La sindrome dell’orecchio miracoloso – come origliare da dietro una tenda (inesistente) e far avanzare la trama senza sudare

C’è una scorciatoia narrativa che, nelle serie TV, ritorna con la puntualità di una bolletta: il personaggio che ascolta o vede qualcosa di segreto “per caso”. Non perché abbia indagato, non perché abbia rischiato, non perché qualcuno abbia commesso un errore credibile. No. Semplicemente… era lì. Dietro una finestra senza tende. Dietro una porta socchiusa che nessuno chiude mai. Sotto un balcone dove i dialoghi si recitano a voce da teatro greco.

È comodo, rapido, e spesso ridicolo. Eppure continua a prosperare soprattutto nelle storie piene di segreti, intrighi e rivelazioni compromettenti. Vale la pena capire come funziona questa sindrome, perché viene usata così spesso e osservare alcuni esempi emblematici che l’hanno resa tristemente riconoscibile.

La dinamica è quasi sempre identica. Due personaggi parlano di qualcosa che non dovrebbe essere ascoltato da nessuno, ma lo fanno nel luogo meno sicuro possibile. Salotti con vetrate, cortili aperti, corridoi pubblici, finestre spalancate. A quel punto entra in scena un terzo personaggio che compare magicamente nel raggio acustico o visivo perfetto, come se il mondo stesso si fosse piegato per offrirgli il posto in prima fila. La trama avanza, l’autore tira un sospiro di sollievo e lo spettatore… molto meno.

Il problema non è l’origliare in sé. Il problema è l’assenza totale di causalità narrativa. Non c’è una scelta, non c’è un rischio, non c’è una conseguenza. C’è solo fortuna strutturale, un caso talmente ripetuto da sembrare un meccanismo di sistema.

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Il love interest e le scene d’amore in narrativa

In qualsiasi genere di opera, è frequentissimo imbattersi in uno o più love interest per il personaggio principale, o per i personaggi secondari. Anzi, oserei dire che è diventata una figura talmente comune che è raro non imbattervisi.
In questo articolo desidero proporvi alcune idee e opinioni personali sulla gestione di una simile figura, e di scene relative (toccando anche le scene d’amore).

Anzitutto, come premesso, il love interest è una figura talmente comune da essere divenuta una sorta di cliché. Il pubblico più attento noterà immediatamente quando un personaggio si interesserà, in senso romantico, a un altro, e, per esigenze di trama (ovvero, l’introduzione stessa del love interest), il risultato più “scontato” è che i due finiscano insieme.

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Giocare con le aspettative del lettore per stupirlo

Dopo anni passati a leggere libri e fumetti, guardare film e giocare ai videogiochi si ha spesso la sensazione di aver “già visto tutto” e di essere in grado di azzeccare quasi tutti i colpi di scena e le svolte narrative. Questo succede perché alla base di varie storie ci sono dei luoghi comuni che sono ormai entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Un esempio può essere il poliziotto burbero ma dal cuore d’oro o il donnaiolo incallito che inizia a cambiare quando incontra l’amore della sua vita. Quando si ha una certa familiarità con queste figure ricorrenti, può diventare semplice capire quale ruolo svolgeranno nella storia e come si comporteranno nelle varie situazioni. Per evitare di scadere nel banale, molti scrittori preferiscono evitare del tutto di ricorrere a personaggi e situazioni stereotipate. Non è una scelta sbagliata, ma credo che ci si possa divertire ancora di più giocando con i cliché e i luoghi comuni per cogliere il lettore di sorpresa e portare il racconto in una direzione inaspettata.

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