La mia prima volta a Roma (diario di viaggio semiserio)

Questo non è un articolo come gli altri.

Quel avete davanti agli occhi è il diario di viaggio di un uomo privo del benché minimo senso dell’orientamento che ha voluto fare l’impensabile: andare da solo a Roma.

Lettori di poca fede: “Ma quante storie! C’è gente che è arrivata in India senza neanche una cartina!

Zitti!

Questa è la MIA storia e le do la gravità che preferisco!

Uhmp.

Io che mi preparo a partire per Roma

Comunque, tutto è iniziato verso dicembre, quando mi sono deciso ad accettare l’invito al compleanno di Gabriele, l’altro amministratore di questo blog. In altre circostanze non avrei atteso così a lungo prima di dare una risposta, ma tra la pandemia e tutto ho preferito avere qualche garanzia in più prima di iniziare a muovermi.

Una volta ottenuto un weekend libero dal lavoro a fine gennaio, ho iniziato a cercare qualche hotel su Booking. Ne ho trovati alcuni carini e con prezzi non troppo elevati, ma ho scoperto che rifiutavano tutti le prenotazioni effettuate con la PostePay (cosa che, a mio parere, ANDREBBE SPECIFICATA SUBITO). Non avendo a disposizione una carta di credito “vera e propria”, stavo iniziando a perdere le speranze, ma poi sono riuscito a trovare una struttura priva di pregiudizi nei confronti delle prepagate. Non mi ispirava tanto quanto le altre opzioni, ma dalle foto e dalle recensioni non sembrava malaccio…

Il giorno della partenza ho iniziato a provare le classiche sensazioni che precedono ogni mio viaggio:

  1. Improvvisa convinzione che tutto andrà storto
  2. Certezza di aver dimenticato qualcosa da mettere in valigia
  3. Inspiegabile mancanza di voglia di lasciare le mura domestiche

Ignorando queste paranoie, verso metà pomeriggio ho raggiunto la stazione centrale di Milano e ho iniziato ad attendere con pazienza l’arrivo del treno. Il viaggio di andata su Italo è stato molto rilassante, almeno fino a quando non è arrivato il momento di mostrare il biglietto.

FERMI!

Lo so a cosa state pensando.

Ecco, per risparmiare è salito sul treno senza biglietto per fare il furbo!

Bè, non è così!

Il biglietto ce l’avevo eccome. Ma era sperduto da qualche parte nella casella di Gmail e in quel momento la connessione dati non funzionava e non riuscivo a collegarmi al maledettissimo Wi-Fi del treno! Per fortuna l’addetta al controllo dei biglietti è stata comprensiva e mi ha lasciato del tempo per provare a recuperarlo. Peccato solo che poi non sia più tornata a controllare! E io nel frattempo stavo friggendo, perché avevo trovato il biglietto e non vedevo l’ora di dimostrare di essere su quel treno legalmente!

Sigh, a volte essere un legale buono è stressante.

A parte la disavventura con il biglietto digitale, l’esperienza a bordo di Italo è stata davvero piacevole. Il treno, come avevo già appurato durante un precedente viaggio a Firenze, è silenziosissimo e il sedile è confortevole. Ho passato tre ore a leggere e il tempo è volato.

Una volta arrivato a Termini, il mio senso dell’orientamento ha iniziato a crearmi i primi problemi. Sapevo che Gabriele mi aspettava in zona per accompagnarmi in macchina in hotel, ma nonostante le sue indicazioni non riuscivo proprio a capire dove si trovasse. Per fortuna, dopo un po’ di tentativi a vuoto ho capito dove stavo sbagliando e sono riuscito a incontrare di persona l’autore di Ascend-ent (leggetelo che è bello!).

Poco dopo, Gabriele ed io abbiamo affrontato un nuovo imprevisto: la sua macchina non si accendeva più! Considerando che la mia conoscenza dei motori è pari a zero non ho potuto fare nulla per aiutarlo e alla fine non abbiamo avuto altra scelta che abbandonare un attimo il veicolo e raggiungere l’hotel a piedi. Per fortuna era più vicino del previsto.

Dopo aver lasciato libero Gabriele di tornare al capezzale della sua macchina (che poi si è ripresa, eh!), mi sono preparato ad affrontare il check in. L’hotel, di cui non farò il nome, si è rivelato un semplice bed & breakfast, meno carino di quel che sembrava dalle foto. Ho trovato la stanza abbastanza pulita, ma sono rimasto deluso dall’assenza di eventuali coperte extra nell’armadio e di prodotti per l’igiene personale. Per fortuna avevo con me tutto il necessario. Mi ha lasciato perplesso anche un messaggio posto nelle vicinanze del WC: “Si prega di non gettare carta igienica”.

MA IN CHE SENSO?!

Di solito quei cartelli dicono di non gettare prodotti diversi dalla carta igienica!

Ho esposto le mie perplessità all’uomo alla reception e lui mi ha detto di ignorare pure quell’avvertimento.

…ok.

Non ho dormito molto quella notte.

Un po’ perché ho cenato tardi (con un panino al prosciutto portato da casa) e molto perché fuori dalla finestra sentivo il verso di alcuni uccelli. Sembravano gabbiani, ma mi sembrava strano trovarli lì a Roma. Al risveglio, mi sono preparato con calma e mi sono recato nello spazio comune della guest house per mangiare la colazione a buffet. Ecco, diciamo che non è stata esattamente all’altezza delle aspettative…

Per quanto riguarda il cibo, le opzioni erano solo due: brioche vuota (confezionata) o fette biscottate. Da bere c’erano vari succhi di frutta, l’acqua ed eventuali caffè preparati con le cialde dallo staff. Insomma, una scelta un po’ misera per chi deve affrontare un’intera giornata a girare per le strade di Roma.

Dopo aver bevuto un caffè (accettabile) e aver trangugiato una brioche, sono sceso per incontrarmi con Gabriele.

Insieme a lui ho recuperato l’abbonamento giornaliero della metro e da buon hobbit ho fatto una seconda colazione ben più soddisfacente della prima, con succo d’arancia e brioche ripiena (non ricordo di cosa, ma era buona). Dopodiché abbiamo raggiunto la nostra prima tappa: il parco della Caffarella.

Il parco della Caffarella

Ora, sapendo che ho scritto un romanzo dal titolo “I Guardiani dei parchi”, non è difficile immaginare la mia passione per certi luoghi. Il parco in questione mi è piaciuto davvero molto, perché era vasto e pieno di animali (dai conigli ai lama). Gabriele ed io abbiamo fatto una bella camminata e ne abbiamo approfittato per chiacchierare di tutto e di più.

Gli admin esplorano il parco alla ricerca di conigli

Verso metà mattina ci siamo avviati verso la pasticceria in cui il festeggiato doveva ritirare la torta di compleanno. Nonostante qualche imprevisto (all’inizio ci sfuggivano sia il nome del posto che la strada da fare!) siamo riusciti a recuperare il bottino e a portarlo sano e salvo al ristorante. Poco dopo siamo stati raggiunti dagli altri partecipanti al pranzo di compleanno. Tra di loro c’erano anche Emanuela, la ragazza di Gabriele, e Danila, di cui forse ricorderete questa bellissima intervista. Il pranzo è stato molto gradevole, anche perché non mi era mai capitato di mangiare in un all you can eat italiano. Tutto il cibo era molto buono, soprattutto la torta (me la sogno ancora di notte!). Dopo esserci rifocillati, ci siamo pure concessi una bella partita a Dixit, un gioco da tavolo tanto divertente quanto semplice da capire.

Nel pomeriggio abbiamo girato un po’ per il centro di Roma, ammirando la Fontana di Trevi, la Terrazza del Pincio e i quartieri più alla moda della Capitale.

La vista dal Pincio

Sono rimasto colpito sia dalla bellezza di alcuni scenari sia dall’enorme quantità di gabbiani presenti per le strade! Non che ci sia qualcosa di male nella loro presenza, ma non me l’aspettavo!

Povero gabbiano, hai perduto la compagna

Verso sera ci siamo avviati verso Eneru Escape Room, dove le nostre abilità nella fuga e nella risoluzione degli enigmi sarebbero state messe a dura prova. Qui è avvenuta la storica riunione tra i primi tre membri di “Pillole di Folklore e Scrittura”: il sottoscritto, Gabriele e Ilenia! Allego una prova fotografica:

Da sinistra a destra: Gabriele, Alessandro e Ilenia

Poco dopo abbiamo affrontato una escape room a tema X-Files ed è andata piuttosto bene! Non siamo riusciti a fuggire dalla stanza in un’ora, ma visto che eravamo a buon punto i gestori ci hanno concesso qualche minuto extra per risolvere gli ultimi enigmi.

I migliori cacciatori di alieni della galassia!

Visto che scappare dalle grinfie degli alieni mette appetito, poco dopo siamo andati a cena da “Rinomato”, un locale specializzato in hamburger e poke. Vista la qualità del cibo, è stato un ottimo modo per chiudere la giornata.

La seconda notte nella stanza del B&B è stata più tranquilla della precedente, anche se ho avuto qualche problema ad addormentarmi a causa della digestione (dieci anni fa non avrei mai scritto qualcosa del genere… sigh…). Dopo una colazione poco esaltante, mi sono incontrato con Gabriele ed Emanuela per esplorare per bene la parte più storica di Roma. Non è stato possibile vedere tutto (per ovvi limiti di tempo), ha ho comunque osservato da vicino molti dei punti di riferimento più caratteristici della città, come il Colosseo, la Bocca della Verità, il Foro romano, l’Arco di Costantino, il Circo Massimo e il Giardino degli Aranci.

Sketch orginalissimo mai fatto da nessuno 10/10

Tra una scarpinata e l’altra ci siamo anche concessi un lauto pasto da Insalata Ricca (che, a dispetto del nome, ha un menù vastissimo).

Verso sera ho avuto il piacere di trascorrere qualche ora a casa di Gabriele e di conoscere i suoi genitori (suo padre ha dato dei contributi preziosi al blog, mettendo a disposizione i suoi appunti per alcuni articoli molto interessanti, tra cui quelli su Dracula!). La cena, a base di specialità romane, è stata semplicemente squisita. Ma le tre vittorie di fila a Exploding Kittens sono state ancora più dolci muhahahaha (si scherza, ovviamente :D).

Al termine della giornata, Gabriele ed Emanuela mi hanno mostrato il Quirinale (che ero molto curioso di vedere) e mi hanno riaccompagnato davanti all’B&B, dove ci siamo salutati. È stato un po’ triste separarmi da loro al termine di due giornate così piene e intense, ma sono certo che in futuro le occasioni per incontrarsi di nuovo non mancheranno!

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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