Giano Bifronte, il dio degli inizi – Pillole di Folklore # 52

Giano è una delle divinità più importanti della mitologia romana. È il dio degli inizi e ha due volti con cui può osservare sia il passato che il futuro. In alcune versioni del mito ha ben quattro facce e ognuna rappresenta un punto cardinale. A differenza di molte altre divinità della mitologia romana, Giano non deriva né da un dio della mitologia romana né da un dio della mitologia etrusca. È possibile che il suo culto sia nato nell’Italia pre-romana, in un’epoca in cui le divinità venivano principalmente associate al ciclo della semina e della raccolta.

Un’altra caratteristica unica di Giano è che non è imparentato con le altre divinità. Lui esiste da sempre e non è stato generato da nessuno. È anzi un dio creatore, molto probabilmente responsabile dell’inizio del mondo.

Oltre a essere il dio di tutti gli inizi (siano essi materiali o immateriali), è anche il dio del passaggio e viene spesso associato alle porte e ai ponti. Anche il mutamento, inteso come un passaggio da uno stato all’altro, è legato a Giano.

In tempo di guerra, non era raro entrare nei tempi dedicati a Giano per fare sacrifici e pregare per il successo delle imprese militari.

Per approfondire:

https://www.lettera43.it/it/guide/cultura/2013/10/28/chi-e-giano-bifronte/1853/

http://www.sapere.it/enciclopedia/Giano+%28religione%29.html

http://www.ilsapere.org/il-dio-giano/

Fenghuang, il gallo augusto – Pillole di Folklore # 51

Il Fenghuang è una creatura della mitologia cinese che ha alcune caratteristiche in comune con la Fenice. È un uccello immortale che porta fortuna a chiunque lo vede. Rappresenta l’unione del maschile (feng) e del femminile (huang) e anche i corpi celesti. Assieme alla tartaruga, al drago e alla tigre compone il gruppo di esseri soprannaturali noti come sishen, associati ai quattro elementi, ai quattro punti cardinali e alle quattro stagioni.

Talvolta viene chiamato Gallo Augusto e prende il posto del gallo nello zodiaco cinese.

Il Fenghuang ha un bellissimo piumaggio variopinto composto da ben cinque colori: nero, blu, rosso, giallo e bianco. Sebbene le sue sembianze siano quelle di un uccello, il suo corpo è composto anche da parti di altri animali. Ad esempio, il suo collo ricorda quello di un serpente e il dorso è simile al carapace di una tartaruga.

A differenza della fenice, il Fenghuang non prende fuoco e non rinasce dalle sue stesse ceneri. Pur essendo immortale, si riproduce come un uccello normale.

Per approfondire:

https://www.britannica.com/topic/fenghuang

http://www.lifeasmyth.com/journal_planet_ChinesePhoenix.html

https://gbtimes.com/legend-chinese-phoenix

Asmodeo, colui che fa perire – Pillole di Folklore # 50

Nella mitologia ebraica, Asmodeo è un potente demone che fa parte della gerarchia degli angeli di Satana. È uno dei diciotto re infernali che comanda 72 legioni di demoni.

Il significato del suo nome è “colui che fa perire”. Ha un’ origine molto antica e viene citato già in alcune leggende babilonesi.

È il demone della distruzione, ma anche della cupidigia, della discordia, dell’ira e della vendetta.

Nel libro di Collin de Plancy, “Dictionnaire Infernal”, Asmodeo viene descritto come un possente demone con tre teste: una da toro, una da uomo e una da ariete. Cavalca un drago enorme brandendo una lunga lancia e uno stendardo.

Nella Goezia, pratica magica che riguarda l’evocazione di demoni, la sua descrizione viene ampliata. Oltre ad avere tre teste, Asmodeo ha anche dei piedi da oca e un serpente al posto della coda. Dalla bocca emette fiammate roventi e vomita fuoco.

Molto importante è il legame tra Asmodeo e Lilith, un altro demone della mitologia ebraica. Quando Adamo chiese a dio una compagna, la divinità rispose alla richiesta creando Lilith utilizzando del sudiciume. Adamo si unì carnalmente con Lilith, dando così vita ad Asmodeo e molti altri demoni.

In seguito, Lilith e Adamo litigarono (lei non desiderava più giacere con lui) e lei fuggì in una regione nei pressi del mar Rosso popolata da demoni.

Per approfondire:

http://www.latelanera.com/divinita-demoni-personaggi/dio-demone-personaggio.asp?id=247

Osiride, il giudice dei morti – Pillole di Folklore # 49

Prima di morire, Osiride governò sull’Egitto come un sovrano civilizzatore, interessato a migliorare le condizioni di vita dei suoi sudditi. Fu lui a creare l’agricoltura e la religione. In seguito ad un complotto organizzato da suo fratello Seth, morì affogato nel Nilo e riuscì a tornare in vita solo grazie alla magia delle sorelle Iside e Nefti.

Fu questo evento a renderlo il dio della morte e dell’oltretomba.

Oltre a svolgere il ruolo di dio funerario e giudice dei Morti, Osiride veniva anche considerato responsabile delle benefiche inondazioni del Nilo (utilissime per l’agricoltura). Più in generale, era anche il dio della fertilità e dello sviluppo vegetale.

Veniva festeggiato durante il mese di khoiak, dedicato alla raccolta del grano.

La cerimonia più importante associata a Osiride è la psicostasia. Quando i morti giungevano al cospetto del dio, egli pesava i loro cuori su una bilancia e poneva sull’altro piatto una piuma. I peccati determinavano il peso delle anime dei defunti: se superava quello della piuma venivano date in pasto ad Ammit, la grande divoratrice. Chi invece superava questo test veniva mandato ad Aaru, la residenza dei defunti.

Per approfondire:

https://tanogabo.com/osiride-il-sovrano-delloltretomba/

https://www.britannica.com/topic/Osiris-Egyptian-god

http://www.archart.it/osiride.html

Loki, il dio degli inganni – Pillole di Folklore # 48

Nella mitologia, il Trickster è una figura che agisce al di sopra delle regole e che porta disordine e cambiamenti, spesso ricorrendo a mezzucci come imbrogli o menzogne. Loki è certamente uno dei Trickster più famosi e riveste un ruolo di primissimo piano all’interno della mitologia norrena. Figlio del gigante di ghiaccio Fàrbauti e della dea Laufey (che in alcune versioni del mito viene però considerata una gigantessa), il dio degli inganni è una figura ambigua e sarebbe profondamente errato considerarlo l’incarnazione del male (come fecero i cristiani quando diffusero per la prima volta i miti norreni).

È vero che talvolta Loki compie delle azioni malvagie, ma lo fa perché è necessario per mantenere l’equilibrio nell’ordine cosmico. È il suo ruolo e potrà cedere ai suoi istinti più distruttivi (ereditati dai giganti) solo quando giungerà il Ragnarok, il crepuscolo degli dei.
Nonostante sia spesso in conflitto con le altre divinità, Loki ha stretto con Odino un antico patto di fratellanza di sangue e spesso ha collaborato con lui e Thor per affrontare varie minacce e risolvere dei problemi.

È in grado di trasformarsi a piacimento e in vari poemi è possibile trovarlo sotto forma di falco, pulce, salmone, cavallo o foca. L’ambiguità di Loki si estende anche alla sua sessualità; accentra nella sua figura atteggiamenti maschili e femminili e in alcuni miti arriva addirittura a partorire (non scordiamo che è proprio lui a dare alla luce Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino).

Per approfondire:
http://www.latelanera.com/divinita-demoni-personaggi/dio-demone-personaggio.asp?id=210
http://parliamotedesco.altervista.org/blog/la-leggenda-di-loki/
https://norse-mythology.org/gods-and-creatures/the-aesir-gods-and-goddesses/loki/

Apollo, il dio del Sole – Pillole di Folklore # 47

Nato dall’unione di Zeus e di Leto, Apollo era il dio greco del Sole, delle arti, della medicina, della profezia, della musica, della poesia e della scienza. Era il capo delle muse e aveva un talento incredibile per l’arte e per la musica (la lira è uno dei suoi simboli). Nel tempio di Delfi, a lui dedicato, le sacerdotesse scelte dal dio in persona svelavano agli umani parte del loro futuro.

La sua arma prediletta era l’arco e talvolta la utilizzava per infliggere orribili pestilenze ai popoli che lo osteggiavano.

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Golem, il gigante di argilla – Pillole di Folklore # 45

Con ogni probabilità, il Golem è la figura più conosciuta della mitologia ebraica. Si tratta di un gigante di argilla molto utile per svolgere dei lavori pesanti e per proteggere gli ebrei dai nemici. Può essere creato da chi conosce bene la Cabala e i poteri legati ai nomi di Dio. È infatti possibile dare la vita a un Golem inserendo nella sua bocca un foglio su cui è scritto il vero nome della divinità.

Essendo privo di un’anima, il Golem non è in grado di pensare, provare emozioni o parlare. Può solo eseguire gli ordini che gli vengono impartiti dal suo padrone.

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Garuda, colui che aspetta il veleno – Pillole di Folklore # 43

Garuda è una figura importantissima nell’induismo e in altre religioni orientali. Si tratta di un ibrido tra un essere umano e un uccello, anche se nell’arte viene spesso rappresentato semplicemente come un uomo alato (nelle rappresentazioni più antiche le caratteristiche fisiche da volatile erano più accentuate). Secondo alcune interpretazioni, il suo nome deriva dalla frase “garanti-di” il cui significato è “colui che aspetta il veleno”. In varie versioni del mito, infatti, Garuda è in grado di curare le persone che sono state avvelenate dai serpenti.

Viene considerato il re degli uccelli.

Essendo la cavalcatura prediletta di Vishnu svolge un ruolo di primo piano nella mitologia induista. Molto nota è la leggenda in cui il re degli elefanti Gajendra chiede aiuto alle divinità mentre lotta per salvarsi da un enorme coccodrillo e Vishnu risponde al suo richiamo arrivando sulle ali di Garuda.

Il legame tra Vishnu e Garuda diventa ancora più evidente se consideriamo che due delle varie incarnazioni della divinità sono identiche nell’aspetto al leggendario uomo-uccello.

Per approfondire:

http://ilcrepuscolo.altervista.org/php5/index.php?title=Garuda

http://loasiditammuz.altervista.org/uccelli-nel-mito-sesta-parte-luccello-garuda/

Nisaba, la scriba delle divinità sumere – Pillole di Folklore # 41

Nella mitologia sumera, Nisaba (chiamata anche Nidaba) era la dea della saggezza, della scrittura, della letteratura e delle misurazioni. Suo marito era Haia, il dio dei magazzini, mentre sua figlia era Sud (nota come Ninlil dopo il matrimonio con Enlil), la signora dell’aria.

Enki, il dio della saggezza, assegnò a Nisaba il compito di essere la scriba delle divinità sumere. La dea infatti si occupava di scrivere cronache, resoconti, annotazioni e molto altro ancora. Gestiva inoltre la conservazione dei confini.

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I Centzon Totochtin, l’unità di misura dell’ubriachezza – Pillole di Folklore # 40

Nella mitologia azteca, i Centzon Totochtin (letteralmente “quattrocento conigli”) erano un gruppo di divinità che prendeva parte a moltissime celebrazioni. Erano dei dell’ubriachezza e avevano l’aspetto di conigli. Alcune delle divinità incluse in questo gruppo erano: Tepoztecatl, Texcatzonatl, Colhuatzincatl, Macuiltochtli, Ometochtli.

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