Rule of cool, che cos’è? E come si utilizza?

Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea: la sospensione dell’incredulità è importante. Se lo scrittore inizia a infrangere, una dopo l’altra, tutte le regole che ha introdotto nel libro, per il lettore diventa difficile continuare a prendere sul serio la storia o preoccuparsi per la sorte dei personaggi. In linea generale, dunque, chi scrive deve stare attento a non contraddirsi, evitare eventi che cozzano con le premesse del racconto e rispettare l’intelligenza di chi andrà a leggere la sua opera. In alcuni casi, tuttavia, diventa possibile deviare un minimo da questa condotta e mettere in pratica la cosiddetta “Rule of Cool”.

Questa “regola” stabilisce che di fronte a scene particolarmente belle e spettacolari i lettori sono più propensi a chiudere un occhio su eventuali contraddizioni. È vero, di norma la “Rule of Cool” è più usata nell’ambito dei giochi di ruolo da tavolo, ma in tutta onestà credo che possa essere applicata senza grossi problemi a qualsiasi media narrativo. In alcuni generi, soprattutto in quelli che fanno del realismo il loro punto di forza, è piuttosto difficile da usare, ma in altri può essere più semplice introdurla. Penso per esempio al fantasy, alla fantascienza o ai romanzi d’azione. Dev’essere però utilizzata molto sporadicamente e solo per inserire delle scene davvero meritevoli. Bisogna anche tenere presente che il concetto di “spettacolare” o “cool” è molto soggettivo: una sequenza capace di esaltare un lettore potrebbe lasciarne un altro del tutto indifferente o persino infastidirlo. Chi sceglie di usare la “Rule of Cool” dev’essere consapevole del rischio che sta correndo ed essere convinto al 100% della bellezza di quel che sta per mettere nero su bianco.

Per fare un esempio, le scene in cui Legolas sfida la legge di gravità, presenti nelle saghe cinematografiche “Il signore degli anelli” e “Lo Hobbit”, non sono piaciute a tutti gli spettatori. Alcuni le hanno trovate persino ridicole. Nel film della prima trilogia la loro presenza è però molto meno invasiva e quindi maggiormente tollerata dai detrattori. La situazione peggiora di molto nelle tre pellicole dedicate al viaggio di Bilbo Baggins, dove quasi tutte le azioni dell’elfo sembrano uscite da Matrix o dai combattimenti più coreografati di Star Wars. Insomma, va bene voler fare i “fighi”, ma bisogna sempre stare attenti a non esagerare!

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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