In molte storie, il villain è un ostacolo da battere, un nemico da fermare, una presenza incombente, come un muro. Eppure, una tecnica narrativa particolarmente potente e interessante sovverte questa dinamica, costringendo il protagonista – e, di conseguenza, il pubblico – a convivere con il male, a essere intrappolato in una relazione involontaria con l’antagonista.
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Spalle atipiche nella scrittura creativa: il caso di Jesse Pinkman
Nel mondo della scrittura creativa, le “spalle” sono spesso relegate a un ruolo secondario e prevedibile: supportano il protagonista, lo fanno risaltare, forniscono comic relief o sono semplicemente strumenti narrativi per far avanzare la trama. Ma cosa succede quando una spalla non segue queste regole? Quando non si limita a fare da supporto, ma evolve, si ribella e prende decisioni autonome che complicano la storia? Un esempio perfetto di spalla atipica è Jesse Pinkman di Breaking Bad.
Continua a leggere “Spalle atipiche nella scrittura creativa: il caso di Jesse Pinkman”Come creare personaggi extra-canon di successo – il caso dell’agente Stone nei film Sonic the Hedgehog
Nel mondo delle grandi saghe, l’introduzione di personaggi “extra-canon” – ovvero personaggi non presenti nella continuity originale ma introdotti in nuove iterazioni come film, serie o spin-off – rappresenta sempre una sfida delicata. Questi personaggi devono integrarsi armoniosamente nell’universo narrativo esistente, senza snaturarne le dinamiche o risultare forzati. Uno degli esempi più riusciti di questo tipo di scrittura è l’agente Stone, introdotto nella serie cinematografica di Sonic the Hedgehog (recensione dei primi tre film qui: 1, 2, 3).
Continua a leggere “Come creare personaggi extra-canon di successo – il caso dell’agente Stone nei film Sonic the Hedgehog”L’arte del “weirdo”: come Simon Blackquill insegna a creare personaggi bizzarri memorabili
Nel mondo della narrativa, i personaggi “weirdo” sono quelli che sfidano le aspettative, confondono e affascinano. Sono figure fuori dagli schemi, capaci di lasciare un’impressione duratura proprio per la loro stranezza. Tuttavia, creare un “weirdo” efficace non significa gettare a caso elementi eccentrici e sperare che funzionino. Richiede coerenza interna, una “colla” capace di legare insieme i vari aspetti bizzarri del personaggio in un tutto credibile e significativo. Simon Blackquill di Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies incarna alla perfezione questo principio.
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Nel mondo della narrativa interattiva, il “filler” è un elemento delicato. Può offrire una pausa gradita nell’intreccio principale o, al contrario, rallentare il ritmo e spezzare l’immersione del giocatore. Nella serie Phoenix Wright: Ace Attorney, i terzi casi dei giochi sono diventati famosi per una sorta di “maledizione”: spesso percepiti come filler meno riusciti, rischiano di affaticare l’esperienza narrativa. Questo articolo analizza due esempi emblematici: Turnabout Big Top di Justice for All e Recipe for Turnabout di Trials and Tribulations. Due approcci diversi alla gestione del filler, con esiti radicalmente opposti.
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Quando si parla di personaggi moralmente grigi nelle serie TV, pochi riescono a essere tanto affascinanti e complessi quanto John Murphy di The 100. Presentato inizialmente come un antagonista, Murphy si trasforma nel corso della serie in uno dei personaggi più imprevedibili e umani, sempre in bilico tra egoismo e altruismo, vendetta e redenzione. Non diventa mai un eroe nel senso tradizionale, né un cattivo assoluto. Rimane un sopravvissuto, costantemente in equilibrio tra luce e ombra.
Continua a leggere “John Murphy di The 100: scrivere un personaggio perfettamente neutrale”Supergirl: quando il femminismo rischia di diventare sovraesposto nella narrazione televisiva
Il femminismo, con il suo obiettivo di promuovere l’uguaglianza di genere, ha trovato un’importante voce nelle produzioni televisive moderne. Serie come Supergirl hanno abbracciato temi femministi, dando spazio a protagoniste forti e indipendenti. Tuttavia, trovare l’equilibrio tra l’empowerment femminile e l’evitare eccessi retorici è una sfida delicata. Alcuni spettatori hanno percepito in Supergirl una sovraesposizione del “girl power”, con battute che, seppur ben intenzionate, rischiano di appesantire la narrazione.
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Nel vasto panorama dei villain dei videogiochi, pochi personaggi riescono a fondere maestosità e goffaggine con la stessa efficacia di Bowser. Il Re dei Koopa, eterno antagonista di Mario, è una figura che incute timore con la sua stazza e la sua forza, ma che al tempo stesso risulta spesso buffa e imprevedibile. Questa dualità lo rende un personaggio straordinariamente sfaccettato e memorabile, un esempio eccellente di come si possa scrivere un antagonista che sia tanto imponente quanto comico senza mai risultare incoerente.
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Nel vasto panorama dei contenuti digitali, pochi fenomeni hanno catturato l’attenzione dei più giovani come “Skibidi Toilet”. Questa serie animata, creata dallo YouTuber georgiano Alexey Gerasimov, noto online come DaFuq!?Boom!, ha rapidamente conquistato miliardi di visualizzazioni su YouTube, diventando un punto di riferimento per la Generazione Alpha. Ma cosa rende “Skibidi Toilet” così irresistibile per i bambini? E quali temi sottesi contribuiscono al suo successo?
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Quando Reverse Flash (Eobard Thawne) è stato introdotto in The Flash, era chiaro che sarebbe stato uno dei villain più formidabili e complessi della serie. Con una connessione emotiva profonda con Barry Allen e una straordinaria abilità nel manipolare il tempo, Thawne ha subito conquistato il pubblico. Tuttavia, nel corso delle stagioni, il personaggio ha subito un notevole declino, passando da una minaccia temibile a una figura ridicolizzata e facilmente sconfitta. In questo articolo esamineremo come il personaggio sia andato incontro a questa involuzione, analizzando gli esempi concreti di come la scrittura, le scelte stilistiche e la sua evoluzione all’interno della trama abbiano contribuito alla sua progressiva perdita di efficacia.
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