Pillole di Folklore # 18 – Icaro

Icaro è una delle figure tragiche della mitologia greca più famose. Era il figlio di Dedalo, il creatore del labirinto del Minotauro. Quando Teseo uccise il mostro e salvò Arianna, il Re Minosse accusò Dedalo di averlo aiutato e lo fece imprigionare nella parte più alta del palazzo di Cnosso assieme a Icaro, che a quel tempo era un bambino di soli dieci anni.

Dopo aver passato alcuni giorni nella loro cella senza cibo né acqua, Dedalo escogitò un piano per evadere. Chiese a Icaro di arrampicarsi sul soffitto e di recuperare i favi di un alveare e le penne di alcuni uccelli. Utilizzando quei materiali, il geniale inventore riuscì a creare delle ali di cera per sé e per il figlio. Dopo aver allacciato le ali sulla schiena, padre e figlio si arrampicarono sul davanzale e si gettarono nel vuoto.

Durante il volo, Dedalo raccomandò a Icaro di non volare troppo vicino al sole, altrimenti la cera che teneva insieme le sue ali si sarebbe sciolta facendolo precipitare. Il bambino però era troppo emozionato da quella nuova esperienza e non ascoltò il saggio consiglio del padre. Si avvicinò troppo al sole e, proprio come aveva previsto Dedalo, il calore sciolse la cera e le penne iniziarono a staccarsi una dopo l’altra. Di fronte allo sguardo sgomento del padre, Icaro precipitò in basso e non tornò mai più in cielo. Dedalo continuò a volare verso la Sicilia piangendo la morte del figlio e le Nereidi trasformarono ogni sua lacrima in una perla di saggezza.

Per approfondire:

http://www.ire-land.it/mitologia/personaggi/icaro.html

http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dedalo_icaro/

Pillole di Folklore # 8 – Orfeo

Ci sono molte storie tragiche nella mitologia greca e quella di Orfeo non fa eccezione. Il figlio del re di Tracia Eagro (o, più probabilmente, del Dio Apollo) e della Musa Calliope era un talentuoso poeta e musicista. Persino gli alberi e le pietre non restavano indifferenti al suono della sua lira.

Quando la sua amata Euridice morì, Orfeo si armò di coraggio e affrontò la terribile discesa negli inferi. Una volta giunto al cospetto di Ade e Persefone, iniziò a cantare con voce piena di dolore e disperazione. Quel canto così straziante impietosì i due signori degli inferi e li convinse a concedere ad Euridice di tornare nel mondo dei vivi. Posero solo una condizione a Orfeo: durante il viaggio verso la superficie gli era proibito voltarsi a guardare la fanciulla.

Orfeo prese per mano l’amata e iniziò il lungo cammino verso la civiltà. Durante il viaggio, alcuni pensieri sinistri iniziarono a tormentarlo. La donna dietro di lui era davvero Euridice? Non poteva forse essere un’ombra con le sue sembianze? I signori degli inferi lo avevano forse ingannato? Quei dubbi gli fecero dimenticare la promessa che aveva fatto ad Ade e a Persefone. Cercò con lo sguardo Euridice e non appena vide il suo volto lei perse la vita una seconda volta.

Per approfondire:

http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/orfeo_euridice/

http://www.scudit.net/mdbuzzatimito.htm

Pillole di Folklore # 2 – Imeneo

Nella mitologia greca, Imeneo, noto anche come Imene o Hymenaios, era una delle divinità associate al matrimonio (è opportuno ricordare che anche Era veniva considerata la patrona del matrimonio). A seconda della versione del mito presa in considerazione, i suoi genitori erano Apollo e una musa (Calliope, Clio o Urania) o Dioniso e Afrodite o Magnete e Calliope. Quel che è certo, è che era uno dei giovani amati da Apollo e che i suoi fratelli erano Orfeo e Ialemo.

Secondo la leggenda, Imeneo era un giovane ateniese innamorato di una fanciulla di nobili origini. Ben conscio di non poterla sposare, si limitava a seguirla e ad ammirarla da lontano. La seguì anche il giorno in cui si recò ad Eleusi con altre nobili per dedicare dei sacrifici a Demetra e in questa circostanza venne scambiato dai pirati per una ragazza e rapito assieme alle fanciulle.
Una volta approdati su una spiaggia deserta, i pirati si addormentarono, sfiniti dal lungo viaggio, e Imeneo approfittò della situazione per ucciderli tutti. Ritornò ad Atene e promise di restituire le ragazze rapite in cambio della mano della nobile da lui amata. Il patto venne accettato e Imeneo si sposò con la ragazza che a lungo aveva ammirato da lontano. Il loro matrimonio fu molto felice e da allora tutti gli sposi di Atene iniziarono a invocare Imeneo in occasione delle nozze.

Per approfondire:

https://www.romanoimpero.com/2011/09/culto-di-imeneo.html

https://tinyurl.com/yaeovnvr