Scrivere e disegnare albi per bambini ft. dr. ssa Emanuela Notarangelo

Buongiorno a tutti!
La dottoressa Emanuela Notarangelo, laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione presso l’università La Sapienza di Roma, ha accettato di partecipare a questa breve intervista in cui parlerà di come strutturare un albo illustrato per bambini, tra cui alcuni aspetti particolari della questione.
Senza ulteriori indugi, iniziamo pure con le domande!


Ciao Emanuela, e grazie per aver deciso di partecipare! Quando ho sentito parlare della tua conoscenza sull’argomento, mi sono incuriosito. Ritieni che gli albi illustrati per i bambini siano importanti per la loro formazione? Se sì, per quale motivo? In che modo?

E: Ciao, grazie a te per questa insolita opportunità, che accolgo con entusiasmo. È importante rendere nota  ad un pubblico più ampio possibile questa tematica, poiché sì, gli albi illustrati sono parte integrante della formazione dei bambini. Essi esercitano sulla loro cognizione del mondo sociale un grande potere, spesso sottovalutato. I bambini infatti, prima ancora di imparare a leggere, imparano a decodificare i messaggi contenuti nelle immagini. Attraverso i disegni e i colori, i bambini imparano a “leggere” i valori e i ruoli dominanti della società cui appartengono, e ciò contribuisce alla formazione di idee stereotipate del mondo sociale circostante e all’attuazione rigida di modelli predefiniti. È dunque molto importante, nella progettazione di un albo, fare attenzione a molti particolari.

C’è stata, nel corso degli anni, un’evoluzione che dell’apprendimento dei bambini tramite la lettura di albi illustrati? Se sì, parlane liberamente.

E: Nel corso degli anni si è potuto assistere al susseguirsi di numerosi schemi fissi riguardanti la costruzione di immagini per bambini. Il cambiamento degli stessi è strettamente legato al cambiamento del bagaglio valoriale che ha caratterizzato la nostra società (e non solo la nostra!). Particolare attenzione viene posta sugli stereotipi di genere e sul cambiamento progressivo dei ruoli maschili e femminili. Infatti, mentre all’inizio del XX secolo era preponderante la figura della donna casalinga, attenta alla cura della casa e all’educazione dei figli mentre il marito era intento a svolgere le attività lavorative, già a partire dagli anni Sessanta, con l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro, si assiste ad un cambiamento della figura femminile, raffigurata come disperata e distrutta dal lavoro, dovendosi destreggiare tra attività lavorativa e compiti domestici. Negli anni Ottanta cominciano ad apparire nelle illustrazioni degli albi uomini con grembiule e pantofole, indaffarati nella cura della casa. Con la progressiva affermazione della donna in società, si arriva, negli ultimi anni, alla creazione di albi educativi incentrati proprio sulla cura dei dettagli caratterizzanti il ruolo dei generi. È possibile dunque sfogliare pagine in cui appaiono donne autonome, dottoresse, pilote d’aereo, direttrici d’orchestra… pagine che restituiscono (soprattutto alle bambine) la possibilità di reinventarsi un’identità autonoma, libera da schemi e da luoghi comuni.

Nello scrivere e illustrare un albo per bambini, quali sono alcuni luoghi comuni e stereotipi che vengono spesso inclusi? È negativo o positivo includerli?

E: Tra i principali stereotipi che si possono incontrare tra le pagine di un albo, troviamo gli stereotipi di genere, che identificano la donna come “il genere debole”, a cui spettano principalmente i compiti domestici. Viene infatti raffigurata spesso con la gonna e le pantofole (proprio per sottolineare l’appartenenza all’ambiente domestico), intenta a cucinare o a pulire, oppure dietro la finestra, che simboleggia una barriera tra la vita casalinga e l’ambiente esterno. L’uomo, per contro, viene raffigurato spesso sulla poltrona, simbolo di comando e potere, con la valigetta e le scarpe, ad indicare la sua occupazione per le attività lavorative, e con gli occhiali, simbolo di cultura e sapienza. Includere questo tipo di stereotipi nelle immagini destinate ai bambini può essere dannoso e deve essere perciò fatto con molta attenzione. I bambini utilizzano queste informazioni per strutturare una propria identità, e per questo, se gli schemi loro offerti risultano troppo rigidi, c’è il rischio che non sviluppino appieno e soprattutto in modo autonomo le proprie potenzialità e le proprie caratteristiche.

Che tipi di messaggi pensi sia importante scrivere, o comunque far percepire ai bambini? Quali sono alcuni tipi di messaggi da evitare?

E: Sicuramente bisogna evitare la rigida schematizzazione a ruoli predefiniti, lasciando che i personaggi siano liberi di avere un ampio spettro di caratteristiche. Evitare di definire un’attività “per maschi” o “per femmine”, oppure “per adulti” o “per bambini”, lasciando maggiore autonomia e libera possibilità di realizzazione ai personaggi. Bisognerebbe promuovere la sensibilizzazione verso tematiche molto importanti, come la tolleranza e accettazione del diverso da sé, la cura dell’ambiente e il rispetto (per sé, per propri sogni, per la propria personalità, ma anche per tutto ciò che ci circonda).

Quali stili di disegno vengono principalmente adottati o consigliati per la lettura di un bambino? E per quale motivo?

E: È consigliabile porre molta attenzione alla scelta dei colori, da cui i bambini sono molto attratti, e che contribuiscono alla definizione rigida delle caratteristiche di un personaggio. Oltre al classico rosa per le femmine e celeste per i maschi, spesso vengono utilizzati i colori pastello per indicare la femminilità, i colori scuri o forti (come viola, rosso, fucsia), indicano un personaggio negativo o trasgressivo, e colori come marrone chiaro o grigio vengono utilizzati per indicare intelligenza o vecchiaia. Lo stesso vale per gli oggetti, gli abiti e gli animali. Oggetti principali dell’uomo sono occhiali e poltrona (citati precedentemente), scarpe, il giornale o la tv,  che indicano il lavoro, la cultura e la vita esterna alla casa. Gli uomini sono spesso raffigurati con pantaloni, giacca e cravatta, mentre le donne con gonna, grembiule, capelli lunghi e aventi oggetti richiamanti la vita domestica. Per quanto concerne gli animali, il gatto è spesso legato alla figura della donna o bambina, simboleggia l’infedeltà, la pigrizia, l’egoismo, la sensualità, ma anche dolcezza, grazia e bellezza. Per contro, il cane accompagna spesso l’uomo o il ragazzo, simboleggia gli spazi aperti,   lealtà, fedeltà, coraggio e intelligenza. 

Attualmente stai lavorando a un albo per bambini?

E: In realtà a due, ma “lavorando” è una parola grossa!! Per il momento sono solo idee in attesa di attuazione.

Quali accorgimenti progetti di prendere, nello scriverlo e illustrarlo?

E: Prediligo storie dal forte impatto valoriale, cerco di trasmettere valori e modelli positivi che vedo disperdersi molto facilmente nella nuova generazione. Ad esempio, nella prima storia che ho in mente, il fine è quello di sensibilizzare i bambini alla presenza del diverso da sé, trovandoci in una società sempre più multiculturale. Nel disegnarlo spingo molto sulla mescolanza di due colori base, il nero e il bianco dei tasti di un pianoforte (il protagonista), metaforicamente riferiti ai colori della pelle.

Credi che albi illustrati per bambini, da colorare o completare scrivendo, siano utili per la loro formazione?

E: Certamente sì. In questo modo non solo si agirebbe sullo sviluppo della fantasia del bambino (che ne ha sempre meno, incollato passivamente  com’è  allo schermo di uno smartphone), ma permetterebbe al bambino stesso di prendere le redini della storia, e di fornire ad essa una strutturazione libera da schemi.

Ti ringrazio per la tua preziosa testimonianza, Emanuela, su un argomento così particolare e delicato!

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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