Nel mondo della narrativa horror e dei videogiochi survival, alcuni antagonisti si scolpiscono nella memoria collettiva non grazie a trame complesse o profondi monologhi interiori, ma per la pura oppressione che esercitano sul protagonista e sul giocatore. Due esempi perfetti di questa tecnica narrativa sono Nemesis di Resident Evil 3 e Mr. X di Resident Evil 2. Questi personaggi non necessitano di una caratterizzazione psicologica approfondita: il loro stesso ruolo nella storia è quello di essere una minaccia costante, un’incarnazione della paura che non lascia scampo. Analizziamo come costruire un simile antagonista e perché questa tecnica funziona così bene.
Continua a leggere “L’incubo che non ti lascia scappare: scrivere un mostruoso persecutore, il caso di Mr. X e Nemesis”Categoria: Analisi personaggi e storie
Depotenziamento estremo: perché ridimensionare gli ex protagonisti può rovinare una storia – il caso di Naruto e Sasuke in Boruto
Nel mondo degli anime e manga, il passaggio generazionale è una pratica comune, soprattutto nei franchise longevi. Tuttavia, non tutti gli approcci a questa transizione sono efficaci, e un esempio emblematico di gestione discutibile si trova in Boruto: Naruto Next Generations. Qui, il depotenziamento di Naruto e Sasuke ha suscitato forti reazioni negative da parte dei fan, che hanno visto i loro eroi di infanzia diventare inaspettatamente più deboli e meno rilevanti. Ma perché questa strategia narrativa è così problematica? E quali alternative esistono per mantenere vivo l’interesse senza sacrificare il valore di personaggi iconici?
Continua a leggere “Depotenziamento estremo: perché ridimensionare gli ex protagonisti può rovinare una storia – il caso di Naruto e Sasuke in Boruto”Quando il male fa pena: il genio della scrittura di un villain patetico come Neo Cortex
Nel mondo della narrativa, i villain sono spesso costruiti per incutere timore e rispetto. Sono figure imponenti, astute e determinate, il cui scopo principale è rappresentare un ostacolo significativo per l’eroe. Ma cosa succede quando un villain è costruito in modo intenzionalmente patetico? Uno degli esempi più brillanti di questa tipologia di antagonista è il dottor Neo Cortex della serie Crash Bandicoot.
Cortex inizia il suo percorso con un grande piano malvagio, seppur stravagante: creare un’armata di animali geneticamente modificati per conquistare il mondo. Tuttavia, la sua esecuzione lascia molto a desiderare e finisce sempre per essere sconfitto in modo umiliante. Con il passare dei giochi, Cortex non solo non migliora, ma diventa sempre più demoralizzato, frustrato e rassegnato, trasformandosi in un villain unico nel suo genere. Ma come mai un villain così poco minaccioso funziona così bene? E perché questa formula sarebbe difficilmente applicabile in altri contesti?
Continua a leggere “Quando il male fa pena: il genio della scrittura di un villain patetico come Neo Cortex”Apollo Justice: un caos di passati – Quando troppo background distrugge un personaggio
Nel mondo della scrittura creativa, il passato di un personaggio dovrebbe servire a definirlo, renderlo coerente e rafforzare il legame emotivo con il pubblico. Tuttavia, nel caso di Apollo Justice, secondo protagonista della serie Ace Attorney, abbiamo un esempio lampante di come l’abuso della costruzione del background possa portare a risultati disastrosi.
Nell’arco dei tre giochi in cui appare, Apollo riceve ben tre passati distinti e scollegati tra loro: prima come allievo di Kristoph Gavin, poi con un legame con un centro spaziale e infine come orfano del regno di Kurain. Il risultato? Un “mappazzone” narrativo che danneggia la sua coerenza e il suo sviluppo come personaggio.
Continua a leggere “Apollo Justice: un caos di passati – Quando troppo background distrugge un personaggio”Phoenix Wright: dalla resa alla redenzione – un’analisi della transizione del personaggio
Phoenix Wright è uno dei personaggi più amati della serie Ace Attorney, un avvocato di difesa noto per il suo coraggio, la sua determinazione e il suo acuto senso della giustizia. La sua evoluzione nel corso dei giochi è un perfetto esempio di come i personaggi possano crescere, cambiare e affrontare sfide che ne trasformano l’essenza.
Tuttavia, la transizione di Phoenix da protagonista a figura di un “hobo” in Apollo Justice: Ace Attorney e il successivo ritorno nella serie in Dual Destinies sollevano alcune questioni narrative interessanti, tra retcon e sviluppi complessi che possono confondere anche i giocatori più devoti.
Alessandro ha già analizzato la scrittura di Takumi e stilato una classifica dei titoli migliori, toccando brevemente l’argomento della caratterizzazione di Phoenix.
In questo articolo, esploreremo in dettaglio, a livello di scrittura, come la trasformazione del personaggio di Phoenix Wright, e in particolare la sua evoluzione da un avvocato di successo a una figura caduta in disgrazia e poi alla sua rinascita, rappresenti una delle transizioni più ambigue e sfidanti nel panorama dei videogiochi.
Continua a leggere “Phoenix Wright: dalla resa alla redenzione – un’analisi della transizione del personaggio”L’arte della disperazione: analisi della scrittura di Fear & Hunger
Fear & Hunger è un videogioco indie noto per la sua scrittura cruda e senza compromessi, che affronta temi maturi con un realismo spietato. Il gioco fonde horror, dark fantasy e sopravvivenza per creare un’esperienza che non si limita a spaventare il giocatore, ma lo mette a confronto con una realtà brutale e ineluttabile. Qui analizzeremo la scrittura del gioco, la sua capacità di creare una lore densa e significativa e il modo in cui gestisce i suoi temi più disturbanti.
Continua a leggere “L’arte della disperazione: analisi della scrittura di Fear & Hunger”Dragon Ball vs Dragon Ball Abridged: un confronto tra originale e parodia
L’universo di Dragon Ball ha affascinato milioni di fan in tutto il mondo sin dal suo debutto negli anni ’80, diventando una pietra miliare nella cultura pop. Tuttavia, un fenomeno parallelo ha catturato l’attenzione degli appassionati: le versioni “Abridged”, ovvero parodie che condensano, reinterpretano e ridimensionano l’opera originale con un tocco comico e spesso irriverente. Tra queste, Dragon Ball Z Abridged di Team Four Star si distingue per il suo enorme successo, al punto da influenzare l’immaginario collettivo su personaggi e narrativa. Ma cos’è una versione Abridged? E come si confronta con l’originale? In questo articolo esploreremo le differenze principali, mettendo in luce pregi e difetti di entrambe le opere, compiendo un’analisi a livello di scrittura.
Continua a leggere “Dragon Ball vs Dragon Ball Abridged: un confronto tra originale e parodia”Disenchantment – Tra l’ironia e la serietà
Una serie che ho avuto il piacere di vedere, su consiglio di un’amica, è Disenchantment, scritta da Matt Groening, conosciuto per i celebri Simpson e Futurama.
Ora, includendo anche Family Guy, non sono mai stato un grande fan di questo tipo di serie. Al tempo della messa in onda italiana, non ne apprezzavo particolarmente l’umorismo, forse essendo ancora immaturo rispetto a certe tematiche.
Tuttavia, ho comunque voluto dare una chance a questa serie e non ne sono affatto rimasto deluso.
I QUATTRO CAVALIERI DI GWYN
Ogni Lord si circondò di fidati cavalieri e consiglieri durante la Prima Guerra. La strega di Izalith fu aiutata dalle sue figlie, Nito dal suo esercito di non morti, mentre Gwyn fece affidamento su 4 cavalieri a cui affidò degli anelli.
I cavalieri di Gwyn erano Ornstein, Artorias, Ciaran e Gough.

Ornstein l’Ammazzadraghi, così denominato per il successo nello sterminio della razza draconica, a cui Gwyn diede l’anello del leone, utilizzava principalmente i fulmini (come abbiamo già detto in precedenza, elemento in grado di scalfire le dure scaglie dei draghi).
La sua armatura dorata allude all’animale vessillo, notabile dall’elmo leonino, e l’arma una lunga lancia intrisa del potere dei fulmini.
Nella città di Anor Londo, capitale del regno di Gwyn, è presente una stanza piena di teste di draghi appese alle pareti, probabilmente trofei di caccia del cavaliere del leone.
Si dice fosse stato fedele al primogenito del Lord dei tizzoni, esiliato dal Paese perché adoratore dei draghi.
La scrittura di Squid Game. Perché i “death games” funzionano così tanto?
Se c’è una serie tv che nelle ultime settimane ha attirato l’attenzione del mondo intero, quella è di sicuro Squid Game. La produzione sudcoreana ha ammaliato tutti con il suo stile crudo e la scelta di trasformare dei giochi per bambini in delle prove mortali. Intendiamoci, rendere 1,2,3 Stella l’esperienza più angosciante di sempre non è una novità (ci aveva già pensato As the Gods Will), ma è tutto il contorno a fare la differenza. Senza la parte iniziale, dove vengono denunciate le iniquità della società sudcoreana ed evidenziati i grandi problemi economici dei protagonisti, l’impatto dei giochi mortali sarebbe molto più ridotto. Lo spettatore vuole vedere il protagonista e i suoi amici trionfare perché sa cos’hanno passato.
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