Scrivere un romanzo, per me, non è mai stato qualcosa di costante. Non sono uno di quegli autori disciplinati che si svegliano ogni mattina con l’idea chiara di dover riempire dieci pagine, a prescindere dall’umore o dall’ispirazione. No. Scrivere, per me, è un hobby discontinuo, capriccioso, che si nutre di scintille. Per cominciare, mi servono almeno tre ingredienti fondamentali: ispirazione, idee e voglia. E non sempre li trovo pronti a tavola, anzi. A volte spariscono per mesi interi, come se avessero deciso di concedersi una lunga vacanza senza avvisarmi.
Continua a leggere “Cosa significa per me scrivere un romanzo: aprire porte e sfondare portoni”Tag: Scrittura
Bowser: l’arte di scrivere un villain goffo ma imponente
Nel vasto panorama dei villain dei videogiochi, pochi personaggi riescono a fondere maestosità e goffaggine con la stessa efficacia di Bowser. Il Re dei Koopa, eterno antagonista di Mario, è una figura che incute timore con la sua stazza e la sua forza, ma che al tempo stesso risulta spesso buffa e imprevedibile. Questa dualità lo rende un personaggio straordinariamente sfaccettato e memorabile, un esempio eccellente di come si possa scrivere un antagonista che sia tanto imponente quanto comico senza mai risultare incoerente.
Continua a leggere “Bowser: l’arte di scrivere un villain goffo ma imponente”L’incubo che non ti lascia scappare: scrivere un mostruoso persecutore, il caso di Mr. X e Nemesis
Nel mondo della narrativa horror e dei videogiochi survival, alcuni antagonisti si scolpiscono nella memoria collettiva non grazie a trame complesse o profondi monologhi interiori, ma per la pura oppressione che esercitano sul protagonista e sul giocatore. Due esempi perfetti di questa tecnica narrativa sono Nemesis di Resident Evil 3 e Mr. X di Resident Evil 2. Questi personaggi non necessitano di una caratterizzazione psicologica approfondita: il loro stesso ruolo nella storia è quello di essere una minaccia costante, un’incarnazione della paura che non lascia scampo. Analizziamo come costruire un simile antagonista e perché questa tecnica funziona così bene.
Continua a leggere “L’incubo che non ti lascia scappare: scrivere un mostruoso persecutore, il caso di Mr. X e Nemesis”Depotenziamento estremo: perché ridimensionare gli ex protagonisti può rovinare una storia – il caso di Naruto e Sasuke in Boruto
Nel mondo degli anime e manga, il passaggio generazionale è una pratica comune, soprattutto nei franchise longevi. Tuttavia, non tutti gli approcci a questa transizione sono efficaci, e un esempio emblematico di gestione discutibile si trova in Boruto: Naruto Next Generations. Qui, il depotenziamento di Naruto e Sasuke ha suscitato forti reazioni negative da parte dei fan, che hanno visto i loro eroi di infanzia diventare inaspettatamente più deboli e meno rilevanti. Ma perché questa strategia narrativa è così problematica? E quali alternative esistono per mantenere vivo l’interesse senza sacrificare il valore di personaggi iconici?
Continua a leggere “Depotenziamento estremo: perché ridimensionare gli ex protagonisti può rovinare una storia – il caso di Naruto e Sasuke in Boruto”Il politically correct nella scrittura creativa: tra inclusività e forzature
Negli ultimi anni, l’industria dell’intrattenimento ha assistito a un’ondata di inclusività senza precedenti. Film, serie televisive e videogiochi hanno abbracciato la diversità, introducendo personaggi di colore, transgender, omosessuali e altre minoranze. Un cambiamento lodevole, se non fosse che spesso l’inclusione appare più come una strategia di marketing che un genuino sforzo narrativo. La mia fidanzata mi ha fatto notare come, in molti casi, queste rappresentazioni risultino forzate e di cattivo gusto, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato.
Continua a leggere “Il politically correct nella scrittura creativa: tra inclusività e forzature”Quando il male fa pena: il genio della scrittura di un villain patetico come Neo Cortex
Nel mondo della narrativa, i villain sono spesso costruiti per incutere timore e rispetto. Sono figure imponenti, astute e determinate, il cui scopo principale è rappresentare un ostacolo significativo per l’eroe. Ma cosa succede quando un villain è costruito in modo intenzionalmente patetico? Uno degli esempi più brillanti di questa tipologia di antagonista è il dottor Neo Cortex della serie Crash Bandicoot.
Cortex inizia il suo percorso con un grande piano malvagio, seppur stravagante: creare un’armata di animali geneticamente modificati per conquistare il mondo. Tuttavia, la sua esecuzione lascia molto a desiderare e finisce sempre per essere sconfitto in modo umiliante. Con il passare dei giochi, Cortex non solo non migliora, ma diventa sempre più demoralizzato, frustrato e rassegnato, trasformandosi in un villain unico nel suo genere. Ma come mai un villain così poco minaccioso funziona così bene? E perché questa formula sarebbe difficilmente applicabile in altri contesti?
Continua a leggere “Quando il male fa pena: il genio della scrittura di un villain patetico come Neo Cortex”Apollo Justice: un caos di passati – Quando troppo background distrugge un personaggio
Nel mondo della scrittura creativa, il passato di un personaggio dovrebbe servire a definirlo, renderlo coerente e rafforzare il legame emotivo con il pubblico. Tuttavia, nel caso di Apollo Justice, secondo protagonista della serie Ace Attorney, abbiamo un esempio lampante di come l’abuso della costruzione del background possa portare a risultati disastrosi.
Nell’arco dei tre giochi in cui appare, Apollo riceve ben tre passati distinti e scollegati tra loro: prima come allievo di Kristoph Gavin, poi con un legame con un centro spaziale e infine come orfano del regno di Kurain. Il risultato? Un “mappazzone” narrativo che danneggia la sua coerenza e il suo sviluppo come personaggio.
Continua a leggere “Apollo Justice: un caos di passati – Quando troppo background distrugge un personaggio”Phoenix Wright: dalla resa alla redenzione – un’analisi della transizione del personaggio
Phoenix Wright è uno dei personaggi più amati della serie Ace Attorney, un avvocato di difesa noto per il suo coraggio, la sua determinazione e il suo acuto senso della giustizia. La sua evoluzione nel corso dei giochi è un perfetto esempio di come i personaggi possano crescere, cambiare e affrontare sfide che ne trasformano l’essenza.
Tuttavia, la transizione di Phoenix da protagonista a figura di un “hobo” in Apollo Justice: Ace Attorney e il successivo ritorno nella serie in Dual Destinies sollevano alcune questioni narrative interessanti, tra retcon e sviluppi complessi che possono confondere anche i giocatori più devoti.
Alessandro ha già analizzato la scrittura di Takumi e stilato una classifica dei titoli migliori, toccando brevemente l’argomento della caratterizzazione di Phoenix.
In questo articolo, esploreremo in dettaglio, a livello di scrittura, come la trasformazione del personaggio di Phoenix Wright, e in particolare la sua evoluzione da un avvocato di successo a una figura caduta in disgrazia e poi alla sua rinascita, rappresenti una delle transizioni più ambigue e sfidanti nel panorama dei videogiochi.
Continua a leggere “Phoenix Wright: dalla resa alla redenzione – un’analisi della transizione del personaggio”Dal mistero alla penna: il non detto come stimolo alla scrittura
Le grandi storie non si limitano a raccontare eventi: creano mondi vivi, pieni di misteri e dettagli che accendono la fantasia. Alcune serie, siano esse videoludiche, televisive o letterarie, lasciano volutamente domande senza risposta, dando ai fan lo spazio per immaginare, speculare e, in molti casi, iniziare a scrivere. Questi enigmi diventano una scintilla per la creatività, spingendo i lettori e gli spettatori a diventare autori.
Continua a leggere “Dal mistero alla penna: il non detto come stimolo alla scrittura”Quando i modi di parlare dei personaggi creano magia
Nel mondo dei videogiochi, anime e manga, il linguaggio dei personaggi non è mai casuale. Alcuni personaggi si distinguono per un modo di parlare unico che cattura l’attenzione, arricchisce la narrazione e dona loro una personalità indimenticabile. Altri, invece, risultano stancanti o fuori luogo, finendo per appesantire inutilmente la storia. Ma cosa rende un modo di parlare particolare un elemento positivo anziché una fastidiosa distrazione?
In questo articolo esploreremo i punti di forza e le debolezze di questa caratteristica, con esempi pratici. Il punto chiave è che un linguaggio distintivo deve conferire un’”aura” speciale al personaggio, senza risultare forzato o diluire la narrazione. Se ben costruito, può diventare uno strumento narrativo potentissimo.
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