Affrontare mentalmente l’editing di un romanzo

Quando conclusi il mio romanzo Ascend-ent, mi trovai di fronte a una scelta: pubblicarlo così com’era, magari dopo una veloce (e noiosa) risistemata superficiale, oppure affidarmi a un editor professionista e pubblicare la versione migliore possibile del mio romanzo.

Il mio scopo era (ed è anche adesso) quello di pubblicare un ottimo romanzo, che non necessiti di sequel e che riesca a intrattenere il lettore. Scelsi così di rivolgermi a un professionista. Fato ha voluto che fosse Sara Coradduzza, editor professionista dell’agenzia Progetto Scrittura (intervista all’agenzia qui, profilo LinkedIn di Sara qui per chi fosse interessato a contattarla).

Non ero nuovo a dover “rivoluzionare” il mio lavoro, avendo lavorato a storie che hanno necessitato una revisione radicale, ma era la prima volta che dovevo affrontare una revisione assistito da una professionista che avrebbe trovato ogni pelo in qualsiasi uovo.

Naturalmente, affrontare l’editing di un romanzo è un argomento a se stante per uno scrittore, perché si è profondamente e intimamente legati alla prima stesura.
Tutto ha un senso, nelle nostre menti.
Ma ecco che notiamo quel dettaglio che stona, quel personaggio che non ha abbastanza screentime, quella scena che ha poco senso, e così dobbiamo rivedere tutto da capo.

Affrontare una revisione è quindi, anzitutto, un lavoro di umiltà e di saper accettare che abbiamo commesso errori, che il nostro romanzo non è perfetto e che possiamo migliorare.
Una volta riusciti nello sforzo mentale, procederemo a rileggere il tutto, come nella classica caccia ai refusi, e poi passaggio per passaggio, valutando razionalmente cos’è che non ci convince, cos’è che è migliorabile, cos’è che è superfluo, cosa è stato reso grammaticalmente o stilisticamente male, ecc..
Lasciarsi aiutare da un editor è, invece, un lavoro di fiducia, in cui ci rimettiamo al professionista e ci lasciamo guidare, seppur titubanti, dai suoi suggerimenti e dai suoi consigli, senza temere di voler mantenere qualche punto intatto.

L’editor sa cosa sta facendo.

Personalmente ero molto attaccato e convinto di alcune mie scelte, ma poco alla volta ho notato che i consigli di Sara hanno davvero prodotto un effetto positivo.
Tematiche accennate sono state mostrate più in dettaglio, come la paura per l’anomalo e il cambiamento.
Idee innovative e moderne sono state aggiunte alla storia, come la NeolApp, un’app utilizzata dall’associazione della mia storia, suggerimento assolutamente azzeccato e in linea con lo spirito dell’opera.

Quel che vorrei dire è questo: non abbiate paura di immergervi nella revisione di un romanzo, temendo di perdere tutto ciò che avete costruito prima.
Come una pellicola a cui devono essere ancora applicati gli effetti speciali, così il nostro romanzo ha bisogno di una “risistemata” per essere ancora più presentabile.
Tanto, da bravi scrittori ossessivi, ci salviamo sempre una prima, una seconda e una terza versione del lavoro, o mi sbaglio?

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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