La traduzione del SEO

Hai creato il tuo nuovo sito. Congratulazioni! Avrai sicuramente pensato a ottimizzare i tuoi contenuti in ottica SEO (probabilmente come suggerito da Alessandro qui e qui).

Le visualizzazioni sono salite alle stelle, sempre più utenti interagiscono sotto i tuoi post, acquistano i tuoi servizi, ricercano il tuo nome. Quindi la prossima, naturale domanda che affiora nella tua mente è: è giunta l’ora di espandersi in altri mercati?

Certo, offrire i propri servizi in un nuovo mercato può significare un salto di qualità enorme per la tua attività (e le tue entrate). La tentazione di aprire Google Translate e copiare-incollare ogni singolo paragrafo è forte, troppo forte. Tuttavia, prima di tradurre dei contenuti in una lingua straniera è necessario avere ben chiari alcuni elementi fondamentali:

  • Identificare il mercato di riferimento: quale attività svolge il mio cliente ideale, quali sono i suoi interessi, perché dovrebbe avere bisogno dei miei prodotti o servizi;
  • Identificare l’area geografica dove vivono i miei potenziali clienti: si tratta di una regione con norme culturali affini alle mie, o bisogna tenere conto di norme e tradizioni legate, ad esempio, alla religione maggiormente diffusa o alla storia della regione?
  • Quale lingua o varietà linguistica viene parlata dai potenziali clienti che voglio raggiungere? Si tratta di cinese mandarino o cantonese? Castigliano o catalano? Tedesco svizzero o della Germania? La scelta di un determinato mercato implica necessariamente la scelta della varietà linguistica più appropriata.

Una volta identificato il mercato in cui ci si vuole espandere, è finalmente giunto il momento di iniziare la traduzione in ottica SEO del sito. Fondamentale, in questa fase, è tenere in mente che non necessariamente le keyword più cercate dagli utenti italiani corrispondono alle keyword più gettonate in altri paesi. Non basta semplicemente tradurre le proprie keyword nella lingua scelta per attirare traffico sul proprio sito. Ed è qui che entra in gioco la international keyword research, ovvero la ricerca di keyword in diverse aree geografiche.

Uno strumento sicuramente utile per farsi un’idea delle tendenze è Google Trends, o, per progetti di lunga durata o per un uso continuativo nel tempo, può essere utile investire in uno strumento a pagamento come ahrefs.com.  Essenziale è concentrarsi su termini con alto volume di ricerca e una bassa keyword difficulty.

Ad esempio, se ci occupiamo di gastronomia e in particolare di dolciario e volessimo sfondare nel mercato tedesco, dovremmo tradurre la parola bombolone in modo diverso a seconda del pubblico di riferimento. Infatti, entrambe le traduzioni Donut e Krapfen sono corrette, ma mentre il primo termine viene più largamente utilizzato nella Germania intera, il secondo è particolarmente diffuso in Baviera. Pertanto, se volessimo raggiungere un pubblico prevalentemente bavarese o del Sud della Germania, sarebbe più opportuno utilizzare il termine Krapfen.

Tuttavia, per ottenere dei risultati ottimali bisogna avere ben presente che ogni lingua ha una struttura diversa, e perciò potrebbe essere necessario inserire nella ricerca parole grammaticamente scorrette o facenti parte dello slang. Ad esempio, in tedesco molte parole sono parole composte, quindi molto lunghe e spesso molto specifiche. Siccome Google non è ancora pienamente ottimizzato per la ricerca di parole composte, molti utenti tendono a “spezzarle” (ad esempio la parola Haustürschloss, la serratura della porta, può venire frequentemente ricercata come Haustür Schloss, poiché darà risultati migliori).

Ovviamente, come nella scrittura in ottica SEO, anche per la traduzione in ottica SEO lo scopo non è saturare la pagina di keyword, a rischio di rendere la lettura farraginosa e ripetitiva, ma inserirle in modo organico in un testo che possa essere letto in modo scorrevole e soprattutto senza errori grammaticali o di ortografia. Per questo motivo è sempre necessario rivolgersi a un professionista madrelingua, che comprenda appieno la lingua, la cultura e le consuetudini del mercato di riferimento.

Irene Andreoni

Autore: Irene Andreoni

Nata in Italia, adottata dalla Germania, sono ciò che si può definire un’”eterna ottimista”. Sogno di terre lontane, una libreria zeppa e una casa piena di gatti. Non necessariamente in quest’ordine. Traduttrice per formazione e per passione, per me le lingue rispecchiano la bellezza della diversità.

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