Dove eravamo rimasti?
Ah sì: Wolf arrestato, Lilith impegnata in un processo militare con un uomo che ha più rimorsi che medaglie, e Riza Bravesoul che si rivela una psicopatica con laurea in strategia narrativa.
Wolf è distrutto. In prigione, tra pensieri suicidi e autocommiserazione, si convince di non valere nulla. Ma Blade e Lilith lo vanno a trovare e gli fanno una proposta: libertà vigilata. La stessa condizione di Lilith.
Un modo per farlo tornare in gioco. Una possibilità per indagare, se non proprio riscattarsi. E così, tra sarcasmo e panini consolatori, il trio riparte… con una nuova recluta: un cane lupo di nome Cheap, ferito, affamato, e adorabile. Letteralmente si presenta con un proiettile in bocca. Sì, non è una metafora.
Cheap diventa il simbolo del caos: un piccolo essere ferito che trova rifugio proprio nello studio di Wolf. Perché? Forse perché, come Lilith spiega, “riconosce le aure”. O forse perché, in qualche modo, “qualcuno” lo ha fatto arrivare. Anche perché il proiettile non sembra casuale.
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