“Storia generale dei pirati Vol.3” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

La copertina di "Storia Generale dei Pirati Vol.3"

Prosegue il nostro viaggio tra le pagine della “Storia Generale dei Pirati”. Dopo aver parlato di due dei predoni del mare più famosi di sempre, Henry Every e Edward “Barbanera” Teach, è arrivato il momento di concentrarsi su due figure meno note, ma non per questo poco importanti: Stede Bonnet ed Edward England. Sono proprio loro i protagonisti del terzo volume edito da Edizioni Haiku.

Stede Bonnet, “il pirata gentiluomo”, è stato uno dei lupi di mare più atipici di sempre. A differenza di tanti suoi “colleghi” non era un marinaio esperto e aveva alle spalle un background culturale di un certo livello. Non è del tutto chiaro che cosa lo spinse a prendere il mare, ma quel che è certo è che la sua inesperienza non gli rese la vita facile. Fu solo quando Barbanera lo prese sotto la sua ala protettrice che le cose iniziarono a cambiare. Per un periodo l’alleanza con uno dei pirati più temibili di tutti i tempi si rivelò proficua, ma alla lunga le cose cambiarono e per Bonnet quel sodalizio si rivelò l’inizio della fine.

Proprio come Bonnet, anche England fu un pirata inusuale. Si distinse per la misericordia che riservava agli avversari sconfitti, che uccideva solo quando strettamente necessario. Purtroppo, in un mondo spietato come quello della pirateria non c’era spazio per tanta bontà d’animo. Di fronte all’ennesimo atto di misericordia, il suo equipaggio scelse la via dell’ammutinamento e abbandonò il capitano sull’isola di Mauritius, assieme agli unici due uomini che gli rimasero fedeli. Anche se England riuscì a salvarsi e a tornare in Inghilterra, i suoi ultimi giorni furono tutt’altro che felici: visse di stenti fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1721.

A differenza dei primi due volumi di “Storia Generale dei Pirati”, adatti un po’ a tutti, questo terzo libro mi è sembrato una un pochino meno “accessibile”, forse a causa della minor popolarità dei due pirati su cui si concentra. Resta una lettura perfetta per chi vuole approfondire il tema della pirateria, ma consiglierei a chi conosce poco l’argomento di dare la priorità ai primi due volumi.
Per il resto, ho riscontrato nel testo la stessa cura profusa nei primi libri e ho apprezzato l’abbondante presenza di note a piè di pagina inserite per chiarire i termini più tecnici o desueti. In molti libri sulla pirateria gli autori sembrano sempre dare per scontato che tutti i lettori sappiano distinguere uno sloop da una man-of-war ed è bello vedere per una volta un approccio diverso.

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...