Nemici reali(a)

Metti una cena con l’amico internazionale nell’osteria più tipica della tua città, occasione incredibile per fargli provare tutte le leccornie che solo in quell’angolo di mondo si possono trovare. 

Occhi sbarrati, curiosità velata dall’imbarazzo, il menù si abbassa chiudendosi appena e con un mezzo sorriso ti chiede “What the hell is gnocchi?” 

E come glielo spieghi?

Non è un tipo di pasta visto che l’impasto è di patate ma nemmeno un secondo o un contorno. Definirli palline di pasta di patate (!) sarebbe uno scempio; l’inglese “dumplings” potrebbe andare ma ha ben poco di convincente perchè solitamente con questa parola si intendono i ravioli cinesi ripieni o dei fagottini di mele, tutto un altro universo rispetto ai nostri italici gnocchi. Panico.

Signore e signori ecco a voi un comunissimo caso di realia. 

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Traduzione e scrittura creativa, due mondi intrecciati

Il mondo della scrittura creativa e quello della traduzione sono profondamente vincolati.
Basti pensare alla semplice traduzione di romanzi, o anche all’adattamento di film e telefilm.

Analizziamo alcuni punti d’interesse che sorgono da questo “vincolo”.

Strategia traduttiva di tipo straniante vs addomesticante

Una problematica molto importante è come tradurre elementi di altre culture.
Nello specifico, gli elementi culturospecifici, ovvero quei termini che fanno riferimento a un qualcosa di strettamente connesso alla cultura straniera, danno spesso aria a dibattiti.
Questi elementi pongono una grossa sfida traduttiva in quanto, spesso e volentieri, se lasciati intatti, non permettono al pubblico della cultura di arrivo di comprenderne il senso, rischiando quindi di stranirlo (ciò che si definisce strategia traduttiva di tipo straniante).

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