Quando si pensa alla Transilvania, la prima immagine che balza alla mente è Dracula che dorme in una bara nel suo castello. Non è un’associazione sbagliata (anche se oggigiorno pure il conte trova più riposanti i materassi in lattice) e non sarò certo io a mettere in discussione l’importanza della figura resa immortale da Bram Stoker, tuttavia bisogna tenere presente che il folklore rumeno ha molto altro da offrire. Ci sono i vampiri (o meglio, gli Strigoi), sì, ma non mancano neppure le lele, i Căpcăuni, i lupi mannari e tante altre creature. Il romanzo “La stirpe dei Dragan”, scritto da Orpheus Black ed edito da PAV Edizioni, attinge a piene mani proprio da questa tradizione culturale ricchissima e affasciante, mostrando al lettori aspetti della Romania meno noti, ma non per questo indegni di attenzione.
Per scoprire il percorso che ha portato alla nascita del romanzo, ho deciso di fare alcune domande al suo creatore.
Ciao Orpheus e benvenuto su Pillole di Folklore & Scrittura! Cosa ti ha spinto a voler mettere nero su bianco questa storia?
In realtà, se nel lontano 2016 una versione di me, venuta dal futuro dieci anni avanti, mi avesse detto che questa storia sarebbe diventata un romanzo, forse avrei riso a crepapelle, rispondendo: «Non ci credo minimamente».
È stato il semplice bisogno di dare una forma concreta a qualcosa che riecheggiava nella mia mente, qualcosa che incessantemente mi tormentava e mi traboccava dentro, diventando ormai incontenibile. Un giorno, seduto su una banchina di un porto in piena estate — lo ricordo ancora — presi carta e penna e iniziai a scrivere.
Ti sei documentato molto sul folklore della Romania prima di iniziare la stesura del libro?
Sono sempre stato affascinato dai miti e dalle leggende, soprattutto da quelli legati ai vampiri e alla figura di Dracula. Avevo letto molte storie, ma sentivo il bisogno di scavare più a fondo per trovare elementi solidi che potessero diventare la colonna portante del mio romanzo.

Per questo la parte più divertente e interessante è stata proprio la ricerca: approfondire il folklore della Romania, scoprire la tradizione del Mărțișor, conoscere i luoghi, il clima e anche il cibo. È stato un viaggio culturale che mi ha permesso di dare alla storia un’ambientazione più credibile e davvero immersiva.
Ci sono delle opere che ti hanno in qualche modo influenzato?
Sono sincero: ho avuto tantissimi riferimenti e influenze. Amo da sempre Buffy the Vampire Slayer e ne sono un grande fan; sicuramente la linea delle Cacciatrici ideata da Joss Whedon è stata, senza ombra di dubbio, una delle mie prime e più importanti fonti di ispirazione.
A questa si aggiungono il mio essere nerd e la mia naturale predisposizione verso quelle storie che ruotano attorno al celebre trope del Chosen One. Non chiedermi perché, ma ne sono completamente attratto. Per questo motivo sono stato influenzato da videogiochi GDR, libri e opere che sviluppano questo tipo di narrazione, ma anche da personaggi come John Constantine e da saghe come Castlevania, con la storica linea di sangue del Clan Belmont, la celebre famiglia di cacciatori di vampiri.
Insomma, diciamo che qui sfondiamo una porta che difficilmente riusciremmo a richiudere.
Che canzoni si prestano bene a fare da sottofondo alla lettura di “La stirpe dei
Dragan”?
Bella domanda. Quando scrivevo La Stirpe dei Dragan ascoltavo spesso colonne sonore e brani capaci di evocare atmosfere gotiche, malinconiche ed epiche. Credo che per accompagnare la lettura si prestino molto bene le musiche di Hans Zimmer, Two Steps From Hell e Audiomachine, che riescono a trasmettere quel senso di avventura, destino e oscurità che permea il romanzo.
Se invece dovessi scegliere un’atmosfera più vicina ai personaggi, consiglierei qualcosa di dark symphonic come Within Temptation, Nightwish o Evanescence.

C’è però una canzone che associo profondamente ad alcuni personaggi della storia NON POSSO SPOILERARE, e che occupa un posto speciale nel mio cuore: The Loneliest dei Måneskin. In fondo, però, la colonna sonora perfetta è quella che permette al lettore di perdersi tra le pagine e camminare accanto a Vahn nelle notti della Transilvania.
Ci sono state delle scene più ostiche di altre da scrivere?
Mamma mia, sì. Sicuramente tutte le scene in cui i miei personaggi affrontano distacchi, perdite o cambiamenti così radicali da sconvolgere la loro esistenza.
Ma se devo dirti qual è stata davvero la più ostica da scrivere, credo sia stata quella del sacrificio di Scarlett. Un’altra scena particolarmente difficile è stata anche quella del distacco tra Vahn e suo nonno. Non posso entrare nei dettagli, ma è un momento che mi ha toccato profondamente mentre lo scrivevo, anche perché io stesso ho avuto un legame molto forte con mio nonno. Questo ha reso quella scena emotivamente intensa e complessa da affrontare.
Di quale personaggio vai più orgoglioso?
Come credo succeda a molti scrittori, sono molto affezionato e orgoglioso di tutti i miei personaggi. Ognuno occupa un posto speciale nel mio cuore. Ma se dovessi scegliere, subito dopo Vahn, il personaggio di cui vado più orgoglioso è Sever. Per il modo in cui si scopre, per come affronta le situazioni, per il suo percorso evolutivo e la metamorfosi che intraprende… e chissà dove lo condurrà.
Puoi anticiparci qualcosa sul prossimo volume della trilogia?
Domanda da un MILIONE DI EURO
Il primo volume pone le basi per un mondo molto più grande di quanto possa sembrare inizialmente. Molte domande trovano risposta, ma altre sono state lasciate volutamente aperte e avranno un ruolo centrale nel seguito.
Posso dire che nel secondo volume la posta in gioco si alzerà notevolmente: i personaggi saranno costretti ad affrontare scelte più difficili, emergeranno verità rimaste nell’ombra e alcuni legami verranno messi a dura prova, mentre altri, in modo del tutto inaspettato, si consolideranno. Ci saranno nuove minacce, nuovi alleati e soprattutto una visione più ampia della storia e del destino che lega la Stirpe dei Dragan.

Per il resto dovrete perdonarmi, ma se dicessi di più rischierei di rovinare qualche sorpresa… e i segreti, soprattutto quando si parla di vampiri, è meglio custodirli ancora per un po’.
Giusto così! Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato, Orpheus! Potete trovare “La stirpe dei Dragan” sul sito di PAV Edizioni e su Amazon. Seguite Orpheus Black su Instagram per non perdervi nessun aggiornamento sul suo percorso come scrittore!