Il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta

Tra i monumenti più importanti Gaeta, spicca il Castello Angioino – Aragonese, che si erge su un promontorio marittimo. È sito vicino al Monte Orlando.
Il castello si divide in due parti: quella più alta, di origine Aragonese, detta “Alfonsino”, eretta da Alfonso d’Aragona nel 1442 quando fece di Gaeta la base per la conquista del trono di Napoli, è occupata dalla Scuola Nautica della Guardia di Finanza; mentre la zona Angioina, edificata nel 1279 durante il regno di Carlo d’Angiò, ospita una sede dell’università di Cassino.

Nel 1734, Carlo di Borbone divenne proprietario  del castello, e il forte fu l’ultimo prima che l’Italia fosse stata unita. Qui finì infatti il regno delle Due Sicilie. La conquista di Gaeta è collocata all’interno degli assedi meridionali mossi dalle truppe garibaldine. Fu una battaglia lunga ed estenuante. I regnanti di quel periodo erano Francesco II e la regina Maria Sofia. Arresi e costretti a cedere Gaeta, fuggirono via mare tramite un passaggio segreto nel castello. All’interno rimangono gli ambienti  delle celle borboniche, conosciute per la severità della loro detenzione, la cappella reale di Francesco II, il giardino interno di Maria Sofia. 
Le celle, infatti, non prevedevano alcun contatto con l’esterno. Addirittura, le finestre hanno, posti frontalmente, degli edifici che bloccano completamente la vista, come invito ai detenuti per riflettere sulle loro colpe.

Nel 1881 vennero destinati fondi per la ristrutturazione degli ambienti interni al castello Angioino, per la nuova funzione di carcere militare repubblicano. Sono stati rinchiusi, all’interno, obiettori di coscienza, renitenti, rei politici e condannati dalle autorità militari. Celebre è ad oggi la detenzione di due alti graduati nazisti: il maggiore Walter Reder e il comandante Herbert Kappler, mandanti delle stragi di Marzabotto e Cave Ardeatine a Roma. Notevole il fatto che le loro celle si distinguano per la larghezza, il confort e il lusso rispetto a quelle destinate ai “normali” detenuti.

Oggi è possibile visitare infatti il complesso penitenziario del castello, di cui allego alcune foto scattate durante mia visita.

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...