Skibidi Toilet: un’analisi del fenomeno distopico che affascina la Generazione Alpha

Nel vasto panorama dei contenuti digitali, pochi fenomeni hanno catturato l’attenzione dei più giovani come “Skibidi Toilet”. Questa serie animata, creata dallo YouTuber georgiano Alexey Gerasimov, noto online come DaFuq!?Boom!, ha rapidamente conquistato miliardi di visualizzazioni su YouTube, diventando un punto di riferimento per la Generazione Alpha. Ma cosa rende “Skibidi Toilet” così irresistibile per i bambini? E quali temi sottesi contribuiscono al suo successo?

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Il declino del villain: Reverse Flash, da nemesi temibile a villain ridicolizzato

Quando Reverse Flash (Eobard Thawne) è stato introdotto in The Flash, era chiaro che sarebbe stato uno dei villain più formidabili e complessi della serie. Con una connessione emotiva profonda con Barry Allen e una straordinaria abilità nel manipolare il tempo, Thawne ha subito conquistato il pubblico. Tuttavia, nel corso delle stagioni, il personaggio ha subito un notevole declino, passando da una minaccia temibile a una figura ridicolizzata e facilmente sconfitta. In questo articolo esamineremo come il personaggio sia andato incontro a questa involuzione, analizzando gli esempi concreti di come la scrittura, le scelte stilistiche e la sua evoluzione all’interno della trama abbiano contribuito alla sua progressiva perdita di efficacia.

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L’incubo che non ti lascia scappare: scrivere un mostruoso persecutore, il caso di Mr. X e Nemesis

Nel mondo della narrativa horror e dei videogiochi survival, alcuni antagonisti si scolpiscono nella memoria collettiva non grazie a trame complesse o profondi monologhi interiori, ma per la pura oppressione che esercitano sul protagonista e sul giocatore. Due esempi perfetti di questa tecnica narrativa sono Nemesis di Resident Evil 3 e Mr. X di Resident Evil 2. Questi personaggi non necessitano di una caratterizzazione psicologica approfondita: il loro stesso ruolo nella storia è quello di essere una minaccia costante, un’incarnazione della paura che non lascia scampo. Analizziamo come costruire un simile antagonista e perché questa tecnica funziona così bene.

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Depotenziamento estremo: perché ridimensionare gli ex protagonisti può rovinare una storia – il caso di Naruto e Sasuke in Boruto

Nel mondo degli anime e manga, il passaggio generazionale è una pratica comune, soprattutto nei franchise longevi. Tuttavia, non tutti gli approcci a questa transizione sono efficaci, e un esempio emblematico di gestione discutibile si trova in Boruto: Naruto Next Generations. Qui, il depotenziamento di Naruto e Sasuke ha suscitato forti reazioni negative da parte dei fan, che hanno visto i loro eroi di infanzia diventare inaspettatamente più deboli e meno rilevanti. Ma perché questa strategia narrativa è così problematica? E quali alternative esistono per mantenere vivo l’interesse senza sacrificare il valore di personaggi iconici?

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Quando il male fa pena: il genio della scrittura di un villain patetico come Neo Cortex

Nel mondo della narrativa, i villain sono spesso costruiti per incutere timore e rispetto. Sono figure imponenti, astute e determinate, il cui scopo principale è rappresentare un ostacolo significativo per l’eroe. Ma cosa succede quando un villain è costruito in modo intenzionalmente patetico? Uno degli esempi più brillanti di questa tipologia di antagonista è il dottor Neo Cortex della serie Crash Bandicoot.

Cortex inizia il suo percorso con un grande piano malvagio, seppur stravagante: creare un’armata di animali geneticamente modificati per conquistare il mondo. Tuttavia, la sua esecuzione lascia molto a desiderare e finisce sempre per essere sconfitto in modo umiliante. Con il passare dei giochi, Cortex non solo non migliora, ma diventa sempre più demoralizzato, frustrato e rassegnato, trasformandosi in un villain unico nel suo genere. Ma come mai un villain così poco minaccioso funziona così bene? E perché questa formula sarebbe difficilmente applicabile in altri contesti?

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Apollo Justice: un caos di passati – Quando troppo background distrugge un personaggio

Nel mondo della scrittura creativa, il passato di un personaggio dovrebbe servire a definirlo, renderlo coerente e rafforzare il legame emotivo con il pubblico. Tuttavia, nel caso di Apollo Justice, secondo protagonista della serie Ace Attorney, abbiamo un esempio lampante di come l’abuso della costruzione del background possa portare a risultati disastrosi.

Nell’arco dei tre giochi in cui appare, Apollo riceve ben tre passati distinti e scollegati tra loro: prima come allievo di Kristoph Gavin, poi con un legame con un centro spaziale e infine come orfano del regno di Kurain. Il risultato? Un “mappazzone” narrativo che danneggia la sua coerenza e il suo sviluppo come personaggio.

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Phoenix Wright: dalla resa alla redenzione – un’analisi della transizione del personaggio

Phoenix Wright è uno dei personaggi più amati della serie Ace Attorney, un avvocato di difesa noto per il suo coraggio, la sua determinazione e il suo acuto senso della giustizia. La sua evoluzione nel corso dei giochi è un perfetto esempio di come i personaggi possano crescere, cambiare e affrontare sfide che ne trasformano l’essenza.

Tuttavia, la transizione di Phoenix da protagonista a figura di un “hobo” in Apollo Justice: Ace Attorney e il successivo ritorno nella serie in Dual Destinies sollevano alcune questioni narrative interessanti, tra retcon e sviluppi complessi che possono confondere anche i giocatori più devoti.

Alessandro ha già analizzato la scrittura di Takumi e stilato una classifica dei titoli migliori, toccando brevemente l’argomento della caratterizzazione di Phoenix.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio, a livello di scrittura, come la trasformazione del personaggio di Phoenix Wright, e in particolare la sua evoluzione da un avvocato di successo a una figura caduta in disgrazia e poi alla sua rinascita, rappresenti una delle transizioni più ambigue e sfidanti nel panorama dei videogiochi.

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L’arte della disperazione: analisi della scrittura di Fear & Hunger

Fear & Hunger è un videogioco indie noto per la sua scrittura cruda e senza compromessi, che affronta temi maturi con un realismo spietato. Il gioco fonde horror, dark fantasy e sopravvivenza per creare un’esperienza che non si limita a spaventare il giocatore, ma lo mette a confronto con una realtà brutale e ineluttabile. Qui analizzeremo la scrittura del gioco, la sua capacità di creare una lore densa e significativa e il modo in cui gestisce i suoi temi più disturbanti.

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Dragon Ball vs Dragon Ball Abridged: un confronto tra originale e parodia

L’universo di Dragon Ball ha affascinato milioni di fan in tutto il mondo sin dal suo debutto negli anni ’80, diventando una pietra miliare nella cultura pop. Tuttavia, un fenomeno parallelo ha catturato l’attenzione degli appassionati: le versioni “Abridged”, ovvero parodie che condensano, reinterpretano e ridimensionano l’opera originale con un tocco comico e spesso irriverente. Tra queste, Dragon Ball Z Abridged di Team Four Star si distingue per il suo enorme successo, al punto da influenzare l’immaginario collettivo su personaggi e narrativa. Ma cos’è una versione Abridged? E come si confronta con l’originale? In questo articolo esploreremo le differenze principali, mettendo in luce pregi e difetti di entrambe le opere, compiendo un’analisi a livello di scrittura.

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Disenchantment – Tra l’ironia e la serietà

Una serie che ho avuto il piacere di vedere, su consiglio di un’amica, è Disenchantment, scritta da Matt Groening, conosciuto per i celebri Simpson e Futurama.
Ora, includendo anche Family Guy, non sono mai stato un grande fan di questo tipo di serie. Al tempo della messa in onda italiana, non ne apprezzavo particolarmente l’umorismo, forse essendo ancora immaturo rispetto a certe tematiche.
Tuttavia, ho comunque voluto dare una chance a questa serie e non ne sono affatto rimasto deluso.

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