Disoccupazione e COVID-19 – Andare avanti ft. Il Candidato Ideale

Ottimo inglese con certificato Cambridge C2, indiscussa padronanza del pacchetto Office, dottorato in Economia e Commercio.
Capacità di problem solving, gestione dello stress, cordialità e gentilezza, nonché disponibilità a lavorare gratuitamente a prestare i suoi servizi per un periodo di prova non retribuito, finalizzato all’apprendimento del mestiere.
Questo è Il Candidato ideale. L’eroe per cui le giovani HR stravedono, il vip di LinkedIn, colui che infrange il mito della disoccupazione giovanile. Nelle sue parole, “niente di tutto ciò”.
Il Candidato Ideale è uno degli innumerevoli talenti italiani a cui il mercato e la situazione attuale non stanno rendendo giustizia, proprietario di un fantasiosissimo blog  che fa satira in modo intelligente sulla disoccupazione. Si è, per l’appunto, gentilmente “candidato” di partecipare a un’intervista.
Dunque, benvenuto, Candidato Ideale, e grazie ancora per il tuo interesse in questa inaspettata collaborazione! Prima di tutto, ti chiedo di presentarti, spiegandoci anche come è nato il tuo blog, e parlandocene un po’.

Ciao Gabriele e grazie per l’invito, un saluto a te e a tutti i lettori di “Pillole di Folklore e Scrittura”.
Faccio una premessa: questa è la mia prima intervista, probabilmente sarà anche la peggiore, ma sicuramente la ricorderò per tutta la vita e diventerà parte del mio libro (se mai ne scriverò uno).
Detto ciò, iniziamo.

Mi piace definirmi come uno dei tanti ragazzi italiani a cui il mondo del lavoro e l’Italia in generale non ha reso giustizia. Da piccolo, mi è sempre stata raccontata una storia: “Studia, impegnati, prendi la laurea e poi troverai un bel lavoro con una vita agiata, facile e ricca di soddisfazioni”. Purtroppo però questa storia non era propriamente vera. I miei genitori me l’hanno sempre raccontata in buona fede, tuttavia le cose al giorno d’oggi sono decisamente diverse dai loro tempi.
Sono uno dei tanti proprio perché, me ne rendo conto specialmente su LinkedIn, ci sono tantissimi ragazzi pieni di talento, che meriterebbero delle opportunità e fanno fatica ad emergere. È diventato tutto più difficile, c’è molta confusione su cosa fare e una totale sfiducia e negatività quando si pensa al futuro.

Il mio blog nasce dal mio dolore. Ho passato momenti difficili in cui ho messo in discussione le mie scelte universitarie (sono un ingegnere) e ho dovuto ricominciare da 0, sentendomi completamente smarrito e perennemente in ritardo rispetto agli altri. Ho sofferto di depressione, ho vissuto la costante sensazione di non trovare la mia strada e di non essere abbastanza. Così un giorno, dopo l’ennesima litigata con mia madre, mi è venuta in mente questa idea: volevo denunciare tutto lo schifo che subivo, per intenderci.
All’inizio del blog lo racconto (https://ilcandidatoideale.com/chi-e-il-candidato-ideale-ti-presento-il-blog/), era un periodo in cui ero caduto in quella che io definisco spirare di negatività (ovvero quando le cose vanno già male e tu ci metti del tuo per scavarti la fossa). Così una psicologa mi consigliò di scrivere per alleviare il dolore: la scrittura come forma di terapia. E sta funzionando devo dire.

La trasformazione del mio dolore in qualcosa di utile è “Il Candidato Ideale”. Quando ho aperto questo blog avevo ben chiaro fin da subito il mio obiettivo: raccontare la verità sul mondo del lavoro, la verità che nessun HR ha il coraggio di dirti.
Perché purtroppo il mondo del lavoro è caratterizzato principalmente da apparenza e fumo. Tutti lo subiamo e ne facciamo parte, così ho deciso che avrei detto la mia verità basandomi sempre e SOLO su storie vere, ed al momento il mio messaggio sta arrivando a tanti ragazzi alle prime armi (i più ingenui e in
buona fede) e sono contento che le persone in generale stiano apprezzando i miei contenuti.

Come già detto, il tuo blog contiene articoli fantastici perché, oltre che divertenti da leggere, tristemente veri, reali, concreti. Esperienze da te vissute. La mia domanda è dunque questa: con l’evoluzione del tuo sito, c’è stata anche un’evoluzione del tuo modo di raccontare e affrontare le tematiche trattate?

Grazie per questa domanda: decisamente SÌ. Questa cosa l’ho notata io in prima persona: all’inizio ero incazzato nero, volevo solo sfogarmi e gettare merda ovunque (soprattutto sugli HR).
Poi con il tempo ho iniziato a sentire una responsabilità verso gli altri, verso la community che si sta formando e sta crescendo: ho capito che con i miei articoli potevo fare qualcosa di più, qualcosa di utile, aiutare concretamente qualcuno (specialmente i neolaureati e i ragazzi alle prime esperienze).
Di conseguenza credo che la qualità dei miei lavori stia crescendo, ho iniziato a scrivere cose sempre più utili, dedicare sempre più tempo ma soprattutto CUORE a questo progetto, alla ricerca, alle collaborazioni, a letture di
settore
.
Adesso sono contento della direzione che sta prendendo il blog, ma sono solo all’inizio ed ho in mente tantissimi nuovi contenuti per il futuro (e non escludo di evolvere ancora).

Veniamo al cuore del discorso. Anche senza che ti sia stato rilasciato alcun “pezzo di carta” né nessuna ambitissima certificazione, senti che il tuo lavoro sul blog, durante questo orribile periodo di pandemia e disoccupazione, abbia contribuito a “formarti come persona” e a sviluppare “capacità di resilienza”?

Questo blog è stato per me una grande sfida. Volevo dimostrare a me stesso che senza nessuno, senza aiuti e senza raccomandazioni potevo fare qualcosa di buono nella vita.
Ricordo ancora che all’inizio non sapevo nemmeno cosa fosse LinkedIn, mentre ad oggi sono (passami il termine) uno dei “protagonisti” della piattaforma. Quindi assolutamente si, questo progetto mi sta aiutando a formarmi come professionista (il mio sogno è lavorare nel Digital marketing) e in più sto testando in prima persona, sporcandomi le mani, che è la cosa più importante: scrivo i miei post, gli articoli, creo le mie sponsorizzate, guardo gli analytics del
sito: insomma gestire un progetto in autonomia è una gran figata.

Per quanto riguarda la capacità di resilienza, qui tocchiamo un tasto dolente, perché è uno dei termini che odio di più.
Oggi è un termine che fa figo utilizzare in contesti di preparazione del Cv: “Sono una persona resiliente, mi adatto facilmente etc.” tuttavia la cosa che mi viene in mente è questa: i metalli sono resilienti, ovvero si piegano e si adattano alle circostanze, non le persone. Ricordiamocelo.

Quello che posso dirti è che anche io ho avuto ed ho tantissimi momenti difficili, la cosa che mi ha aiutato a “resistere” (termine che preferisco rispetto ad essere resiliente) è stato avere una visione, un progetto mio, capire la direzione in cui andare. Capirli soprattutto in base alla mia persona, alle mie necessità e alla
mia visione del lavoro. Credo che avere chiarezza su quello che si vuole fare nella vita sia la premessa che può permetterti di raggiungere la tua destinazione nonostante le difficoltà che incontri nel percorso.

Sulla stessa falsariga, un Candidato Ideale deve anche avere ottime capacità di lavoro di squadra. In qualche modo, dover fare networking per pubblicizzare il tuo sito ha affinato tali capacità? Credi anche che fronteggiare questo periodo “insieme”, sia virtualmente che da vicino, sia una forza?

Allora, onestamente non ho pubblicizzato molto il mio sito. Ho aperto una pagina fb e una pagina ed un profilo LinkedIn.
Su fb faccio qualche sponsorizzata (ma sono solo agli inizi), su LinkedIn devo dire invece che essendo il social per il lavoro, è il più adatto a me: quindi sto avendo parecchio successo, soprattutto con i contenuti del mio profilo.
Del resto è stato relativamente facile fare il culo agli altri, sai perché? Sono ancora uno dei pochi (se non l’UNICO) che dice la verità sul mondo del lavoro, quella che tutti conosciamo e subiamo passivamente.

Per quanto riguarda la seconda domanda, hai assolutamente ragione: utilizzare i social in questo periodo è servito a tutti e ci ha permesso di stare vicini e non pensare sempre alla pandemia.
Io personalmente sto conoscendo con questo progetto tante persone fantastiche ed interessanti (te compreso). I social network molto spesso sono visti come il male assoluto, ma è sempre nostra la responsabilità di utilizzarli nel modo corretto. Se utilizzati in modo intelligente, portano tanti benefici, collaborazioni ed opportunità.

Ora una domanda più rilassata. C’è un messaggio che senti di voler rivolgere a chi è nella tua stessa situazione?

Sì. Allora la prima cosa come dicevo precedentemente è avere chiarezza su dove si vuole arrivare, sembra scontato ma non lo è.
Faccio il mio esempio: mi hanno inculcato da piccolo l’idea che facendo ingegneria mi sarei realizzato ed avrei avuto il lavoro sicuro. Sai com’è finita? Mi sono laureato per poi capire che odiavo quello che facevo e mi sono ritrovato nella peggiore delle situazioni possibili: in balia delle onde, dei consigli
improvvisati degli altri e nella più totale depressione.

Secondo consiglio: farsi le domande giuste. In questa cosa mi ha aiutato molto il coaching che è una mia grande passione (anche se non vendo corsi come i vari guru di LinkedIn). Ogni volta mi faccio questa domanda: “Come posso fare per…?”, ed è una domanda applicabile in tutti gli ambiti: “Come posso fare
per trovare lavoro? Come posso fare per conquistare la ragazza dei miei sogni? Come posso aiutare i miei lettori? Etc.

Terzo consiglio: Accettare i momenti difficili. Arriveranno, li supererai, e torneranno. È la vita.

Quarto consiglio: Continuare a seguire il Candidato ideale, ovviamente! A proposti, per ringraziarti dell’intervista concludo dando un’anticipazione a te e ai tuoi lettori: sto trattando un tema molto delicato, ovvero quello della “depressione da disoccupazione”.
Nessuno ne ha mai parlato in quest’ottica e voglio essere il primo a farlo. Al momento ho già scritto un primo articolo, ma poi approfondirò anche con l’aiuto di esperti del settore.
P.S. Meno male che questa era la domanda per rilassarsi!

Candidato Ideale, ancora una volta grazie per la tua partecipazione e il contributo.
Sento di voler includere un messaggio personale. Sebbene quello del lavoro sia un nostro diritto che molto spesso viene ignorato o negato, sebbene questa situazione non è qualcosa che ci siamo meritati o abbiamo chiesto, nulla ci impedirà mai di parlarne, di documentarla, di raccontarla e di farci forza a vicenda, sostenendoci e cercando la proverbiale luce alla fine del tunnel.
Credo che questa sia la vera forza che un candidato, anzi Il Candidato Ideale possa e debba dimostrare nell’Italia attuale.
Tengo a includere le tue pagine personali per chi volesse visitarle:

Pagina fb: https://www.facebook.com/ilcandidatoideale/
Blog: https://ilcandidatoideale.com/blog/
Profilo LinkedIn: www.linkedin.com/in/il-candidato-ideale
Pagina LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/il-candidato-ideale-ci/

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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