La nascita di un EP ft. ONIRIKO2

Il panorama musicale italiano è vastissimo. Oltre ai grandi nomi che tutti conosco, ci sono anche un’infinità di gruppi e solisti poco noti, spesso alla ricerca dell’occasione giusta per fare il salto di qualità. Alcuni di loro hanno un grande talento e ascoltandoli non si può fare a meno di chiedersi “perché non ne sta parlando nessuno?”. Devo ammettere che quando ho sentito per la prima volta gli ONIRIKO2 mi sono fatto proprio questa domanda. Ascoltando il loro EP, “Faded Words”, sono rimasto folgorato dalle sonorità che sono riusciti a evocare, così lontane da quelle ricercate dalla maggior parte dei musicisti italiani. L’unione della voce di Sandy e delle note suonate da Tommy crea a un’atmosfera dolce e onirica, perfetta per rilassarsi alla fine di una lunga giornata.

Informandomi, ho scoperto che il duo trae ispirazione dalla musica giapponese. Ciò mi ha permesso di tracciare alcuni parallelismi tra i loro brani e alcune canzoni che avevo ascoltato in passato (perlopiù legate a vari anime o videogiochi), ma anche di apprezzare ancora di più gli elementi innovativi che danno un’impronta unica all’EP.

Per provare a conoscere meglio il percorso che ha portato alla genesi di Faded Words mi sono messo in contatto con gli ONIRIKO2 e loro, molto gentilmente, hanno accettato di farsi intervistare. Oggi sono qui con noi, pronti a rispondere ad alcune domande!

Ciao Sandy e Tommy e grazie ancora per aver accettato di prendere parte a questa intervista!

Una domanda per rompere il ghiaccio: com’è nata l’idea di dare vita agli ONIRIKO2?

Ciao, lettori di pillole di folklore! Grazie a te, Alessandro, per averci proposto questa intervista, ne siamo molto felici!

L’idea di dar vita a questo progetto musicale è nata dopo che abbiamo iniziato ad incontrarci di tanto in tanto per suonare insieme, all’inizio principalmente cover di brani di altri artisti in maniera leggera, per divertirci. Quando ci siamo accorti che i nostri gusti musicali e i nostri stili artistici potevano essere coniugati, in qualche modo, abbiamo pensato di provare a scrivere musica nostra. Sandy aveva già pensato ad un concept per un EP, con delle bozze del testo di Faded Words, e Tommy era particolarmente ispirato a comporre della musica per questo pezzo che poi è diventato la title track del nostro EP.

So che per realizzare le vostre canzoni vi siete ispirati alla musica giapponese. È una scelta legata a una grande passione per la cultura nipponica? Ci sono dei gruppi/cantanti giapponesi che considerate dei punti di riferimento?

Esatto, cerchiamo di trarre ispirazione dalla J-music, soprattutto da artisti come le SHISHAMO, gli YOASOBI, gli ZUTOMAYO, Yorushika e simili. In generale, la musica giapponese è molto particolare, in quanto, spesso e volentieri, unisce delle melodie particolarmente orecchiabili (seppur sempre con un retrogusto malinconico) a dei testi dal significato profondo, talvolta trattando anche temi poco leggeri. Pensiamo che questa caratteristica sia interessante, e abbiamo voluto provare a riproporla anche all’interno del nostro stile musicale. Poi sì, c’è da dire che c’è di fondo una grande passione per la cultura nipponica, principalmente da parte di Sandy (che non canta altro che non sia J-music, a dir la verità) e che è particolarmente interessata allo studio approfondito della lingua giapponese. Anche se più di recente, però, anche Tommy ha iniziato ad interessarti a questa cultura, principalmente quella musicale.

Durante l’ascolto di Faded Words sono rimasto colpito dai testi delle canzoni. Come vi siete approcciati alla loro creazione? Puntavate a comunicare un messaggio in particolare?

Come detto prima, Sandy aveva già delle idee per il testo e il riff della canzone, ma è stato solo successivamente, lavorando insieme, che abbiamo dato forma concretamente a quella che era solo un’idea di concept. Faded Words è un EP che parla del desiderio di comunicare, visto da prospettive differenti: interno, esterno e, infine, riscoprendo sé stessi in qualcosa di più grande. Quel che volevamo comunicare era proprio la difficoltà che spesso si incontra quando si vogliono esprimere i propri sentimenti, di qualsiasi tipo essi siano, e la frustrazione che può generare il non riuscirci.

Una domanda per Sandy: che percorso hai fatto per imparare a cantare così bene?

Ti ringrazio molto! Onestamente parlando, sono un’autodidatta. Cantare mi è sempre piaciuto molto, e alle medie ho studiato musica. Ero nell’orchestra della scuola e suonavo il clarinetto. Dopo tre anni, però, ho lasciato perdere e mi sono dedicata più che altro allo studio delle lingue straniere, altra mia grande passione insieme alla musica. Però non ho mai smesso di cantare e registrare cover. Nel 2016 sono entrata a far parte di un progetto, Idol Stage, che mi ha consentito di esibirmi dal vivo, e fra le persone che ho conosciuto ce ne sono state alcune che mi hanno insegnato un po’ di tecnica vocale, ma non ho mai preso delle vere e proprie lezioni. Mi piacerebbe rimediare a questa cosa, però. Mi piace migliorarmi sempre!

Mi rivolgo ora a Tommy: so che suoni il basso elettrico e l’ukulele. Ci sono altri strumenti con cui ti trovi bene o che ti piacerebbe imparare a suonare in futuro?

Il basso rimane sempre il mio strumento principale, ma me la cavo anche con la chitarra, per piccole cose. Mi piacerebbe saper suonare per bene le tastiere e il piano ma mi risultano ancora troppo complessi, tenendo conto che per molte cose sono anche autodidatta. Comunque, trovo affascinanti tutti gli strumenti musicali, specie quelli insoliti, esotici o che fanno suoni buffi tipo il kazoo (ammetto che prima o poi vorrei averne uno!)

Ci sono stati degli ostacoli particolarmente ostici da superare nel percorso che vi ha portato a pubblicare Faded Words?

In generale, no. È andato tutto abbastanza bene, abbiamo lavorato serenamente senza particolari problemi. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, potremmo dire che un ostacolo è stata la pandemia ancora in corso: il continuo variare del colore delle regioni ha probabilmente rallentato leggermente i tempi, ma tutto sommato per essere stata la nostra primissima autoproduzione abbiamo lavorato in maniera abbastanza veloce e lineare.

Quali sono, in generale, i vostri musicisti preferiti?

Oltre ai gruppi già citati prima tra le nostre fonti d’ispirazione, che piacciono indistintamente a entrambi, per il resto i nostri gusti sono abbastanza diversi e variegati. Sandy ama in particolare la musica pop. Che sia pop-rock, synth-pop, o pop classico, a Sandy piace. La sua cantante giapponese preferita è probabilmente Aimyon, mentre per quanto riguarda artisti occidentali apprezza in modo particolare Owl City. Tommy, invece, è più orientato sul versante rock-folk, musica indie di gruppi britannici e occidentali in generale. Fra i suoi gruppi preferiti ci sono gli Arctic Monkeys, i Paramore, ma anche artisti più sperimentali come i Radiohead.

C’è qualche progetto per il futuro di cui potete parlarci?

Sicuramente speriamo di poter continuare a lavorare insieme, dato che ci troviamo particolarmente a nostro agio nello scrivere pezzi originali. Non vogliamo azzardare troppo, ma diciamo che potremmo aver scritto un nuovo pezzo immediatamente dopo la pubblicazione di Faded Words. Non ce l’aspettavamo nemmeno noi, è venuto fuori in maniera del tutto casuale, spontanea. Per il resto, nel frattempo continueremo a pubblicare delle cover di tanto in tanto in attesa di poter debuttare dal vivo con il nostro EP, magari appena la situazione sanitaria lo renderà possibile. Poi chissà… intanto, speriamo che ascolterete il nostro EP (disponibile su YouTube, Spotify, iTunes e Amazon Music) e che ci seguirete sui social, per rimanere aggiornati sulle nostre attività. Grazie ancora dell’opportunità! Ciao ciao! ♡

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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