Quando l’amore mette a nudo le paure – “A nudo dinanzi a te” ft. Carmela Rosella

Benvenuti su Pillole di Folklore e Scrittura!
Oggi abbiamo il piacere di tornare a parlare con Carmela Rosella, autrice.
Il suo romanzo A nudo dinanzi a te affronta il tema dell’amore con delicatezza e profondità, raccontando la storia di Riccardo e Giulio, due anime opposte che trovano nel loro incontro la possibilità di crescere, scontrarsi e imparare a lasciarsi andare ai sentimenti.

La sinossi:

“Riccardo, timido e introverso, fatica ad integrarsi nel nuovo lavoro. Preso spesso di mira dai colleghi, vede in Giulio, l’ultimo assunto, il suo eroe salvatore. Riservato e pessimista l’uno quanto socievole e ottimista l’altro, si avvicinano proprio grazie alle differenze che li caratterizzano. Ma le ansie e le preoccupazioni di Riccardo gli remano contro, rischiando di distruggere il sentimento che sta iniziando a crescere fra i due. Riuscirà Giulio a far capitolare il testardo Riccardo e farlo innamorare di sé? E ce la farà, quest’ultimo, a mettere da parte le sue paure e iniziare a godere delle cose belle che la vita regala?”

Carmela, bentrovata! Partiamo dalle origini: da dove nasce l’idea di A nudo dinanzi a te e cosa ti ha spinta a raccontare proprio la storia di Riccardo e Giulio?

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Mercoledì 2 – parte 1 – senza (troppi) spoiler

La Nevermore riapre i battenti e Mercoledì è alle prese con un nuovo preside, un subdolo stalker che si aggira nel campus e una sempre minore padronanza dei suoi poteri psichici; inalterata, invece, la sua encomiabile capacità di attirare assassini come la gente comune attira il mal di gola d’estate dopo una notte con l’aria condizionata sparata a palla in stanza.

Questa stagione si presenta con tratti molto più horror: salvo qualche bacio qua e là tra Enid e Bruno, non c’è spazio per quel romanticismo che la stessa Jenna Ortega (ora anche produttrice esecutiva, oltre che starring) aveva dichiarato essere incompatibile con una storia che trova ora una svolta molto più cupa. Gli stessi episodi scorrono velocemente tra un assassinio cruento ed un’indagine paranormale, tra un potere sovrannaturale e una creatura mostruosa.

Stavolta – e l’ho apprezzato – tutta la famiglia Addams è molto più inclusa nella trama rispetto alla prima stagione (dando l’impressione che si tratti meno di uno spin-off e più di una storia incentrata sull’intera famiglia): Pugsley, che ha sviluppato gli stessi poteri di Zio Fester, è ora al suo primo anno alla Nevermore (e, in una sola estate, è diventato alto circa il doppio rispetto a Mercoledì), Morticia e Gomez soggiornano (non a caso) in una dimora nei pressi dell’Academy e persino Lurch, nel ruolo di autista e maggiordomo (che sbriga magistralmente con la sua encomiabile voglia di non vivere), compare più di una volta in ogni episodio.
Ho trovato interessante anche lo sviluppo della dinamica genitoriale madre-figlia tra Morticia e Mercoledì, con la prima ostinata a ostacolare l’incredibile capacità della seconda di catapultarsi in drammi sanguinosi, all’interno di un rapporto – tra le due – parecchio conflittuale.

Insomma, l’impalcatura della serie trasuda di macabro, l’estetica gotica accattiva, quindi come “teen-dramedy” diverte e intriga il giusto nella componente mistery, ma – purtroppo – ammassa personaggi (vecchi e nuovi) e sottotrame in soli quattro episodi: a questo proposito, la divisione della stagione in due parti è quasi frustrante perché stoppa bruscamente il ritmo narrativo, rimandandone il vero sviluppo – la ciccia insomma – alla parte due (data di uscita: 3 settembre).
A questo punto, mi chiedo: non sarebbe stato forse meglio il rilascio settimanale delle puntate? Se l’obiettivo di Netflix era far sì che si parlasse il più a lungo possibile di uno dei suoi prodotti di punta, probabilmente l’avrebbe raggiunto anche ovviando alla divisione in due parti.
Ad ogni modo, sarà solo dopo il 3 settembre che tireremo davvero le somme: il conto alla rovescia è iniziato. Tic..tac..tic..tac..

Due chicche non legate agli eventi narrativi:
La prima stagione è stata girata in Romania; la seconda in Irlanda, permettendo di espandere il “world building” oltre le mura della Nevermore;
Quel visionario di Tim Burton ha firmato la regia del primo e del quarto episodio di questa prima parte di stagione, che si conclude con un finale in hype (e in Hyde) convincente.

A Gotham City non c’è più morale

Ho appena finito di vedere per la seconda volta (a distanza di pochi mesi dalla sua uscita) The Penguin, la serie spin-off ambientata nell’universo narrativo di The Batman rivisitato dal regista statunitense Matt Reeves.
La primissima visione non m’aveva catturato: i tratti dannatamente cupi e lo sviluppo troppo frenetico dei primi quattro episodi mi avevano confuso più che appassionato. Così l’avevo lasciata lì. In stand-by.
Ma, cresciuto a pane e Batman, sapevo che ci sarei tornato; e l’ho fatto. Fosse stato anche solo per non restare indietro con gli eventi rispetto all’uscita del secondo capitolo della saga (di nuovo rimandata, stavolta al 2027, per lo più a causa dei mille impegni di un Robert Pattinson che, diretto da quel genio di Nolan in Tenet, è finalmente riuscito a staccarsi dal volto la maschera glitterata di vampiro bello e impossibile).

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Da libro (o spettacolo teatrale) a soulslike: due opere che potrebbero seguire le orme di Lies of P

Anche se sono passati solo sei mesi e mezzo dall’inizio del 2025, so già con certezza che Lies of P sarà uno dei videogiochi che entreranno a far parte della mia top 5 personale dell’intero anno. Il soulslike di Neowiz Games mi ha conquistato grazie a un gameplay che riprende a piene mani alcuni degli elementi migliori di Bloodborne e Sekiro, unendoli a un paio di trovate originali che contribuiscono a dare un feeling diverso all’avventura (come la possibilità di combinare tra loro armi diverse).

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Quando le parole danzano con la musica – “Ti canto una storia. Racconti e canzoni” ft. Annamaria Esposito

Benvenuti a Pillole di Folklore e Scrittura, lo spazio dove storie, emozioni e creatività si intrecciano. Oggi siamo felici di accogliere Annamaria Esposito, autrice di un’opera originale e intensa: Ti canto una storia. Un libro che è molto più di una raccolta di racconti — è un viaggio narrativo-musicale, dove le canzoni non accompagnano semplicemente le parole, ma diventano parte integrante del racconto. Prepariamoci a scoprire come suoni, emozioni e storie possano fondersi in un’unica esperienza coinvolgente e profonda.

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Yu-Gi-Oh! censurato: quando le pistole spariscono e i cattivi indicano minacciosamente

Chiunque abbia visto Yu-Gi-Oh! da bambino ricorda con affetto le carte brillanti, i duelli epici e… la totale assenza di pistole, sangue, morte, o strangolamenti in diretta. Ma basta aprire un volume del manga originale di Kazuki Takahashi per capire subito che qualcosa non torna. O meglio: qualcosa è stato censurato, addolcito, sminuzzato, bollito e servito con contorno di “amicizia è magia”.

Benvenuti nel meraviglioso mondo della censura televisiva, dove un tizio con una corda al collo diventa solo “molto arrabbiato”, dove le pistole diventano indici minacciosi, e dove un Faraone millenario passa dall’essere un sadico giustiziere psichico a un simpatico life coach egizio.

Nell’articolo a seguire, uno studio di come la rivisitazione della censura possa stravolgere fino alle radici i vibes di un prodotto in origine completamente diverso.

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L’autrice che trasforma le emozioni in parole ft. Sara Colombo

Un anno esatto dalla pubblicazione del suo romanzo d’esordio, “Istantanee dell’anima”, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Sara Colombo, autrice dalla penna sensibile, capace di toccare le corde del cuore con la sua scrittura. Con grande autenticità, Sara ci ha raccontato com’è cambiata la sua vita, cosa l’ha ispirata e quali progetti ha in serbo per il futuro. Un’intervista che è un vero e proprio viaggio tra emozioni, sogni e tanta determinazione.

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Benvenuti a “Edengrado” ft. Enrico Canali

Benvenuti su Pillole di folklore e scrittura, lo spazio dove le parole si intrecciano con i segreti nascosti tra le righe e le storie si svelano a poco a poco. Oggi abbiamo l’onore di ospitare Enrico Canali, autore di Edengrado, un romanzo che promette di scuotere coscienze e svelare verità sepolte sotto la monotonia di una città vuota e fredda. Preparatevi a entrare in un mondo popolato da invisibili, misteri e regali inaspettati.

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Verità nascoste e memorie ingannevoli – “Dakos” ft. Valeria Dainese

Bentornati su Pillole di Folklore e Scrittura, il blog dove storie intense e personaggi indimenticabili si incontrano. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Valeria Dainese, che ci conduce nel cuore di una saga familiare intrecciata a misteri e memorie spezzate. Nel suo romanzo, Dakos, il mito di un eroe si incrina, rivelando verità tanto sconvolgenti quanto liberatorie. Seguiteci nella storia della famiglia Kissamou, tra passato, sogni e segreti che cambiano tutto.

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C’è un racconto di Stephen King che mi tormenta da 23 anni

A dieci anni si è grandi abbastanza per leggere i libri di Stephen King? Probabilmente no. Io di certo non lo ero, ma prima di smarrirmi tra le pagine di “Incubi e deliri” non ne ero consapevole. Mi consideravo un bambino piuttosto a suo agio con l’horror, perché dopotutto avevo iniziato a leggere con “Piccoli Brividi” e, assieme a mio padre, avevo portato a termine Resident Evil 3 sulla prima PlayStation. Diavolo, avevo persino visto un paio di film con il bollino rosso fuori dalla fascia protetta (o almeno le scene iniziali, prima di fuggire via al primo jump scare)! Zombie, vampiri e lupi mannari non mi facevano paura e nei libri non c’era alcunché che potesse saltare fuori dal nulla all’improvviso, quindi mi sentivo pronto ad affrontare il signor King e i parti più diabolici della sua mente.

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