Pillole di Folklore # 24 – Samhain

Molte persone associano il 31 ottobre solamente alle zucche, ai dolci e ai costumi spaventosi, ma è anche la data in cui si celebra Samhain, una delle feste pagane più importanti. È nota anche come Capodanno celtico e celebra il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale. I colori caratteristici della festa sono l’arancione, associato alla mietitura, e il nero, assimilato invece all’imminente arrivo dell’inverno freddo e buio.

Secondo i celti, durante Samhain il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventava sottile. Erano inoltre convinti che in questo periodo gli esseri magici diventassero visibili e che fossero ostili all’uomo, reo di aver occupato le loro terre. Per tenerli alla larga, i celti rendevano le loro case il meno ospitali possibili e si vestivano da creature mostruose.

Come si può intuire, Samhain ha ispirato la moderna festa di Halloween e forse anche il giorno di Ognissanti.

Per approfondire:

https://www.irlandaonline.com/halloween/samhain/

Pillole di Folklore # 23 – Samael

Nella mitologia ebraica, Samael è un arcangelo di grande importanza a cui vengono attribuiti i ruoli di accusatore, seduttore e distruttore. Il suo nome può significare “veleno di Dio” o anche “castigo di Dio”. Talvolta viene descritto come il braccio armato della divinità, pronto ad agire al suo comando. In altre versioni del mito viene considerato un angelo caduto, ripudiato da Dio per essersi unito carnalmente con le donne umane. Spesso viene associato all’angelo della morte.

Il suo ruolo principale rimane comunque quello di accusare gli uomini di fronte a Dio e di punirli. Secondo alcuni studiosi, fu proprio lui a causare le dieci piaghe d’Egitto.

In una particolare circostanza, Dio ordinò agli arcangeli Michele e Gabriele di prendere l’anima di Mosè e condurla nel cielo. Entrambi rifiutarono l’ordine e allora la divinità assegno l’incarico a Samael. L’angelo della morte accettò la missione, ma quando vide l’anima di Mosè intenta a trascrivere il vero nome di Dio provò una grande paura e comprese che non poteva in alcun modo portarla nel cielo. Tornò indietro a mani vuote e Dio gli ordinò di fare un altro tentativo.

Samael tornò da Mosè, si armò di coraggio ed estrasse dal fodero la propria spada. Non appena lo vide, Mosè si infuriò e iniziò a colpirlo con vari oggetti sui cui aveva inciso il vero nome di Dio. Il profeta costrinse l’arcangelo alla fuga e, utilizzando il potere del nome ineffabile, lo rese cieco e lo privò dell’aureola.

Pillole di Folklore # 22 – Il Nopperabo

Molti Yokai hanno un aspetto mostruoso e basta una rapida occhiata per capire che si tratta di esseri fuori dal normale. Non è questo il caso del Nopperabo. A primo impatto, questo spirito sembra un essere umano del tutto ordinario, in grado di mischiarsi perfettamente con la folla. È solo dopo essersi avvicinato alla vittima che il Nopperabo assume il suo vero aspetto. La sua faccia, fino a quel momento normale, diventa priva di tratti somatici e di organi di senso.

Lo scopo principale di questi spiriti senza volto è spaventare gli esseri umani che incontrano. Spesso si aggirano di notte in vie poco frequentate e spaventano i passanti che incautamente si avvicinano a loro. Si divertono a lavorare in gruppo e a spaventare più volte la stessa vittima nel giro di pochi minuti.

Per ingannare meglio gli esseri umani, talvolta i Nopperabo assumono le sembianze di amici o parenti, rendendo ancora più sconvolgente il momento della trasformazione.

Per approfondire:

http://yokai.wikia.com/wiki/Noppera-B%C5%8D

Pillole di Folklore # 21 – Mabon

Nel neopaganesimo, Mabon è la festa che celebra l’equinozio d’autunno. Prende il nome da Maponos, il dio celtico della giovinezza. Lo scopo della festività è ringraziare la natura per i frutti che ha donato durante la bella stagione e prepararsi per l’inverno, spesso lungo e rigido.

Anche i Celti festeggiavano l’equinozio d’autunno. Come tutte le loro feste, anche questa rappresentava una buona occasione per celebrare il rapporto tra la comunità e la Terra o la Dea Madre.

Pillole di Folklore # 20 – Il Wendigo

Molti miti nascono per scoraggiare comportamenti dannosi per l’intera società. La leggenda del Wendigo non fa eccezione: è stata creata dai nativi americani della regione dei grandi laghi per disincentivare la pratica del cannibalismo.

Questa creatura simile a una belva nasce infatti quando un essere umano consuma per lungo tempo la carne dei suoi simili. Il Wendigo viene spesso associato all’inverno e ciò non deve stupire: era proprio durante la stagione più rigida che il cibo scarseggiava e la tentazione di ricorrere al cannibalismo per sopravvivere diventata sempre più forte.

Gli uomini che si tramutano in un Wendigo assumono delle fattezze bestiali. Il loro aspetto ricorda quello di un terrificante cervo scheletrico in grado di camminare sulle zampe anteriori. Non hanno labbra e le loro zanne aguzze sono sempre visibili. Il loro udito è incredibilmente sviluppato e ciò li rende dei cacciatori pericolosissimi, specialmente di notte. Ciò che li rende ancora più pericolosi è la loro capacità di spostarsi velocemente e di imitare la voce umana.

Per approfondire:

https://www.ranker.com/list/wendigo-facts/lyra-radford

Pillole di Folklore # 19 – Agni

Nella mitologia indiana, Agni è il dio del fuoco, figlio di Dyaus, divinità del cielo, e di Prithvi, divinità della terra. È inoltre un invincibile guerriero, nonché il creatore del luogo della cremazione e del luogo della foresta. È lui a portare alle altre divinità le offerte votive degli uomini. Rappresenta il “fuoco universale” che anima tutti i processi biologici dell’uomo.

Viene rappresentato come un uomo dalla pelle rossa con quattro braccia, tre gambe e due teste. Cavalca sempre un ariete e in mano tiene degli attrezzi utili a ravvivare il fuoco e un cucchiaio usato durante i sacrifici.

Per approfondire:

https://www.britannica.com/topic/Agni

http://www.operaincerta.it/archivio/115/articoli/yoga.html

Pillole di Folklore # 18 – Icaro

Icaro è una delle figure tragiche della mitologia greca più famose. Era il figlio di Dedalo, il creatore del labirinto del Minotauro. Quando Teseo uccise il mostro e salvò Arianna, il Re Minosse accusò Dedalo di averlo aiutato e lo fece imprigionare nella parte più alta del palazzo di Cnosso assieme a Icaro, che a quel tempo era un bambino di soli dieci anni.

Dopo aver passato alcuni giorni nella loro cella senza cibo né acqua, Dedalo escogitò un piano per evadere. Chiese a Icaro di arrampicarsi sul soffitto e di recuperare i favi di un alveare e le penne di alcuni uccelli. Utilizzando quei materiali, il geniale inventore riuscì a creare delle ali di cera per sé e per il figlio. Dopo aver allacciato le ali sulla schiena, padre e figlio si arrampicarono sul davanzale e si gettarono nel vuoto.

Durante il volo, Dedalo raccomandò a Icaro di non volare troppo vicino al sole, altrimenti la cera che teneva insieme le sue ali si sarebbe sciolta facendolo precipitare. Il bambino però era troppo emozionato da quella nuova esperienza e non ascoltò il saggio consiglio del padre. Si avvicinò troppo al sole e, proprio come aveva previsto Dedalo, il calore sciolse la cera e le penne iniziarono a staccarsi una dopo l’altra. Di fronte allo sguardo sgomento del padre, Icaro precipitò in basso e non tornò mai più in cielo. Dedalo continuò a volare verso la Sicilia piangendo la morte del figlio e le Nereidi trasformarono ogni sua lacrima in una perla di saggezza.

Per approfondire:

http://www.ire-land.it/mitologia/personaggi/icaro.html

http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dedalo_icaro/

Pillole di Folklore # 17 – Quetzalcoatl e i Tezcatlipocas

Nella mitologia azteca, Quetzalcoatl è il dio del vento, di Venere, dell’alba, dei mercanti e delle arti, dei mestieri e della conoscenza. Il suo nome può significare “serpente divino” oppure “gemello prezioso”. Egli è infatti il gemello di Xolotl, dio dei lampi e personificazione demoniaca di Venere, la stella della sera.

Esistono varie leggende riguardanti la nascita della divinità. In quella che reputo più interessante, si narra che Quetzalcoatl nacque dall’unione di Ometecuhtli, dio del fuoco, e della sua sposa Omecihuatl, dea della creazione. Lui e i suoi tre fratelli (Tezcatlipoca, Xipe Totec e Huitzilopochtli) sono noti come i Tezcatlipocas, rappresentano i quattro punti cardinali e a ognuno di loro è associato un colore differente. Quetzalcoatl è il Tezcatlipoca bianco e presiede sull’ovest; Huitzilopochtli è il Tezcatlipoca blu e presiede sul Sud; Xipe Totec è il Tezcatlipoca rosso e presiede sull’est; infine sul nord regna il Tezcatlipoca nero, noto semplicemente come Tezcatlipoca.

Secondo la leggenda del quinto sole, narrata da Bernardino de Sahagún (missionario spagnolo del sedicesimo secolo), all’inizio esistevano solo i quattro Tezcatlipoca e furono loro a creare il mondo. A causa del conflitto tra Quetzalcoatl e Tezcatlipoca, il mondo venne creato e distrutto più e più volte. In seguito, i due fratelli riconobbero i loro errori e decisero di appianare le loro divergenze per creare una volta per tutte il mondo.

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Pillole di Folklore # 16 – Il Leviatano

Nella mitologia ebraica il Leviatano è un gigantesco mostro marino dalla forza spropositata. Simboleggia il caos primordiale e nella Bibbia viene utilizzato spesso per rappresentare la potenza divina. Alcuni studiosi delle sacre scritture ritengono che il drago dell’Apocalisse possa proprio essere un Leviatano.

È in grado di sputare fuoco e dalle sue narici esce del fumo. Quando nuota nel mare, l’acqua attorno a lui ribolle. Ha una pelle resistentissima, impossibile da scalfire con le armi create dall’uomo. È in grado di inghiottire momentaneamente il sole e la luna, dando così modo alle forze del male di agire indisturbate nelle tenebre.

Nella Bibbia si narra che durante il quinto giorno della creazione, Dio diede la vita a due Leviatani, uno maschio e uno femmina. Si rese ben presto conto però che le due creature erano troppo pericolose e che una loro possibile unione avrebbe potuto condurre il mondo a una fine alquanto prematura. Uccise quindi il Leviatano femmina e utilizzò la sua pelle per realizzare degli abiti per Adamo ed Eva.

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Pillole di Folklore # 15 – Amaterasu

Nata dalle lacrime di Izanagi, il creatore di tutte le divinità giapponesi, Amaterasu è la dea del sole e regna sul dominio del cielo. È legata anche alla coltivazione del riso, all’allevamento dei bachi da seta e alla tessitura. È una delle dee più importanti della religione shintoista e ogni 17 luglio si tengono delle processioni in suo onore lungo tutte le strade del Giappone.

Suo fratello Susanoo è il dio del mare e delle tempeste. Inizialmente i due fratelli regnavano in armonia sulla piana celeste, ma col passare del tempo Amaterasu iniziò a provare sempre più rabbia per le calamità naturali causate da Susanoo. Decise quindi di rifugiarsi all’interno di una grotta, privando il mondo della luce del sole. Per convincerla a ritornare nel cielo, le altre divinità organizzarono una grande festa e appesero uno specchio all’ingresso della grotta. Incuriosita dalla musica e dalle risate, Amaterasu guardò fuori dalla caverna, vide il proprio riflesso nello specchio e rimase abbagliata dalla bellezza del suo corpo.

La dea ritornò nella volta celeste, restituendo al mondo la luce del sole. Suo fratello, invece, venne cacciato.

Il 21 dicembre, in Giappone, si celebra ancora oggi l’uscita di Amaterasu dalla caverna.

Per approfondire:

http://www.sapere.it/enciclopedia/Amaterasu.html

https://www.ancient.eu/Amaterasu/