La traduzione del SEO

Hai creato il tuo nuovo sito. Congratulazioni! Avrai sicuramente pensato a ottimizzare i tuoi contenuti in ottica SEO (probabilmente come suggerito da Alessandro qui e qui).

Le visualizzazioni sono salite alle stelle, sempre più utenti interagiscono sotto i tuoi post, acquistano i tuoi servizi, ricercano il tuo nome. Quindi la prossima, naturale domanda che affiora nella tua mente è: è giunta l’ora di espandersi in altri mercati?

Certo, offrire i propri servizi in un nuovo mercato può significare un salto di qualità enorme per la tua attività (e le tue entrate). La tentazione di aprire Google Translate e copiare-incollare ogni singolo paragrafo è forte, troppo forte. Tuttavia, prima di tradurre dei contenuti in una lingua straniera è necessario avere ben chiari alcuni elementi fondamentali:

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La sottotitolazione

Viene chiamata sottotitolazione o sottotitolaggio, ma si tratta di un’unica materia della traduzione. La si definisce come una traduzione condensata attraverso un testo scritto, usata per due scopi principalmente : rendere accessibile un prodotto audiovisivo alle persone con disabilità uditiva o renderlo comprensibile ad un pubblico di codice linguistico diverso. La sottotitolazione insieme al doppiaggio rappresentano le maggiori forme di traduzione usate nel mondo cinetelevisivo, ed esiste una rivalità tra chi preferisce l’una rispetto all’altra, ma in questo articolo non tratteremo questo argomento, piuttosto potremo parlarne in un prossimo articolo. Questo discorso possiamo legarlo però ad uno più ampio, in cui distingueremo il nostro paese da altri, proprio per la scelta adottata per trasmettere i prodotti audiovisivi di maggior incasso, come film e serie tv. L’Italia difatti si può inserire nei paesi cosiddetti “dubbing”, cioè che fanno uso del doppiaggio come maggior canale di trasmissione, al contrario per esempio degli Stati Uniti che si inseriscono nella categoria dei paesi “subtitling”, ovvero sottotitolazione. Per comprendere meglio questa differenza dobbiamo risalire a un tempo storico ormai lontano da noi da più di qualche decennio. Sotto il periodo del fascismo il doppiaggio è stato imposto come unica forma accettabile, eccezion fatta per i festival, in cui erano ammessi i sottotitoli. Questa scelta fatta per preservare la purezza della lingua italiana,  ammetteva il doppiaggio solo se realizzato in Italia da personale di nazionalità italiana.

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Nemici reali(a)

Metti una cena con l’amico internazionale nell’osteria più tipica della tua città, occasione incredibile per fargli provare tutte le leccornie che solo in quell’angolo di mondo si possono trovare. 

Occhi sbarrati, curiosità velata dall’imbarazzo, il menù si abbassa chiudendosi appena e con un mezzo sorriso ti chiede “What the hell is gnocchi?” 

E come glielo spieghi?

Non è un tipo di pasta visto che l’impasto è di patate ma nemmeno un secondo o un contorno. Definirli palline di pasta di patate (!) sarebbe uno scempio; l’inglese “dumplings” potrebbe andare ma ha ben poco di convincente perchè solitamente con questa parola si intendono i ravioli cinesi ripieni o dei fagottini di mele, tutto un altro universo rispetto ai nostri italici gnocchi. Panico.

Signore e signori ecco a voi un comunissimo caso di realia. 

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Traduzione editoriale vs traduzione tecnica

Come ho già spiegato in uno dei miei primi articoli “Il mestiere del traduttore”, il traduttore è colui che trasporta un testo da una lingua ad un’altra, dovendo prestare attenzione però ad alcuni parametri importanti, che, se necessario, illustrerò in un articolo a parte.

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Chatters on translation ft. dr. ssa Erica Secondini

Ciao a tutti!
In questo nuovo articolo, una mia collega traduttrice che ha seguito con me sia il Master di Traduzione e Adattamento Cinetelevisivo presso la SSML Gregorio VII, sia il corso di Laurea Magistrale di Interpretariato e Traduzione presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), la dr. ssa Erica Secondini, ha accettato con piacere di fare quattro chiacchiere sull’argomento, per gli interessati e i curiosi.
Sarà sia infatti un articolo d’intervista, sia un back-and-forth tra me ed Erica.
Bene bene, ti ringrazio moltissimo, Erica, per la partecipazione!
Abbiamo entrambi la passione e l’interesse per le lingue, nonché per la traduzione.

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