COMPETENZA, PRECISIONE, PROFESSIONALITÀ: IL METODO DI LAVORO DI UN TRADUTTORE

Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo: oggi trattiamo un argomento molto importante che mette in luce quello che si nasconde dietro il lavoro di un traduttore/di una traduttrice.

Premetto che il metodo di lavoro che mi accingerò a descrivervi più avanti non è universale; esattamente come il metodo di studio, può essere modificato in base a quelle che sono le vostre esigenze. Non è detto che quello che funziona con me, funzioni anche con voi.

L’importante è rispettare i tre canoni principali alla base del nostro mestiere: competenza, precisione e professionalità.

Ma adesso veniamo a noi, illustrando le fasi del metodo di lavoro di un traduttore:

  • FASE 0: UNA BUONA ORGANIZZAZIONE. Una volta stabilito insieme al cliente privato o all’agenzia quale debba essere la data di riconsegna del progetto, mi metto subito all’opera, cercando di organizzare al meglio il mio lavoro in base al tempo a disposizione. La vita da freelance non è facile: è vero che puoi organizzarti come meglio credi secondo le tue necessità, ma è anche vero che bisogna trovare del tempo anche per se stessi. Quindi… all’interno della giornata cerco di ritagliarmi del tempo per la “selfcare” e non stare sempre appiccicata allo schermo del PC. Dopo aver scandito al meglio le mie giornate, in modo da rispettare la data di scadenza concordata, si inizia.
  • FASE 1: LETTURA DEL TESTO. Prima di iniziare con la stesura di una bozza di traduzione, procedo con la lettura parziale (se suddiviso in paragrafi) o totale del testo. La lettura è un passaggio molto importante che ci porta a capire se siamo sufficientemente “attrezzati” per affrontare la nostra missione.
  • FASE 2: PRIMA BOZZA. Inizio a scrivere di getto, senza pensarci troppo su, così, come viene viene. Questo per rendermi conto se il metodo che sto seguendo sia davvero efficace o meno.
  • FASE 3: RICERCA TERMINOLOGICA. Come ho sempre ripetuto in numerosi miei articoli, il traduttore deve essere specializzato in determinati settori, proprio perché la terminologia specifica, ovvero tecnica, varia da settore a settore. È chiaro che, di base, il traduttore deve conoscere molto bene i termini specifici che caratterizzano il/i suo/suoi settore/i di specializzazione, ma siamo umani anche noi, qualcosa può sfuggire. Proprio per questo si effettua la ricerca terminologica (di cui, se volete, posso parlarne in un articolo a parte), che, al contempo, permette di comprendere se quella “scrittura di getto” abbia funzionato oppure c’è qualcosa da modificare.
  • FASE 4: REVISIONE ATTENTA CON IL TESTO A FRONTE. La revisione attenta con il testo a fronte è una delle fasi più impegnative del processo traduttologico. Essa permette di scovare tutti quei refusi che sfuggono durante la stesura della bozza di traduzione, quali: errori di battitura, errori di ortografia, omissioni di parti di testo che sono fondamentali ai fini della comprensione dello stesso, corrispondenza di genere e numero di aggettivi, verbi e sostantivi, ripetizioni che possono essere sostituite con un sinonimo o anche eliminate del tutto (ove possibile). Affinché il procedimento possa risultare più produttivo possibile, bisogna procedere con la consultazione di dizionari monolingue e bilingue, online e cartacei. Sempre di più sento di colleghi che oramai, per comodità, hanno deciso di abbandonare i dizionari cartacei, per me è un SACRILEGIO (il perché lo spiego qui: https://martinadicarloconsiglietraduzioni2020.blogspot.com/2021/07/dizionario-online-vantaggi-e-svantaggi.html)
  • FASE 5: RILETTURA SENZA IL TESTO ORIGINALE. Siamo giunti all’ultima fase del processo traduttologico. È ora di lasciare da parte il testo originale e dedicarsi solo a quello tradotto. L’obiettivo finale deve essere: far capire il meno possibile a chi legge che il testo è stato tradotto. La fase 5 ci aiuta proprio in questo, a “nasconderci”. Per cui il testo deve risultare naturale, scorrevole e spontaneo. La cosa migliore da fare è mettersi nei panni di chi legge e porsi delle domande: se mi trovassi di fronte a questo sito, ad esempio, ci cliccherei? Mi ispirerebbe? Mi verrebbe voglia di acquistare?

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e possa essere di ispirazione a tutti gli aspiranti traduttori/traduttrici.

Per maggiori informazioni, potete seguire la mia pagina IG: https://www.instagram.com/martinadicarlo_traduttrice/

Al prossimo!

Autore: Martina Di Carlo

Sono una traduttrice specializzata in traduzione giuridico-commerciale, marketing, siti web e turismo. Lavoro come traduttrice volontaria per Peacelink da due anni e socia ANITI da quasi un anno. Amo scrivere articoli inerenti al mio lavoro e non solo!

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