Da libro (o spettacolo teatrale) a soulslike: due opere che potrebbero seguire le orme di Lies of P

Anche se sono passati solo sei mesi e mezzo dall’inizio del 2025, so già con certezza che Lies of P sarà uno dei videogiochi che entreranno a far parte della mia top 5 personale dell’intero anno. Il soulslike di Neowiz Games mi ha conquistato grazie a un gameplay che riprende a piene mani alcuni degli elementi migliori di Bloodborne e Sekiro, unendoli a un paio di trovate originali che contribuiscono a dare un feeling diverso all’avventura (come la possibilità di combinare tra loro armi diverse).

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Turnabout Succession di Apollo Justice – Uno studio dei finali insoddisfacenti e come evitarli

C’è qualcosa di peggio di un gioco brutto? Sì: un gioco che parte bene, promette il mondo e poi si spegne come una candela in un acquazzone. Benvenuti nel mondo di Apollo Justice: Ace Attorney, capitolo che avrebbe dovuto inaugurare una nuova era, ma che finisce per perdersi come un testimone chiave nel buio di un’interrogazione mal gestita.

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Quando i videogiochi sapevano raccontare la verità: Abe, il lavoratore schiavo in un mondo capitalistico

Ricordate Abe? Sì, quel buffo alieno blu con la bocca cucita e il passo da impiegato del catasto dopo 12 ore di straordinario non pagato. Oddworld: Abe’s Oddysee (1997) era questo: un gioco platform dove il protagonista non doveva salvare la principessa o collezionare monete, ma scappare da una macelleria industriale dove lui e i suoi simili venivano letteralmente trasformati in snack.

Un concept così oggi farebbe tremare i reparti marketing: “Troppo cupo!”, “Non è family friendly!”, “Ma i bambini come lo prendono?”. Già, perché se c’è una cosa che i videogiochi moderni hanno smesso di fare, è trattare il giocatore come un adulto pensante.

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Mi sono scordato di parlarvi di Digimon World!

Rileggendo l’articolo in cui ho fatto il riepilogo dei videogiochi che hanno caratterizzato il mio 2024, mi sono accorto di essermi dimenticato del tutto di parlare di un titolo sul quale ho passato svariate ore nel corso di dicembre: Digimon World!

La voglia di riprendere in mano questo classico uscito in Europa sulla prima PlayStation nel 2001 è nata quando mi sono imbattuto in un video nel quale uno YouTuber si è cimentato nell’impresa di finire il gioco con Numemon, uno dei mostriciattoli digitali più deboli tra quelli ottenibili.

Rivedere l’isola di File, ricca di ambienti in cui la natura si fonde con il digitale, mi ha reso parecchio nostalgico e dopo un paio di giorni di tentennamenti mi sono ritrovato con il gamepad tra le mani, pronto ad affrontare l’avventura che da bambino non ero mai riuscito a portare a termine.

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L’arte della disperazione: analisi della scrittura di Fear & Hunger

Fear & Hunger è un videogioco indie noto per la sua scrittura cruda e senza compromessi, che affronta temi maturi con un realismo spietato. Il gioco fonde horror, dark fantasy e sopravvivenza per creare un’esperienza che non si limita a spaventare il giocatore, ma lo mette a confronto con una realtà brutale e ineluttabile. Qui analizzeremo la scrittura del gioco, la sua capacità di creare una lore densa e significativa e il modo in cui gestisce i suoi temi più disturbanti.

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Il mio 2024 videoludico

Dopo un 2023 ricco di uscite importanti, il 2024 è senz’altro stato senz’altro un anno più tranquillo dal punto di vista videoludico, ma in tutta sincerità non posso certo dire di essermi annoiato, soprattutto grazie a una certa azienda di Shinagawa che tra remake, versioni rivedute e corrette e nuove IP ha fatto di tutto per provare a monopolizzare il mio tempo libero negli scorsi dodici mesi. Prima di procedere al consueto riepilogo, vi ricordo che potete recuperare gli episodi precedenti di questa rubrica annuale cliccando sui link che vi lascio qui di seguito:
2020
2021
2022
2023

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Shadow Generations – Recensione

Sonic x Shadow Generations è l’attesissimo remaster di Sonic Generations con l’aggiunta di una nuova campagna, con protagonista centrale il personaggio di Shadow the Hedgehog.

Chi mi conosce (nemmeno troppo bene 😂) sa che Shadow è il mio personaggio preferito di sempre da quando ero adolescente, e conosco la sua storia meglio delle mie tasche. Quindi, quando questo videogioco è stato annunciato, non potevo che essere super contento.

Shadow è un personaggio che non ha vissuto l’ultimo decennio in modo propriamente sereno. Un po’ per i mandati SEGA, un po’ per il cambio di scrittori, tra il 2010 e il 2020 Shadow è stato (di molto) stereotipato e banalizzato nel tipico rivale shonen à la Vegeta/Sasuke/ecc., quando è molto, molto di più.

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Let’s-a translate a video game! Ft. Raymond Wu

Original in English here

Un altro settore molto interessante della traduzione è quello dei videogiochi, non solo perché (quasi) tutti li amano, ma anche perché una traduzione corretta, accattivante e ben resa contribuisce in modo significativo all’esperienza del videogiocatore e, aggiungerei, anche all’immagine dell’azienda produttrice.
Infatti, un videogioco mal tradotto sarà giocato da migliaia, se non decine di migliaia di persone che, anche in base alla scarsa qualità della traduzione, si faranno una brutta impressione, danneggiando la credibilità del gioco tramite passaparola e recensioni negative.

Sull’argomento, ecco quindi un’intervista a Raymond Wu, esperto nel campo della traduzione videoludica.
Benvenuto e grazie per il tuo tempo. Raccontaci subito: come e perché hai iniziato a tradurre, nello specifico, videogiochi?


Grazie per avermi ospitato! È un piacere poter essere ospite del blog.
La mia storia di localizzatore di videogiochi è abbastanza particolare. Mi sono laureato in letteratura inglese nel 2021. Ho cercato subito lavoro come traduttore per le aziende locali, riuscendoci, ma la paga non era molto buona, e io ero più un assistente che un vero e proprio linguista.
Non era quello che volevo.

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Il mio 2023 videoludico

Per il mondo dei videogiochi, il 2023 è stato un anno incredibile, ricco di uscite importanti e di annunci memorabili. Non ho avuto modo di giocare a ogni pezzo da novanta arrivato sugli scaffali e conto di recuperarne qualcuno in futuro, ma ho acquistato tutti quelli che mi interessavano di più e ho passato svariate ore con una gamepad tra le mani, anche per merito dell’acquisto di una PlayStation 5 nella parte iniziale dell’anno. Come da tradizione, in quest’articolo andrò a ripercorrere gli scorsi dodici mesi, soffermandomi sui videogiochi ai quali ho dedicato più tempo. Potete trovare le edizioni precedenti QUI (2020), QUA (2021) e QUO (2022). Iniziamo!

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Commento e introduzione alla saga di Assassin’s Creed di un fan

Tra i videogames più famosi degli ultimi anni, un posto di riguardo lo merita sicuramente la serie di Assassin’s Creed, che ancora continua a sorprendere i propri fan, proseguendo il conflitto tra le fazioni dell’Ordine dei Templari e della Confraternita degli Assassini.
La magia della saga sta sicuramente nelle ambientazioni storico-geografiche, dove si passa dalle Crociate in Terra Santa fino alla Londra Vittoriana, impersonando e incontrando uomini e donne coi loro obiettivi, le loro forze e le loro debolezze, i cui scopi “celati nell’ombra” aiuteranno la civiltà corrente a sopravvivere alle ingiustizie alle quali è sottoposta.

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