La sospensione dell’incredulità, cos’è e perché è importante conoscerla

Storytelling (Pixabay)

La sospensione dell’incredulità è un tacito patto esistente tra l’autore di un’opera e i suoi fruitori. Chi si approccia a un libro, soprattutto se appartenente a generi come il fantasy o la fantascienza, accetta di credere a quello che lo scrittore gli mostrerà, a patto che sia coerente con quanto narrato fino a quel momento.

Per fare un esempio, chi legge “Il Signore degli Anelli” sa bene che nella realtà non esistono i nani e gli elfi, ma non ha problemi a ritenere plausibile che Arda ospiti un maggior numero di razze rispetto alla Terra. Ciò avviene perché Tolkien ha reso la loro presenza nella sua ambientazione verosimile e coerente con le logiche interne del racconto.

Qual è il limite?

Ma quindi l’autore può fare tutto e il lettore deve farselo andare bene? No, non funziona così. Se Tolkien avesse inserito una scena in cui Frodo trova un carro armato e lo usa per sfondare il Nero Cancello, i lettori si sarebbero infuriati e avrebbero avuto tutte le ragioni del mondo per sentirsi presi in giro. Per funzionare, una storia deve essere coerente e rispettare l’intelligenza di chi la legge. Non si può introdurre di punto in bianco un mezzo corazzato in un racconto che attinge a piene mani dal medioevo e sperare che al lettore stia bene! O meglio, non si può fare senza foreshadowing

Prendiamo per un attimo in considerazione un’ipotetica storia fantasy con un’ambientazione del tutto simile a quella de “Il Signore degli Anelli”, nella quale però sono presenti alcuni indizi che pian piano portano il lettore a ipotizzare l’esistenza di un’antica civiltà molto più progredita di quella attuale. In un contesto simile, il ritrovamento di un carro armato desterebbe molto meno scalpore! Ovviamente il tutto andrebbe contestualizzato per bene, per esempio spiegando come ha fatto il mezzo corazzato a restare integro e funzionante dopo tutti quegli anni, perché il cattivo non l’ha usato a proprio vantaggio ecc. Attenzione: una simile svolta narrativa in un fantasy resterebbe comunque divisiva, a prescindere dalla sua coerenza con la trama complessiva. Quando si esce così tanto dagli schemi bisogna sempre tenere presente la possibile reazione negativa dei lettori e chiedersi se valga la pena correre un rischio simile.

Cosa (non) fare per evitare di rompere la sospensione dell’incredulità

Tornando alla sospensione dell’incredulità, molti autori alle prime armi potrebbero avere dei dubbi su cosa fare per evitare di romperla. La parola d’ordine è una sola: coerenza. Chi scrive deve sempre tenere a mente quali sono le regole che governano il mondo che ha creato e fare tutto il necessario per non infrangerle mai. Nel primo capitolo hai spiegato al lettore che il tuo protagonista può usare la magia solo quando starnutisce? Bene, allora evita di fargli usare degli incantesimi in qualsiasi altro contesto. Come dici? Ti sembra una regola troppo limitante? Allora rendi chiaro nel corso del libro che quello degli starnuti è solo un primo passo nella direzione giusta e che con la pratica diventa possibile usare la magia anche in altre condizioni. Non farlo di punto in bianco durante la battaglia finale, altrimenti il lettore chiuderà il tuo libro e lo butterà nel caminetto! Le incongruenze non piacciono a nessuno, perché danno l’impressione di essere stati presi in giro per tutto il tempo, di aver dedicato fin troppa attenzione a un’opera che non la meritava. Qualche piccola contraddizione può capitare anche all’autore migliore, ma quando si parla di parti importanti della trama bisogna cercare di evitarle a tutti i costi. I colpi di scena, anche i più improbabili, vanno sempre costruiti o perlomeno contestualizzati. Devono esserci degli indizi che rendono quanto avviene plausibile agli occhi del lettore.

Sospensione dell’incredulità e logica interna del racconto

Quando si nomina la logica parlando della sospensione dell’incredulità, qualcuno potrebbe commettere l’errore di prendere fin troppo alla lettera questo termine. La logica a cui si fa riferimento è quella interna al singolo romanzo e segue delle regole diverse da quelle della vita di tutti i giorni. È chiaro che nella realtà sarebbe difficile (se non impossibile) trovare un detective bravo quanto Sherlock Holmes, ma la genialità del personaggio è funzionale alle storie narrate da Doyle, quindi non avrebbe senso criticarla perché improbabile. Nei racconti ci sono sempre (o quasi) elementi fuori dal comune e finché funzionano all’interno del contesto narrativo in cui sono inseriti non ha alcun senso criticarli per la loro eccentricità. Insomma, se tutti i libri si limitassero a raccontare la vita di tutti i giorni, senza nessun guizzo o scintilla, il numero dei lettori sarebbe molto più ridotto!

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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