Nelle profondità del worldbuilding – Società, economia, mercato ft. Alessia Lonardi

Ciao a tutti, e benvenuti in questo nuovo articolo d’intervista! Stavolta sarà dedicato a una “collega” blogger, Alessia Lonardi, proprietaria di un bellissimo blog, MicroKosmo, che personalmente adoro.
Alessia posta spesso articoli di worldbuilding, su dettagli che spesso nemmeno considero: moneta, struttura della società, futuri distopici, tutti argomenti davvero affascinanti e al di fuori del mio bagaglio di “competenze scrittorie”.
Dunque ho deciso di ospitarla in Pillole di Folklore e Scrittura!
Prima di tutto, benvenuta Alessia, è un piacere averti qui. Come già ho accennato, i tuoi articoli sono dedicati soprattutto al worldbuilding. Vuoi presentarti, raccontandoci di com’è nato il tuo interesse per la scrittura?

Il piacere è mio, ti ringrazio per l’invito. Sono una studentessa di lettere moderne con la passione per la narrativa, nata inizialmente e sviluppatasi prevalentemente con la scrittura. Come ogni adolescente cresciuta con internet e i social mi sono tuffata a capofitto nel mondo di Wattpad appena ne ho avuto l’occasione.
Inutile dire che come ogni altro posto sul web aiuta a farsi le ossa ed a sperimentare, nonostante abbia i suoi lati negativi. Il colpo di grazia è arrivato però con un’esperienza di alternanza scuola lavoro al liceo, in cui ho avuto modo di collaborare con dei compagni alla progettazione, stesura e promozione di un romanzo. Da li ho ampliato le mie pubblicazioni sul web fino alla decisione di aprire un blog, per trattare argomenti diversi e sviluppare l’abitudine alla scrittura e la costanza.
Per ora mi limito a riflettere su autori che ritengo formativi o a parlare di argomenti che mi stanno molto a cuore, come il worldbuilding, perché sono la base della mia attività al momento. In particolare la serie di articoli che riguardano i mondi complessi mi sta aiutando non solo a produrre contenuti ma anche ad riordinare le idee riguardo le mie storie.

C’è qualche storia che hai scritto in cui hai incluso distopie, società differenti, e così via di cui vorresti parlarci?

Essendo le mie storie in prosa (racconti brevi o lunghi) principalmente di carattere fantastico devo fare i conti diversi tipi di mondi. La società del futuro che si sta delineando con la serie di racconti di fantascienza (Torchio, Star Eater e Il Vento dei Veri Dei) mi sta mettendo alla prova per la complessità delle dinamiche che coinvolgono le società.
Un pensiero che mi è sorto lavorandoci è che spesso nei sistemi complessi che vogliono simulare una società umana spesso si instaurano meccanismi che non possono essere definiti semplicemente “distopici” o relegati ad un genere o ad una singola caratteristica della trama. Spesso sono meccaniche molto più sottili, giochi di potere e di mercato, disagio sociale ed economico, e problemi che come nella nostra società non si palesano mai alla luce del sole e non sono mai inquadrabili da un solo punto di vista.

Quali sono i tuoi processi mentali iniziali quando pianifichi un nuovo mondo? Di quali elementi tieni in conto?

Ne parlavamo proprio una domenica io e Sam, amico e aspirante scrittore al FantaTalk; è stato proprio lui ha farmi capire come il mio cervello lavora alla creazione di un mondo o sistema.
Durante la puntata abbiamo diviso due tipi di processi: dare un popolo ad una lingua o dare una lingua ad un popolo. Per quanto mi riguarda mi è capitato di sperimentare entrambe le modalità, ma quello da cui parto sempre è un concetto o un’idea. Un concetto può essere un tema o uno scheletro di storia, mentre un’idea è qualcosa di più delineato e specifico – un personaggio, una caratteristica, un particolare tecnologico. Il processo si potrebbe quindi semplificare in un modellare e adattare le idee ai concetti, per ampliare le idee e slegarsi dai cliché e allo stesso tempo dare senso ai concetti con una trama e profondità.

Concordo sull’importanza del definire e sviluppare idee correttamente, avendo anche noi trattato l’argomento in un articolo specifico. Quali sono invece gli elementi su cui inizi a lavorare dopo una prima riflessione?

Solitamente inizio assicurandomi di poter dare una trama alla bozza di mondo che ho in testa, a meno che non ce l’abbia già. Successivamente mi focalizzo sui personaggi e ancor prima sulle loro interazioni e sul tessuto sociale, perché voglio che sia credibile. Nel tempo che mi rimane cerco di approfondire la storia del mondo, le tecnologie e i vari sistemi. Questo vale sia per i mondi fantascientifici sia per quelli fantasy, anche se in questi ultimi do maggiore priorità ai sistemi magici e al worldbuilding, perché in questo caso i ruoli dei personaggi si basano maggiormente su di essi Banalmente, non posso creare un mago completo se non ho delineato il sistema magico, mentre un mercante cyberpunk può esistere anche se non conosco ogni pezzo di tecnologia e oggetto che potrebbe vendere. Queste dinamiche però variano costantemente a seconda dei personaggi, e il risultato è, o almeno dovrebbe essere, un delicato equilibrio di worldbuilding e creazione del personaggio.

Sempre inerentemente al worldbuilding, c’è qualche aspetto che ti diverte di più scrivere? Se sì, per quale motivo?

I più divertenti sono sicuramente i personaggi, perché, per quanto mi piaccia giocare a Dio con i mondi, non è comparabile al decidere le sorti di un personaggio.

Quali sono i tuoi libri preferiti, e quelli che ti hanno più ispirata per la scrittura?

Sono sempre stata una lettrice eclettica, quindi non saprei indicare con precisione cosa mi ha ispirato in ogni occasione, tantomeno ho idoli. L’unica cosa da cui mi lascio affascinare e ispirare sono sicuramente l’estetica, lo stile e i temi trattati. Si può capire molto di un autore/autrice da questi tre elementi, nonostante vadano associati alla trama, che è il nucleo. Normalmente pero sono quelli che costruiscono il worldbuilding e sono quindi decisivi per l’immersione e la cosiddetta sospensione dell’incredulità. Alcuni nomi che potrei fare sono la Woolf, a cui ho dedicato una serie di articoli, P.K. Dick, specialmente per i temi, e ancora Tolkien, Le Guin, Asimov e Gibson. Potrei citare altri artisti, da poeti a pittori e designer. Il fatto è che credo di dover attingere a diverse fonti e discipline che non solo la parola ispirazione perde di significato, ma diventa pure effimera per quanto mi riguarda: è un processo costante di studio e scoperta.

Un sentito grazie per la partecipazione, Alessia! Invito tutti i lettori a dare un’occhiata al blog MicroKosmo, ricco di articoli che approfondiscono gli argomenti appena discussi.
Inoltre, sono felice di raccomandare il canale Twitch e il canale YouTube di Alessia: particolarmente interessanti sono i video di speedpainting di concept di personaggi, nonché le piccole gemme indie con Let’s play dedicati.

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

1 commento su “Nelle profondità del worldbuilding – Società, economia, mercato ft. Alessia Lonardi”

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