno avuto un’influenza su di me, in qualche modo hanno contribuito a plasmare il mio modo di immaginare e raccontare le scene.

Segui una routine di scrittura particolare? 

Non ho una routine rigidissima, anche perché conciliarla con la vita quotidiana non è sempre semplice. 

Una foto di Elena Moro
Una foto di Elena Moro

Questo libro, in particolare, sono riuscita a portarlo a termine durante il periodo della pandemia, quando per forza di cose ci siamo ritrovati con tempi e spazi diversi dal solito. Per me è molto importante entrare nel “flusso” della storia, anche se non è sempre facile. Più che rispettare un numero preciso di parole, cerco di seguire quel flusso e vedere fin dove mi porta, lasciando che sia la storia a guidarmi. 

Che consiglio daresti a chi vuole scrivere un fantasy con elementi investigativi? 

Di non trascurare nessuno dei due aspetti. Il mistero deve funzionare davvero, con indizi, ritmo e coerenza; il fantasy non deve essere una scorciatoia per risolvere tutto. E soprattutto, costruire delle regole chiare per il proprio mondo, perché è proprio lì che nasce la tensione. 

Sei al lavoro su un seguito di “Onirica investigazioni”? 

In realtà è già in fase di sviluppo, anche se procede a rilento per via degli impegni della vita quotidiana. Onirica Investigazioni nasce come un progetto che ha ancora molto da raccontare. 

Nel frattempo, ho avuto anche l’occasione di lavorare su una piccola avventura inedita ambientata nello stesso universo, sviluppata per il mondo del gioco di ruolo in occasione di una fiera. 

È stato un modo diverso ma molto stimolante per continuare a espandere il mondo di Onirica.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Elena!

Potete trovare “Onirica investigazioni: Il caso del faro” sul sito ufficiale di PAV Edizioni e su Amazon.

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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