Quando un personaggio imposto da altri viene divorato dalla storia

Ci sono personaggi che nascono per necessità narrative.
E poi ci sono personaggi che nascono per compiacere qualcuno.

Elise Méthot apparteneva alla seconda categoria.

Non è una colpa morale. È una colpa strutturale.

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Da World of Hearts a Welcome to the Lonnieverse: come ho ripulito, riscritto e potenziato il mio universo narrativo nel 2025

Quest’anno ho fatto pulizia di primavera con la delicatezza di un caterpillar. Il vecchio “World of Hearts” aveva energia, ma anche appendici mosce, coppie imposte, filler che “allungano il brodo”, e soprattutto una dipendenza da un altro autore che, nel frattempo, ha lasciato il tavolo apparecchiato e si è dileguato. Un amico, Alessandro Bolzani, il caro coautore del blog, ha battezzato quelle falle “momenti Bambi”: teneri, sì, ma fuori fuoco mentre il mio mondo parlava di processi, indagini, corruzione e città tra le nuvole.
Risultato: ho rifatto l’impianto elettrico.

Nuovo nome—Welcome to the Lonnieverse—e nuove fondamenta: tre assi portanti (Wolf, Lilith, Saria), continuità tematica (giustizia, potere, verità), final boss solidi, e zero zucchero aggiunto.

Di seguito, come ho messo mano—seriamente—ai personaggi e agli archi. Spoiler: se prima qualcuno “compariva”, adesso agisce.

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Ace Attorney: quando il vero colpevole è… la scrittura – Un’indagine sarcastica sui difetti dei personaggi della serie

C’è chi passa anni a difendere clienti improbabili, chi suda sette camicie dietro al banco dell’accusa, chi si ritrova puntualmente rapito o accusato d’omicidio. Ma dietro il dramma processuale c’è un altro imputato che nessuno cita mai: la penna degli autori.
Ecco un piccolo processo ai personaggi di Ace Attorney, con i loro “reati” di scrittura più evidenti.

Disclaimer: le critiche non sono un attacco ai personaggi, anzi la maggior parte di quelli citati li adoro. Sono solo riflessioni personali 🙂

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Quando il comic relief diventa comic grief – Il caso di Wendy Oldbag

Ci sono personaggi nati per far ridere… e poi ci sono quelli che, a forza di farlo, ti fanno desiderare il tasto “mute”. Wendy Oldbag appartiene gloriosamente a entrambe le categorie: icona comica, spalla irresistibile — e, col tempo, sirena d’allarme del “basta così, grazie”.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 3: Desiderio d’amore 

Disclaimer: questo sarà l’ultimo articolo-riassunto (salvo miei ripensamenti), se siete curiosi di continuare la saga non abbiate esitazioni a contattarmi direttamente (gabrieleglinni@gmail.com) 🙂 ciò detto, iniziamo!

Stavamo all’inizio di Wolf vs Lucious, Lilith e Saria. Il finale della seconda serie.

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Quando l’amore mette a nudo le paure – “A nudo dinanzi a te” ft. Carmela Rosella

Benvenuti su Pillole di Folklore e Scrittura!
Oggi abbiamo il piacere di tornare a parlare con Carmela Rosella, autrice.
Il suo romanzo A nudo dinanzi a te affronta il tema dell’amore con delicatezza e profondità, raccontando la storia di Riccardo e Giulio, due anime opposte che trovano nel loro incontro la possibilità di crescere, scontrarsi e imparare a lasciarsi andare ai sentimenti.

La sinossi:

“Riccardo, timido e introverso, fatica ad integrarsi nel nuovo lavoro. Preso spesso di mira dai colleghi, vede in Giulio, l’ultimo assunto, il suo eroe salvatore. Riservato e pessimista l’uno quanto socievole e ottimista l’altro, si avvicinano proprio grazie alle differenze che li caratterizzano. Ma le ansie e le preoccupazioni di Riccardo gli remano contro, rischiando di distruggere il sentimento che sta iniziando a crescere fra i due. Riuscirà Giulio a far capitolare il testardo Riccardo e farlo innamorare di sé? E ce la farà, quest’ultimo, a mettere da parte le sue paure e iniziare a godere delle cose belle che la vita regala?”

Carmela, bentrovata! Partiamo dalle origini: da dove nasce l’idea di A nudo dinanzi a te e cosa ti ha spinta a raccontare proprio la storia di Riccardo e Giulio?

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 2: Desiderio d’amore 

Dove eravamo rimasti?
Ah sì: Wolf arrestato, Lilith impegnata in un processo militare con un uomo che ha più rimorsi che medaglie, e Riza Bravesoul che si rivela una psicopatica con laurea in strategia narrativa.

Wolf è distrutto. In prigione, tra pensieri suicidi e autocommiserazione, si convince di non valere nulla. Ma Blade e Lilith lo vanno a trovare e gli fanno una proposta: libertà vigilata. La stessa condizione di Lilith.

Un modo per farlo tornare in gioco. Una possibilità per indagare, se non proprio riscattarsi. E così, tra sarcasmo e panini consolatori, il trio riparte… con una nuova recluta: un cane lupo di nome Cheap, ferito, affamato, e adorabile. Letteralmente si presenta con un proiettile in bocca. Sì, non è una metafora.

Cheap diventa il simbolo del caos: un piccolo essere ferito che trova rifugio proprio nello studio di Wolf. Perché? Forse perché, come Lilith spiega, “riconosce le aure”. O forse perché, in qualche modo, “qualcuno” lo ha fatto arrivare. Anche perché il proiettile non sembra casuale.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 1: Desiderio d’amore

Eccoci arrivati. Il caso finale della seconda serie, la fine di tutto e l’inizio di tutto (che pathos!).

Desiderio d’amore fu per me… estremamente impegnativo da scrivere. Sia perché si sente l’atmosfera “da finale” ancora più che ne L’ascesa dell’oscurità (il quinto caso della prima serie), sia perché il magnitudo e le ripercussioni di questo caso permeano tutto ciò che sarà le successive serie.

Anticipo qualche cosa:

  • Parliamo di due investigazioni/processi che si ricongiungono in uno solo, una condotta da Wolf, una da Lilith in parallelo,
  • Dopo questo caso, Wolf non sarà più il protagonista,
  • Dopo questo caso, Wolf non sarà mai più lo stesso, ancor più che dopo la morte di Ayane.

A livello di scrittura, qui diedi il massimo di me stesso, e… ad oggi è il caso preferito di un po’ tutti quelli che hanno letto. Iniziamo.

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Casi extra di Wolf Lonnie Fighting for Truth: Chess Games

Caso extra: la psichiatra assassino, il paziente autistico, l’avvocato depresso e la verità che non arriva mai in orario

C’è un momento nella carriera di ogni avvocato in cui, dopo aver fermato la deriva di una malattia che avrebbe ucciso tutti i criminali mondiali, si ritrova seduto in aula con un caffè stantio e una cliente vestita come un NPC uscito da un indie game su Steam. Benvenuti in “Chess Games”, il caso extra che nessuno aveva chiesto ma di cui, francamente, avevamo bisogno.

Attenzione: l’ho classificato come caso extra di FFT, in realtà è un caso perfettamente a cavallo tra due serie, FFT e ELTT (Eyes, Lies and Trusting Times), infatti Wolf (e Gumshoe) a parte, in questo caso tutti gli altri personaggi non appartengono a me (motivo per cui vedrete poche immagini, e li vedrete tutti segnati con l’asterico*).
Però si tratta lo stesso di un caso che è importante narrare per una vicenda che avrà luogo molto più in là, ovvero Lands of Shallowness.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 2: Il salvatore

La seconda parte di Il Salvatore segna il punto più alto (e più oscuro) di tutta la serie fino a questo momento (escludendo la morte di Ayane probabilmente). Qui Wolf non è solo l’avvocato che conosciamo, ma un uomo trascinato dentro una spirale di verità scomode, vecchi fantasmi e conflitti personali laceranti. Dal processo contro Blade e Alfredo fino allo scontro finale contro chi non avrebbe mai voluto scontrarsi, questa fase del caso è un crescendo di rivelazioni, tensione e dolore emotivo.

Solite premesse di scrittura: il punto in cui arriveremo era la mia “altra idea” per uscire dagli schemi della tipica assistente Ace Attorney. E, lo dico subito, chi ha scritto Dual Destinies grazie al cielo non ha avuto le palle, detto in modo molto grezzo, per ripetere la stessa idea con una certa avvocatessa ginger. Ma l’hanno accarezzata. Capirete subito cosa intendo. Perché, proprio lo scontro finale di questo processo aprirà un’era, per così chiamarla, nel mio universo narrativo.

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