Plot twist “a tradimento”. Ecco come possono danneggiare una storia

Dopo aver finito un certo videogioco (di cui non farò il nome per evitare spoiler involontari) e aver letto un articolo molto interessante realizzato da Vera Tobin per The Conversation, mi sono ritrovato a riflettere a lungo sulla natura dei plot twist (noti anche come colpi di scena). Tanto amanti quando odiati, questi potenti strumenti narrativi sono presenti in ogni forma di narrazione e spesso possono decretare il successo o il fallimento di una storia.

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Deumanizzazione del personaggio: Parasyte – The Maxim vs Death Note

Parasyte – The Maxim e Death Note sono due serie differenti. Eppure, per alcuni punti di vista si somigliano.
In particolare, il processo di deumanizzazione dei rispettivi protagonisti, Shinichi Izumi e Light Yagami.
In scrittura creativa, la deumanizzazione è una delle possibili strade che un personaggio può intraprendere. A seguito di orribili circostanze, o ancora per via di determinate scelte, un personaggio può perdere la propria compassione, la propria empatia verso il prossimo, divenendo freddo, distaccato, con un codice morale meno rigido rispetto a com’era prima.
Lo scopo di questo articolo è mettere infatti a confronto i protagonisti delle due serie, osservando come il processo di deumanizzazione sia avvenuto.

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Rinascita dalle ceneri

Capita molto spesso di leggere online storie di rinascite, di gente di successo che, dall’oggi al domani, è divenuta un imprenditore di successo, un magnate con tre macchine e una casa a due piani, ecc ecc.
Capita altrettanto spesso che queste storie siano vaghe, superficiali, piene di incoraggiamenti di circostanza che alla fin fine lasciano poco o nulla.
Con questo articolo tento di dire la mia versione, sia perché ho molto da dire, sia perché inizio con la premessa che “rinascita” non implica il diventare, immediatamente, qualcosa di “completo”, tutt’altro.

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L’utilità delle ripetizioni

In un articolo precedente, Alessandro ha affrontato la questione dei refusi.

Ma in taluni casi, quelli che possono sembrare refusi, possono essere invece potenti strumenti da usare strategicamente in scrittura creativa: uno di questi è la ripetizione.
Ripetere una parola crea sovente frasi non orecchiabili, dando potenzialmente la brutta impressione di essere recitate da un robot anziché un essere umano.

Per esempio: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Il gelato era molto buono”.
Verrebbe istintivo correggere: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Era molto buono”, e sarebbe corretto.
Tuttavia, questo, in narrativa, non sempre è corretto e si deve applicare a tutto.

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Nelle profondità del worldbuilding – Società, economia, mercato ft. Alessia Lonardi

Ciao a tutti, e benvenuti in questo nuovo articolo d’intervista! Stavolta sarà dedicato a una “collega” blogger, Alessia Lonardi, proprietaria di un bellissimo blog, MicroKosmo, che personalmente adoro.
Alessia posta spesso articoli di worldbuilding, su dettagli che spesso nemmeno considero: moneta, struttura della società, futuri distopici, tutti argomenti davvero affascinanti e al di fuori del mio bagaglio di “competenze scrittorie”.
Dunque ho deciso di ospitarla in Pillole di Folklore e Scrittura!
Prima di tutto, benvenuta Alessia, è un piacere averti qui. Come già ho accennato, i tuoi articoli sono dedicati soprattutto al worldbuilding. Vuoi presentarti, raccontandoci di com’è nato il tuo interesse per la scrittura?

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Raccogliere storie e testimonianze, un diario di quarantena ft. Martina Vaggi

Bentrovati a tutti! La scrittrice Martina Vaggi, durante il periodo della quarantena, si è dedicata a un bellissimo lavoro. La sua opera, ll diario del silenzio: storie reali di quarantena contiene 50 racconti (basati su storie reali) che riguardano il primo lockdown.
Trovando il suo lavoro molto interessante, desideravo esplorarlo più in dettaglio. Dunque benvenuta Martina, e grazie per la tua partecipazione!
Ecco la mia prima curiosità. Cosa ti ha spinta ad approcciarti a questo genere di lavoro? Ossia, raccogliere le testimonianze di 50 persone, elaborandole in forma di racconto?

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Disoccupazione e COVID-19 – Andare avanti ft. Il Candidato Ideale

Ottimo inglese con certificato Cambridge C2, indiscussa padronanza del pacchetto Office, dottorato in Economia e Commercio.
Capacità di problem solving, gestione dello stress, cordialità e gentilezza, nonché disponibilità a lavorare gratuitamente a prestare i suoi servizi per un periodo di prova non retribuito, finalizzato all’apprendimento del mestiere.
Questo è Il Candidato ideale. L’eroe per cui le giovani HR stravedono, il vip di LinkedIn, colui che infrange il mito della disoccupazione giovanile. Nelle sue parole, “niente di tutto ciò”.
Il Candidato Ideale è uno degli innumerevoli talenti italiani a cui il mercato e la situazione attuale non stanno rendendo giustizia, proprietario di un fantasiosissimo blog  che fa satira in modo intelligente sulla disoccupazione. Si è, per l’appunto, gentilmente “candidato” di partecipare a un’intervista.
Dunque, benvenuto, Candidato Ideale, e grazie ancora per il tuo interesse in questa inaspettata collaborazione! Prima di tutto, ti chiedo di presentarti, spiegandoci anche come è nato il tuo blog, e parlandocene un po’.

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L’importanza delle recensioni per un autore esordiente

Per un autore esordiente, le recensioni sono a dir poco vitali. No, non è un’esagerazione. Per chi non ha alle spalle una grande casa editrice è difficile distinguersi della massa e senza un po’ di passaparola diventa pressoché impossibile attirare l’attenzione dei lettori. Avete apprezzato un libro poco conosciuto e volete supportare l’autore? Recensitelo!

Potete farlo dove preferite: su Amazon (ammesso che il libro in questione sia acquistabile lì) o su altri store online, sul vostro blog o sui social. Anche altri metodi meno convenzionali vanno benissimo. Se avete un podcast, per esempio, potete dedicare qualche minuto alle opere degli autori esordienti che avete apprezzato di più. I meno timidi possono seguire l’esempio di Giorgia Amantini (autrice di “Vortice” e “Muro contro muro”) e fare delle video recensioni su YouTube. In alternativa, il buon vecchio passaparola tra amici resta un ottimo modo per far conoscere un’opera che avete apprezzato. Dopotutto si è più propensi a seguire i consigli di una persona che si conosce e apprezza rispetto a quelli di uno sconosciuto.

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Il love interest e le scene d’amore in narrativa

In qualsiasi genere di opera, è frequentissimo imbattersi in uno o più love interest per il personaggio principale, o per i personaggi secondari. Anzi, oserei dire che è diventata una figura talmente comune che è raro non imbattervisi.
In questo articolo desidero proporvi alcune idee e opinioni personali sulla gestione di una simile figura, e di scene relative (toccando anche le scene d’amore).

Anzitutto, come premesso, il love interest è una figura talmente comune da essere divenuta una sorta di cliché. Il pubblico più attento noterà immediatamente quando un personaggio si interesserà, in senso romantico, a un altro, e, per esigenze di trama (ovvero, l’introduzione stessa del love interest), il risultato più “scontato” è che i due finiscano insieme.

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Traduzione e scrittura creativa, due mondi intrecciati

Il mondo della scrittura creativa e quello della traduzione sono profondamente vincolati.
Basti pensare alla semplice traduzione di romanzi, o anche all’adattamento di film e telefilm.

Analizziamo alcuni punti d’interesse che sorgono da questo “vincolo”.

Strategia traduttiva di tipo straniante vs addomesticante

Una problematica molto importante è come tradurre elementi di altre culture.
Nello specifico, gli elementi culturospecifici, ovvero quei termini che fanno riferimento a un qualcosa di strettamente connesso alla cultura straniera, danno spesso aria a dibattiti.
Questi elementi pongono una grossa sfida traduttiva in quanto, spesso e volentieri, se lasciati intatti, non permettono al pubblico della cultura di arrivo di comprenderne il senso, rischiando quindi di stranirlo (ciò che si definisce strategia traduttiva di tipo straniante).

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