La storia di un guerriero immortale ft. Paolo La Manna

L’immortalità è un concetto affascinante, soprattutto perché è quanto di più lontano possa esistere dalla vita comune. Siamo abituati ad accettare che tutto prima o poi arrivi a una conclusione, quindi può risultare ostico mettersi nei panni di qualcuno che non può morire e che nel corso del tempo ha visto la storia cambiare in tempo reale e ha sepolto tanti compagni di viaggio. Il tutto diventa ancora più affascinante se l’immortale in questione è un guerriero sanguinario che lotta in preda a una rabbia indomabile, come avviene nel romanzo “Berserkr – Figlio dell’ira” di Paolo La Manna, edito da PAV Edizioni.

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Esplorando le Terre di Narwain ft. Aurora Nardoni

A volte ritornano! Ebbene sì, la persona che intervisterò oggi ha già risposto ad alcune delle mie domande qualche anno fa, quindi stavolta mi sono dovuto un po’ spremere le meningi per tirare fuori dei quesiti diversi. Non è stato troppo difficile, perché la sua saga epic fantasy “Le terre di Narwain”, edita da PAV Edizioni, mi ha fornito parecchi spunti interessanti.

Ciao Aurora e bentornata su Pillole di Folklore & Scrittura! Per iniziare, mi piacerebbe un po’ capire la genesi di “Le terre di Narwain”. Ricordi cosa ti ha spinta a iniziare a scrivere la saga?

Ho iniziato a scrivere quando avevo 15 anni e, come dico sempre, tutte le cose più belle della mia vita sono nate per scherzo. Narwain iniziò proprio così, con la leggerezza adolescenziale di una ragazzina che voleva scrivere un fantasy da mettere sul vecchio EFP (antenato di Wattpad per i più giovani) e tutto pian piano divenne il grosso progetto che è ora, nel corso di questi 13 anni. La cosa che mi spinse ad abbracciare la scrittura come forma d’espressione personale fu prima di tutto la curiosità.

La copertina di le terre di Narwain - Il figlio dell'oblio
La copertina di le terre di Narwain – Il figlio dell’oblio

Venivo già da una breve formazione musicale (studiavo pianoforte) e sentivo il bisogno di esplorare altri campi artistici. Non avrei mai pensato che mi sarei innamorata così tanto della scrittura al punto da restare.

Quali sono state le principali difficoltà che hai affrontato durante la stesura dei due libri usciti finora (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma”)?

Sicuramente la struttura del worldbuilding. Non è qualcosa che mi pesa, assolutamente no. Tuttavia essendo un mondo fatto di 7 terre, ognuna delle quali ispirata a culture reali appartenenti al genere umano (orientale, europea, nativo americana, africana…) mi ritrovo a dover studiare molto prima ancora di sistemare la struttura dei romanzi. In più la saga di Narwain non ha solo un protagonista, ma cinque, quindi alla fine sono come una specie di burattinaio che deve tirare parecchi fili e far combaciare tutto al meglio. Faticoso? Sicuramente, ma anche estremamente piacevole.

Ci sono dei messaggi particolari che speri di essere riuscita a far arrivare ai lettori?

Assolutamente sì: l’accettazione di sé, il conflitto generazionale tra genitori e figli, tematiche come lutto, riscoperta della propria identità malgrado le pressioni sociali… queste sono solo alcune.

La copertina di Le terre di Narwain - Il sigillo e la fiamma
La copertina di Le terre di Narwain – Il sigillo e la fiamma

Ogni protagonista e ogni terra, nel suo contesto, può offrire qualcosa di diverso al lettore, ma non scendo quasi mai troppo nel dettaglio con le tematiche, perché sono curiosa anche di capire cosa percepisce il lettore stesso e come lo interpreta dentro di sé, al di là di qualsiasi messaggio io voglia veicolare (e ce ne sono dentro Narwain).

Allontaniamoci un attimo da Narwain. So che sei al lavoro su Fabula Arcana: puoi spiegarci un po’ di cosa si tratta?

Certo! Fabula Arcana è un’antologia che sto curando in self assieme a Scarlet Danae. Si tratta di una raccolta di 22 racconti, ciascuno di essi esplora un sottogenere del fantasy con l’estetica legata ai 22 arcani maggiori dei tarocchi. Attualmente siamo in fase di editing dell’antologia e l’edizione speciale è ancora in crowdfunding su Produzioni dal Basso, con un’edizione illustrata sulla quale abbiamo messo davvero tanto impegno e passione assieme all’illustratrice, Gaia Torti e ai nostri autori (tra cui anche Alexias e Beatrice che sono anche colleghi PAV).

Torniamo a Narwain (pausa breve, lo so ahahah): puoi fare qualche piccolissima anticipazione sul terzo volume? Anche molto a grandi linee.

Il terzo volume si svilupperà tra il viaggio di Gedhys, Vreman, Shirelya e Alisha (se non sapete chi sono, recuperate primo e secondo volume <3) attraverso il deserto di Kar e la terra di Phenor, mentre Arenn Spezzalama, fratello di Gedhys, si ritroverà alle prese con una missione degna del suo antenato per ricucire la frattura storica tra il popolo dei kuldi e Jorgenar e riportare in auge una vecchia alleanza. Ho già messo sul mio profilo IG (@selene_bookhuntress) un post di presentazione delle tribù phenoriane per introdurre il nuovo Setting del terzo libro e pian piano vi mostrerò molte altre cose.

Un racconto legato a Narwain è uscito sulla raccolta Sogni di Fantasy 2. Ce ne puoi parlare?

Certo! Si tratta dell’Ultimo sogno di santa Eusila, legato all’ultima profezia di una delle figure venerate sull’isola Crepuscolare (terra a cui appartiene Vreman, di stampo gotico, per la cui religione mi sono ispirata alla solennità, la forte contraddizione morale e al dogmatismo della Chiesa cristiana). Si tratta di un fatto storicamente precedente la saga principale e un importante elemento del racconto tornerà come questione del sequel autoconclusivo, ovvero la discendenza interrotta dei re dell’isola: la dinastia Eregon.

Una foto di Aurora Nardoni
Una foto di Aurora Nardoni

Come Azhran, Farida e molti personaggi di derivazione crepuscolare anche santa Eusila ha un legame particolare con il Valak’mir, l’abisso dal quale fuoriescono demoni e creature oscure che finiscono con l’infestare tutta Narwain.

Tra i tuoi personaggi, quali sono quelli dei quali sei più orgogliosa?

Bellissima domanda! In generale sono molto orgogliosa di tutti i personaggi positivi della saga, ma se dovessi esprimere proprio quelle che sono le mie punte di diamante sarebbero tre: Gedhys (memoria di ciò che sono stata un tempo alla sua età), Vreman (per la sua profondità d’animo e la sensibilità che è riuscito a preservare dentro di sé nonostante il suo contesto di crescita difficile) e, prima tra tutte la regina Artemisia (per la sua storia personale e il peso politico che questo personaggio è riuscito a dare a Narwain pur mantenendo qualcosa che nelle persone reali stimo profondamente: la capacità di non tradire sé stessi, anche quando è difficile).

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Aurora! Potete trovare i libri della saga delle Terre di Narwain sul sito di PAV Edizioni (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma“) e su Amazon (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma“).

Vampiri, sangue e sonorità pop punk ft. Alessandro La Fauci

I vampiri godono di un fascino senza tempo. Spesso notturni e assetati di sangue, nel corso dei decenni sono stati rappresentati in molti modi diversi: nella saga Twilight brillano al sole, in Cronache dei vampiri vivono emozioni complesse e in Vampire: The Masquerade fanno parte di una società che segue regole ben precise. Nel libro Sangue fortunato di Alessandro La Fauci, pubblicato da PAV Edizioni, queste creature mitologiche sono chiamate a compiere delle scelte difficili, che spesso riflettono un mondo interiore nel quale le sfumature sono molto più comuni del bianco e del nero, soprattutto quando si parla di adolescenti come i protagonisti.

Per conoscere meglio l’autore di questo romanzo affascinante, ho deciso di fargli delle domande. Non si può esattamente definire un’intervista con il vampiro, ma direi che ci stiamo avvicinando!

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L’opposto delle fiabe classiche ft. Martina Tasso

Negli ultimi anni hanno fatto parlare parecchio di sé i retelling di alcune storie classiche. Si tratta di operazioni che mirano a modernizzare o raccontare da un punto di vista differente i miti del passato, le fiabe o alcuni grandi classici della letteratura. Rientrano in questo filone libri come “Circe” di Madeline Miller, la saga “Orfeo” di Luca Tarenzi e “Izzy e Tristan” di Shannon Hale. Gli autori dei retelling intervengono su vari aspetti dell’opera originale, dando spesso vita a un prodotto più un linea con gli standard moderni o che comunque si differenzia parecchio dalla storia originale.

“Antifiabe storiche” di Martina Tasso, pubblicato da PAV Edizioni, porta avanti un esperimento diverso e forse anche più coraggioso: lasciare pressoché intatte le fiabe originali, portandole però in un contesto storico e/o geografico differente e, soprattutto, privandole dell’alone magico che spesso le circonda. Il risultato solo delle antifiabe storiche capaci di spiazzare il lettore e di spingerlo a scervellarsi per trovare dei collegamenti tra uno dei racconti presenti e la fiaba dalla quale trae spunto.

Siccome il libro mi ha colpito tantissimo per la sua originalità, ho deciso di fare delle domande alla sua autrice per conoscerla meglio e scoprire come vive la scrittura.

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Una piccola grande avventura per Defne ft. Manuela Cazzaro

Quando si vuole introdurre un bambino o una bambina al genere fantasy, spesso la mente va un po’ verso i soliti libri: “Harry Potter”, “Percy Jackson” “Le cronache di Narnia”, forse “Lo Hobbit” e pochi altri. La verità è che le porte d’ingresso al genere sono più numerose di quel che si potrebbe pensare e che anche degli autori e delle autrici italiane hanno creato delle opere perfette per avvicinare i piccoli al lato più fantasioso della lettura. Un ottimo esempio è “Foglie e Roccia: La Leggenda dei draghi di Finnen”, scritto da Manuela Cazzaro e pubblicato da PAV Edizioni.

Il libro è incentrato sulle avventure di Defne, una bambina orfana che si trasferisce insieme alla nonna adottiva in un villaggio tra le montagne. Un posto apparentemente tranquillo, almeno fino a quando non fa la sua comparsa nel cielo un drago ricoperto di scaglie di pietra. In seguito all’arrivo dell’enorme rettile, Defne incontra un nuovo amico, Aaron, e assieme a lui inizia a esplorare la foresta di Finnen per fare luce sulla situazione.

Oggi ho il piacere di intervistare l’autrice del libro. Come sempre proverò a scoprire qualche retroscena sulla storia e conoscere un po’ meglio chi l’ha scritta, ma farò il possibile per capire anche quali accortezze bisogna avere quando si scrive un’opera destinata a un pubblico molto giovane.

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Cinque eroi a cavallo tra due mondi ft. Simon Larocca

Da bambino adoravo le storie in cui dei miei coetanei (anno più, anno meno) si ritrovavano a vivere delle avventure incredibili. Mi aiutavano a viaggiare con la fantasia e a sognare di ricevere una lettera da una scuola di magia, di finire in un altro mondo o di imbattermi in una maschera maledetta (si ringrazia il signor R.L. Stine per i piccoli brividi!). Anche ora apprezzo questo genere di racconti, ma devo ammettere che quando li leggo tendo a identificami più nei personaggi adulti che nei giovani protagonisti (maledetta crescita!). Leggendo il romanzo portal fantasy “La profezia delle cinque gocce” di Simon Larocca, ho pensato fin dalle primissime pagine che da bambino sarei stato felicissimo di ricevere in regalo un libro del genere: di certo avrei vissuto con enorme trasporto le imprese di Nicole, David, Julius, Corinne e Adam a Hyma. Per fortuna il mio “fanciullino interiore” è ancora vivo e vegeto, quindi anche ora che ho qualche anno in più sulle spalle riesco a godermi la magia del mondo creato dall’autore, ricco di personaggi memorabili, poteri affascinanti tutti da scoprire e temibili minacce da sventare.

Siccome sono curioso e mi piace scoprire come nasce e si sviluppa un progetto letterario, oggi ho deciso di fare delle domande a Simon per saperne di più sul percorso che l’ha portato a dare la forma attuale a “La profezia delle cinque gocce”.

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Un mistico legame con il passato ft. Alexias D’Avino

Scrivere un libro può essere un modo efficace per esplorare meglio dei lati della propria personalità e comprendere più a fondo se stessi. D’altronde quando si creano personaggi e intrecci si tende spesso ad attingere dalle esperienze vissute nel corso della vita , dunque è quasi inevitabile mettere un po’ del proprio vissuto tra le pagine che i lettori andranno a leggere. Nel caso di Alexias D’Avino, scrivere “Areté – La rinascita” è stato importante per ottenere una comprensione ancora più precisa della propria identità, andando a consolidare un percorso iniziato ancor prima della stesura del libro.

Il romanzo, pubblicato da PAV Edizioni, è un fantasy che unisce il presente di Napoli a un passato mitologico capace di far sognare a occhi aperti il lettore. In seguito alla scomparsa del suo ragazzo, Enea, uno dei protagonisti, manifesta dei poteri inspiegabili e scopre di avere un legame con Heles, l’alta sacerdotessa delle Divine Luci di Areté. Antico e moderno si intrecciano in una storia che si svolge tra le strade della città partenopea e i paesaggi della misteriosa isola al centro del Mediterraneo.

Per conoscere meglio “Areté – La rinascita”, lo spin off “Arsinoe dei sussurri – Le Voci di Areté” e il percorso che ha portato alla loro realizzazione, ho deciso di porre alcune domande ad Alexias.

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Una vita da cani non è poi così male ft. Gabriele Palumbo

I cani sono adorabili, vero? Piacciono proprio a tutti! Bè, non è del tutto vero… Alex, il protagonista del romanzo “Zampalandia” di Gabriele Palumbo, non li sopporta proprio! Tutta colpa di una brutta esperienza vissuta da bambino (per me vale lo stesso con le api, ma questo è un’altra storia). L’occasione per vendicarsi dei quadrupedi arriva quando diventare il gestore del canile di Torre del Mare, esperienza che però prende una piega imprevista. Per uno strano scherzo del destino, Alex si ritrova in un corpo molto diverso da quello a cui è abituato e deve unire le forze con gli animali per fermare chi vuole sfruttarli per il proprio tornaconto.

Zampalandia è stato pubblicato nel 2023 da PAV Edizioni e nel 2024 è uscito anche il sequel “Zampalandia – Il Vesuvio di patate”. Si tratta di due letture perfette per i bambini ma in grado di appassionare anche gli adulti, soprattutto per colpa della componente mistery. E se non siete ancora convinti a leggerli, scommetto che la mia intervista a Gabriele Palumbo vi farà cambiare idea!

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La mia esperienza con la rilettura di “Welcome to the Lonnieverse” – Prima parte

Come ho già avuto modo di raccontare, in passato sia io che Gabriele abbiamo creato delle fanfiction ispirate alla serie di videogiochi Ace Attorney. Per un certo periodo abbiamo seguito lo stesso percorso sul Phoenix Wright Forum, postando più o meno regolarmente i capitoli delle nostre storie e interagendo con gli utenti che le leggevano. Esiste però una differenza sostanziale tra di noi: lui non ha mai abbandonato l’universo narrativo che ha creato in quel periodo. Nel corso degli anni l’ha espanso scrivendo una storia dietro l’altra, molte delle quali non sono mai state pubblicate su EFP o su altri siti dedicati alle fanfiction, restando quindi dei tesori nascosti.

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Una storia urban fantasy tra le strade di Londra ft. Jessica Imhof

Un vantaggio innegabile del genere urban fantasy è la possibilità di inserire svariati elementi sovrannaturali in alcune delle città più affascinanti del mondo. “Di metallo e stelle – L’apprendista di Leonardo” di Luca Tarenzi si svolge a Milano, per la saga di “Shadowhunters” è stata scelta New York, mentre a fare da sfondo alle vicende di “Buona Apocalisse a tutti!” (Good Omens) c’è Londra. La capitale inglese gioca un ruolo di primo piano anche in “Il bracciale di Nór”, romanzo urban fantasy scritto da Jessica Imhof e pubblicato da PAV Edizioni. Tra le strade della metropoli si intrecciano i destini di Jack MacKinnon, un cardiologo scozzese in pensione, e Mayela Smith, una ragazza apparentemente normale che però nasconde un grande segreto. Volete sapere di cosa si tratta? Allora dovete leggere il libro! Io non vi dirò altro sulla trama, ma farò qualche domanda a Jessica per conoscere meglio il suo lavoro come autrice u.u Se sarete fortunati, sarà lei a svelare qualcosa in più.

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