Chatters on translation ft. dr. ssa Erica Secondini

Ciao a tutti!
In questo nuovo articolo, una mia collega traduttrice che ha seguito con me sia il Master di Traduzione e Adattamento Cinetelevisivo presso la SSML Gregorio VII, sia il corso di Laurea Magistrale di Interpretariato e Traduzione presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), la dr. ssa Erica Secondini, ha accettato con piacere di fare quattro chiacchiere sull’argomento, per gli interessati e i curiosi.
Sarà sia infatti un articolo d’intervista, sia un back-and-forth tra me ed Erica.
Bene bene, ti ringrazio moltissimo, Erica, per la partecipazione!
Abbiamo entrambi la passione e l’interesse per le lingue, nonché per la traduzione.

Nel mio caso è tutto nato quando ero piccolo, da lunghissime partite estive a Pokémon e altri videogiochi in lingua americana, tramite cui ho iniziato ad imparare i vocaboli più bizzarri, arrivando a vantare ottimi voti in inglese (ma non in matematica, ahimè).
Com’è nato invece il tuo l’interesse?

Ti sorprenderà sapere che inizialmente non avevo pensato minimamente di intraprendere questa strada.
Come ogni liceale avevo le idee confuse, non sapevo cosa fare una volta finito il liceo, ma sapevo che le lingue avrebbero fatto parte di me e del mio mondo.
Volevo, però, fare qualcosa di diverso… differenziarmi dal solito studio della letteratura e grammatica.

Un giorno ho partecipato a una conferenza in cui erano presenti delle persone importanti provenienti da altre nazioni e con loro alcuni ragazzi che traducevano, a bassa voce, le parole dei relatori italiani.
Da lì ho fatto un po’ di ricerche su internet e ho scoperto questo mondo incredibile! Inizialmente ero partita con l’idea di diventare interprete di conferenza, ma durante tutto il mio percorso ho capito che la traduzione era la strada giusta!

Sono una persona che preferisce riflettere su quello che vuole dire, che dà molta importanza ai particolari e non ama tanto la fretta di dover tradurre su due piedi rischiando di commettere errori.
Tradurre mi permette di dare il meglio di me stessa, di essere precisa e fiera della scelta fatta anni fa!

Il mondo della traduzione riguarda tantissimi “micromondi”: la traduzione tecnica, la traduzione legale, la localizzazione di siti web, la traduzione di videogiochi e tantissimi altri ancora.
Ogni micromondo richiede un registro, uno stile e un approccio differenti, nonché svariate conoscenze. Per esempio, in localizzazione è utile approfondire i linguaggi di markup HTML e CSS per non distruggere accidentalmente un sito web.
Il mio interesse va principalmente alla traduzione letteraria (di cui ho postato cenni, commenti e riflessioni in questo articolo), la traduzione medica e la traduzione saggistica.
Nel tuo caso, quale ramo ti appassiona di più, e perché? Parlacene liberamente.

Ovviamente la traduzione audiovisiva! Come tante persone amo guardare film, in particolare quelli americani per i loro effetti speciali, qualità e tanto altro. Però mi sono sempre chiesta “com’è possibile che un film americano noi lo sentiamo nella nostra lingua?”.
Da lì ho scoperto un mondo che non avrei mai immaginato.

Questo è un campo tanto bello quanto complicato dal momento che tradurre dialoghi di un prodotto audiovisivo dalla lingua di origine a quella di destinazione non è semplice.
C’è tanto lavoro dietro e soprattutto deve esserci tanta inventiva, perché le culture sono diverse tra di loro.
Ognuno ha i propri modi di dire, i propri usi e costumi e uno dei compiti del traduttore audiovisivo è proprio quello di renderli comprensibili a tutti. Deve saper trovare una soluzione che vada bene per far arrivare il messaggio che una scena vuole trasmettere.

Sono così appassionata di questo campo che l’ho scelto per la mia tesi di laurea magistrale e ho approfittato di questa occasione per unirlo a un’altra mia passione… la lingua tedesca!
Mi piace pensare che la passione per questa lingua sia nata grazie a mio nonno, che ho conosciuto attraverso le storie di mia madre. Lui andava spesso in Germania e portava con sé lei e le sorelle. Vivevano grandi avventure…

Tornando a noi, ho voluto unire queste due passioni perché sapevo che se avessi scelto altro mi sarei pentita. Voglio seguire i miei interessi perché so che do il meglio di me stessa quando faccio una cosa che mi piace.

Prima di concludere vorrei fare un esempio che riprenda il discorso sulla traduzione di prodotti audiovisivi per farvi capire bene.
Nella mia tesi ho analizzato e, soprattutto tradotto, un film tedesco in lingua italiana.
Il film in questione è “Rübezahls Schatz” (“Lo spirito della montagna”) ed era ambientato nel ‘700.
La scelta stilistica del testo doveva rispettare il linguaggio dell’epoca e quindi non potevo utilizzare espressioni che usiamo tutt’oggi…v i immaginate una nobile rivolgersi alla sua domestica con “tesò, che mi passi la brocca dell’acqua?”… sarebbe mooolto strano 😂😅.

L’esempio che volevo riportare è una frase pronunciata da uno dei personaggi principali mentre gioca a birilli (ovvero il nostro bowling, ma nel ‘700 ancora non esisteva questo termine), con altre persone, e sta perdendo tutto.
La frase in questione è: “Wer nicht wagt, der nicht gewinnt”, cioè “chi non risica non rosica”.
Vi chiederete “cosa c’è che non va in questa frase?”. Nulla! La frase può tranquillamente essere tradotta così, ma lasciate che sia io a fare una domanda a voi… nel ‘700 voi avreste mai detto “chi non risica non rosica”? O avreste detto “chi non osa non vince?”.
Questo è solo un piccolo esempio, ma volevo dimostrare con la “pratica” il significato di “traduzione di prodotti audiovisivi”.

Potrei parlare per ore di questo campo e di tutti i piccoli, ma fondamentali, aspetti che lo circondano, ma non voglio dilungarmi troppo.

Sì, l’adattamento cinetelevisivo, anche grazie alle stupende docenti che abbiamo avuto al master, mi ha intrigato molto.
Trovavo parecchio divertente fare attenzione al lip-sync (adattare il labiale) e scrivere le impostazioni di sceneggiatura (pause, inquadrature, ecc).
Ci sono stati studi o casi, al riguardo, che ti sono rimasti impressi? A me lasciò molto incuriosito tutto il discorso sull’adattamento televisivo della religione cristiana, e quante difficoltà insorgano a rendere correttamente i termini relativi.

Non so se ti ricordi, ma una volta ci divisero in gruppi e ognuno doveva analizzare una scena di una serie televisiva.
A me capitò la scena della serie TV “Will e Grace” che non dimenticherò mai! In quella scena era presente un esempio di sostituzione; lo ricordo come se l’avessi fatto ieri.

Qui ritorniamo al discorso di prima, cioè al fatto che non sempre è possibile tradurre “alla lettera” perché ogni cultura è diversa e per poter rendere comprensibile la scena il traduttore deve trovare una soluzione adatta a tutti.
In quel particolare episodio, Will è a casa con Jack e altri due amici intenti a giocare una partita a carte. All’improvviso entra Grace in tuta che comincia a girare freneticamente per la stanza lamentandosi di quello che le era successo.

Vedendola Jack dice: “oh, she looks like Sporty Spice” facendo un balletto finale con le braccia. In italiano questa frase è stata sostituita con una traduzione DECISAMENTE differente, cioè: “oh, ha il morbo di Parkinson”.
I traduttori hanno optato per la sostituzione perché la traduzione letterale avrebbe potuto creare confusione nei telespettatori che potrebbero non conoscere Sporty Spice.
Oltre all’analisi dovevamo dare anche una possibile soluzione per rendere più comprensibile la scena e fra le varie proposte avevo scelto “Oh, sembra una delle spice Girls”.
Diciamo una soluzione molto semplice, che probabilmente avrebbe creato comunque un po’ di confusione, ma sicuramente migliore rispetto a quella scelta dai traduttori della serie televisiva 😅
(Non aveva proprio senso!!)

Ho sempre visto la traduzione più come un’arte, che come una scienza esatta. Soprattutto in ambito letterario, spesso e volentieri l’intuito e la sensibilità sono caratteristiche fondamentali. Ti ci rivedi in questo pensiero?

Sono completamente d’accordo con questa affermazione! Nella traduzione non si seguono regole, è un’arte che ogni traduttore costruisce mettendoci del proprio. I traduttori sono diversi tra loro, ognuno ha il proprio modo di scrivere, di dare informazioni, di trasmettere emozioni attraverso un semplice testo.
Non ci sono formule come nella matematica, non ci sono coordinate da seguire a tutti i costi… sta a noi decidere come trasmettere un messaggio che sia fedele all’originale.

Ottimo. Ti va di nominare un altro ramo della traduzione che ti ha appassionata, e spiegarlo un po’?

Come hai già detto tu il campo della traduzione è molto vasto. Ci sono tanti micromondi diversi che richiedono conoscenze particolari. Oltre all’audiovisivo mi butto volentieri sulla traduzione di testi medici.
Se non avessi scelto il percorso di traduttore avrei fatto medicina, ma la passione per le lingue e i viaggi ha avuto la meglio.
Però non ho rinunciato completamente all’ambito medico… anche se non ci lavoro come speravo.

Per chi si avvicina al mondo della traduzione specialistica e dell’interpretariato, ci sono suggerimenti o idee che vorresti condividere?

Da traduttrice dico…mettetevi l’anima in pace e sappiate che non avrete molta vita sociale ahahahaha.
Ovviamente scherzo, ma tradurre richiede molto tempo e impegno. Bisogna trovare la forma giusta, le parole adatte e non è una cosa semplice da fare come tanti pensano.

Se scegliete questo percorso sappiate che dovrete mettere tutti voi stessi per rendere al meglio il messaggio che un testo o un prodotto audiovisivo, musicale e così via, vogliono dare. Se mai qualcuno vi dirà “eh, ma devi solo tradurre questa cosa, che ci vuole? Lo sanno fare tutti” non dategli retta.
Molto spesso sono persone al di fuori di questo campo che dicono così, ma non hanno la minima idea del lavoro che si deve fare.
Per loro basta tradurre alla lettera o usare un traduttore online e il gioco è fatto. Non è così che funziona.

Non lasciatevi intimorire dai paroloni o testi strani che vi capiteranno, quelli ci saranno sempre!
Una grande soddisfazione che avrete, scegliendo questa strada, è quella di vedere un giorno il vostro nome nei titoli di coda di un film /serie tv (per quanto riguarda un prodotto audiovisivo) o su un testo preso come esempio in qualche libro di letteratura.
Se scegliete il mondo dell’interpretariato, invece, potreste diventare l’interprete personale di personaggi importanti / famosi! Quindi come vedete avete tante strade aperte, non rinunciateci solo perché qualcuno sminuisce le vostre idee e ritiene più importanti altri campi di studio.

Grazie di cuore per il contributo!

Gabriele ti ringrazio tantissimo per questa chiacchierata e per avermi fatto partecipare! Spero di non aver parlato troppo come al solito ahahahah

Temo di sì e mi toccherà fare qualche taglio in correzione.
No, ovviamente scherzo, e ritengo che ogni dissertazione di qualsiasi argomento sia molto interessante, figuriamoci un campo così affascinante come la traduzione!

Naturalmente, sia io che Erica restiamo a disposizione per i curiosi che vorrebbero intraprendere i primi passi in questo meraviglioso settore.
Indirizzo email di Erica: erica.secondini@libero.it

Ne approfitto infine per allegare, per i curiosi e per chi volessero approfondire campi come la traduzione giurata e la traduzione medica, un Powerpoint sul mondo della traduzione che ho personalmente preparato per il conviviale del Rotaract Club Anzio-Nettuno tenutosi domenica 24 gennaio 2021: link

Infine, raccomando due fantastici siti che includono corsi gratuiti con attestato, sul mondo della traduzione, discutendo argomenti come i CAT Tools e la localizzazione dei siti web:

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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