“Narrare il sogno degli intercessori” – Il saggio di Federico Maestri su Final Fantasy X (segnalazione)

Buongiorno a tutti, cari lettori!
Oggi, per la prima volta in assoluto, ho il piacere di segnalarvi un libro che ho avuto la fortuna di veder nascere in qualità di beta reader. Si tratta di “Narrare il sogno degli intercessori – Lore, world building e stile comunicativo di una storia fantasy efficace” ed è un saggio dedicato agli aspetti narrativi di Final Fantasy X, uno dei capitoli più amati della saga ideata da Hironobu Sakaguchi.


Federico Maestri ha messo il gioco sotto la lente di ingrandimento, andando a svelare ogni dinamica della sua complessa struttura narrativa in modo preciso, chiaro ed esaustivo. Nel saggio troverete dei capitoli dedicati ai personaggi più importanti dell’avventura (da Tidus a Seymour, passando per Yuna, Auron, Wakka ecc.), al credo di Yevon e al suo profondo impatto sulla cultura di Spira, a Zanarkand e a tanti altri elementi che hanno reso unico il decimo capitolo di Final Fantasy. Le analisi presenti nel testo si basano sugli insegnamenti di scrittori, sceneggiatori e saggisti come Joseph Campbell, Christopher Vogler, Brandon Sanderson e Robert McKee. Durante la lettura sarà dunque possibile scoprire (o approfondire) concetti come “il viaggio dell’eroe”, “la semina e il raccolto” e “le leggi sulla magia”.

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“Storia generale dei pirati Vol.3” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

Prosegue il nostro viaggio tra le pagine della “Storia Generale dei Pirati”. Dopo aver parlato di due dei predoni del mare più famosi di sempre, Henry Every e Edward “Barbanera” Teach, è arrivato il momento di concentrarsi su due figure meno note, ma non per questo poco importanti: Stede Bonnet ed Edward England. Sono proprio loro i protagonisti del terzo volume edito da Edizioni Haiku.

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Dark Souls 1 – Lore e segreti nascosti

Chi non ha mai sentito parlare di Dark Souls e della sua indubbia fama di essere il più difficile e dispersivo del genere dei giochi di ruolo? Ebbene sì, dagli oscuri vicoli della Città dei Non Morti ( Undead Burg) alla splendente residenza degli Dei Anor Londo, si cela una fitta trama.


Dark Souls è un gioco di azione fantasy sviluppato da FromSoftware sotto la direzione di Hidetaka Miyazaki. Ed è proprio in questo gioco che la genialità di Miyazaki viene fuori: la storia non è narrata da nessun NPC, il protagonista (chosen undead) non parla nemmeno. Durante il gameplay il giocatore viene a conoscenza di piccoli hint dalla descrizione degli oggetti in gioco, droppabili e comprabili. In questa sezione descriverò la storia di Dark Souls e le epoche che hanno contraddistinto il gioco. Nei prossimi articoli esaminerò ogni zona del gioco, il destino dei suoi abitanti e le figure rilevanti, tra cui i quattro cavalieri di Gwyn (Ornstein, Artorias, Ciaran, Gough).

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Toumayhem, disponibile la demo della visual novel di Crescendo

Qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare Crescendo, una giovane sviluppatrice con la passione per le visual novel. Durante la nostra chiacchierata ha menzionato Toumayhem, uno dei progetti a cui tiene di più e che sta portando avanti ormai da alcuni anni. Sono lieto di potervi comunicare che nel frattempo i lavori sul gioco sono arrivati a buon punto, tanto che da oggi, giovedì primo luglio, è disponibile una demo gratuita (in italiano e in inglese), perfetta per avere un primo assaggio dell’esperienza. Potete trovarla qui: https://crescendo.itch.io/toumayhem

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“…sarà perduto per Sempre.” – Commento all’episodio 3×35 di Luxastra

È difficile approcciarsi a un episodio come il 3×35 di Luxastra.
Non solo per la lunghezza (quasi due ore e mezza), ma anche per la mole di contenuti. Per semplificarmi la vita, stavolta non analizzerò l’episodio scena per scena, ma mi limiterò a parlare dei momenti che mi hanno colpito di più, cercando di rendere giustizia con le mie parole alla sconfinata gamma di emozioni che ho provato durante la visione. Non sarà facile.

Ogni storia ha una fine

Partire dalla morte di Letho mi sembra quasi un obbligo morale. La fine del personaggio è avvenuta ancora prima del terzo tiro salvezza, per mano di Dandelion, e ha rappresentato una delle sequenze più emozionanti di tutta la campagna. La disperazione di Shiran e Dalia, l’incredulità di Hann e il dialogo finale col Re Corvo sono stati dei momenti in game potentissimi, che hanno messo a dura prova i miei dotti lacrimali. La vera batosta, però, è arrivata dopo, con la commozione vera e tangibile di tutte le persone sedute al tavolo. La scelta di non tagliare le loro reazioni alla morte di Letho è stata perfetta e ha reso ancora più struggente l’addio al personaggio.
Sono crollato anche in altri due momenti: quando Hann ha coperto il cadavere di Letho con la coperta e quando l’inquisitore ha sfruttato il potere del Re Corvo per trasmettere un ultimo messaggio d’addio a tutti i suoi compagni d’avventura. Tommaso ha dato il massimo nella sua scena finale, dimostrando ancora una volta di essere cresciuto tantissimo come giocatore. Accoglierei più che volentieri un suo ritorno nel cast di Luxastra, ma solo nel caso in cui decidesse di portare scena un personaggio diverso. Dopo un addio simile, riportare in vita Letho, in qualsiasi modo, sarebbe un errore madornale dal punto di vista narrativo. Annullare la sua morte significherebbe impedire alle successive di avere lo stesso impatto e sarebbe un delitto.

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La casa editrice Edizioni Haiku ft. Valerio Carbone

Benvenuti! In questo articolo d’intervista, uno dei fondatori della casa editrice Edizioni Haiku, ha accettato di partecipare a una breve intervista, presentandoci questa bellissima realtà e il lavoro che svolge.

Per cui, grazie ancora per la tua partecipazione, Valerio! Onorati di averti in Pillole di Folklore e Scrittura!

Com’è nata la tua passione per la scrittura, e qual è stato il percorso che ti ha portato a fondare Haiku Edizioni?

Credo di avere sempre ricercato forme espressive, e la scrittura è stata sicuramente una delle prime. Come hai giustamente sottolineato: è stata una passione, grande, che poi, con il tempo, lo studio e la dedizione, è diventata qualcosa di più. Il primo momento di questo percorso può essere rappresentato proprio dalla fondazione di Edizioni Haiku. Era il 2010, e con il mio amico Flavio Carlini condividevo la passione per la scrittura e una forte incoscienza: volevamo creare un progetto, una “casa” editrice che potesse raccogliere voci simili alla nostra, ma anche dissimili, per un certo senso: qualcuno che avesse comunque qualcosa da dire e da raccontare. L’idea di Edizioni Haiku è nata nella Facoltà di Filosofia di Tor Vergata. Pian piano ha preso forma, assumendosi la responsabilità di rispondere alle esigenze del reale.

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“…Non verrà salvato…” – Commento all’episodio 3×34 di Luxastra

Tutti i viaggi prima o poi finiscono, anche quelli meno piacevoli.

Gli ultimi giorni in questa città maledetta non sono stati certo una passeggiata, ma ora che tutto sta per concludersi provi un po’ di malinconia. Sai già che, nonostante gli incessanti battibecchi, ti mancheranno i tuoi compagni di viaggio. Il nano burbero ha dimostrato di avere un cuore d’oro e la macchina da guerra si è rivelata molto più umana del previsto. Quanto all’orco appiccicoso, sai già che di lui non ti libererai con facilità. Per quanto chiassoso e incapace di rispettare i tuoi spazi resta pur sempre un tipo simpatico e… alla mano.

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“Tutto ciò che…” – Commento all’episodio 3×33 di Luxastra

Per quanto si cerchi di evitare uno scontro, prima o poi arriva il momento di mettere mano alla spada.
Che tu sia pronto o meno, quando la battaglia inizia non puoi fare altro che salutare i tuoi cari e pregare le divinità di vivere abbastanza a lungo da rivederli.
Mentre attendi il nemico con i nervi a fior di pelle, ti volti a guardare le persone che lotteranno al tuo fianco. Alcune non le conosci, ma con altre hai condiviso gioie e dolori, trionfi e sconfitte. Scrutando i loro visi, così familiari, non puoi fare a meno di chiederti quanti di loro usciranno vivi da quell’inferno di carne e acciaio. Ti soffermi sui loro occhi e speri con tutte le tue forze di non doverli chiudere prima dell’alba.

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La brusca frenata di The Flash – una critica alla serie televisiva

The Flash (2014) è una serie televisiva incentrata sull’omonimo eroe dei fumetti.
Sin dalla prima volta che mi è stato raccomandato, non potei staccare gli occhi dallo show. Faccio presente che chi scrive è uno incapace di fare bingewatching.

Venni rapito dal trio Barry/Caitlin/Cisco, dall’enigmatico Harrison Wells, dalle sequenze ad alta velocità (superpotere che mi piace da impazzire).
Forse, più di tutto, ciò che più mi colpì fu l’idea di introdurre l’elemento dei viaggi temporali e di incorporarlo alla trama stessa tramite il villain Reverse Flash, uno degli antagonisti che più ho amato in tutte le serie televisive.
Reverse Flash è infatti nato nel distante futuro: a causa di una serie di avvenimenti, si crea in lui un profondo odio verso Flash.
Nella serie televisiva, Reverse Flash, proprio durante una delle sue battaglie contro Flash, rimane bloccato nel passato e si trova costretto a divenire il mentore del suo nemico e del suo team, instaurando così un complicato rapporto di amore-odio davvero gustoso e intrigante da seguire.

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“Storia generale dei pirati Vol.2” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

È pressoché impossibile parlare dei pirati senza menzionare il più famoso di tutti i tempi: Barbanera. Edward Teach, così si chiamava, fu uno dei lupi di mare più bravi a curare la propria “immagine”, arrivando a mettere in piedi quella che al giorno d’oggi potremmo definire una vera e propria operazione di “personal branding”. Anche se era meno efferato rispetto ad altri pirati, il timore che incuteva era tale da spingere le menti più semplici a vederlo come il diavolo in persona e quelle più acute a evitare con cura ogni contatto con lui. Oltre a essere un ottimo stratega, poteva contare su un fisico imponente, reso ancora più minaccioso dalla lunghissima barba corvina e dalle finte micce che era solito accendere sotto il capello prima di ogni battaglia. Tutti questi accorgimenti contribuivano al successo dei suoi arrembaggi e accrescevano la sua fama tra i pirati, i nobili e le persone comuni. Non stupisce, dunque, che col passare del tempo Barbanera sia diventato un’icona dell’era d’oro della pirateria.

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