Negli ultimi anni hanno fatto parlare parecchio di sé i retelling di alcune storie classiche. Si tratta di operazioni che mirano a modernizzare o raccontare da un punto di vista differente i miti del passato, le fiabe o alcuni grandi classici della letteratura. Rientrano in questo filone libri come “Circe” di Madeline Miller, la saga “Orfeo” di Luca Tarenzi e “Izzy e Tristan” di Shannon Hale. Gli autori dei retelling intervengono su vari aspetti dell’opera originale, dando spesso vita a un prodotto più un linea con gli standard moderni o che comunque si differenzia parecchio dalla storia originale.
“Antifiabe storiche” di Martina Tasso, pubblicato da PAV Edizioni, porta avanti un esperimento diverso e forse anche più coraggioso: lasciare pressoché intatte le fiabe originali, portandole però in un contesto storico e/o geografico differente e, soprattutto, privandole dell’alone magico che spesso le circonda. Il risultato solo delle antifiabe storiche capaci di spiazzare il lettore e di spingerlo a scervellarsi per trovare dei collegamenti tra uno dei racconti presenti e la fiaba dalla quale trae spunto.
Siccome il libro mi ha colpito tantissimo per la sua originalità, ho deciso di fare delle domande alla sua autrice per conoscerla meglio e scoprire come vive la scrittura.
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