La fantasia come ancora di salvezza ft. Andrea Riccardo Gasparoni

Scrivere libri rivolti ai più giovani significa spesso confrontarsi con i problemi tipici di chi frequenta la scuola. Tra questi, purtroppo, c’è anche il bullismo, fenomeno nel quale è più facile incappare se si soffre di un disturbo dell’apprendimento come la dislessia. Nella sua saga fantasy “Ingenium”, edita da PAV Edizioni, Andrea Riccardo Gasparoni mette il lettore nei panni di Elio Ricci, un giovane studente delle medie che ha difficoltà nella lettura e viene tormentato dai suoi compagni di classe. A rendere meno grigie le sue giornate ci pensa Zeus, un cane che magicamente prende vita dopo che l’ha disegnato su un foglio per condurlo fino a Ingenium, un mondo fantastico nel quale il bambino vivrà mille avventure.

Per conoscere meglio Ingenium (ma anche la saga “Storie delle Terre Unite”, uscita prima delle ultime fatiche letterarie di Andrea Riccardo Gasparoni), oggi intervisterò il suo autore.

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All’avventura assieme alla gilda di Wagham ft. Paolo Ferrante

Dungeons & Dragons è, con ogni probabilità, il gioco di ruolo da tavolo più famoso di sempre. Nel corso degli anni svariati scrittori si sono ispirati alle avventure vissute assieme agli amici per trovare materiale per le proprie storie, portando sulle proprie pagine personaggi e situazioni fino a quel momento note solo a poche persone. È più raro imbattersi in un autore che abbia contribuito in modo concreto a espandere l’universo di gioco, realizzando un intero manuale di ambientazione che tutti possono utilizzare per diversificare le campagne con tanti elementi diversi, come incantesimi, oggetti e talenti. Paolo Ferrante si è cimentato proprio in un’impresa di questo tipo, creando “Wagham”, un manuale del mondo pensato per arricchire in modo consistente l’esperienza dei giocatori della quinta edizione di D&D. All’opera ha contribuito Giulia Carafa in qualità di artista.

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Tra connessione con la natura e indipendenza ft. Monica Tomaino

“Paese che vai, usanze che trovi” è un detto piuttosto accurato, perché del resto nel corso dei secoli ogni comunità ha sviluppato tradizioni e riti differenti, non sempre facili da capire subito per chi proviene da un contesto diverso. A volte però anche chi vive fin dalla nascita all’interno di una specifica cultura può fare fatica a comprendere lo scopo di alcune delle regole che deve rispettare. È il caso di Alaya, la protagonista dell’omonimo romanzo epic fantasy di Monica Tomaino pubblicato nel 2025 da PAV Edizioni: la giovane kupua, pur amando alcuni aspetti della società nella quale vive, ne trova altri soffocanti, come l’usanza del matrimonio combinato. Lei vorrebbe essere libera e indipendente come gli animali che studia e osserva ogni giorno per migliorare le sue abilità da mutaforma, ma il tempo scorre inesorabile anche sull’isola di Kihi e neppure una ribelle come Alaya può sottrarsi ai propri doveri. Tuttavia il destino ha in serbo per lei una grande avventura…

Per conoscere meglio Alaya (sia il personaggio che il libro), oggi farò qualche domanda alla sua creatrice. Ciao Monica e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! Leggendo “Alaya” ho trovato vari spunti di riflessione sugli stereotipi di genere, soprattutto per quando riguarda l’impossibilità di prendere alcune decisioni in autonomia nella comunità in cui vive la protagonista. Hai scritto la storia anche per lanciare uno specifico messaggio ai lettori?

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L’elleboro tra leggende e linguaggio dei fiori – Pillole di Folklore #82

Come altri fiori potenzialmente velenosi, anche l’elleboro, nelle dosi giuste, può essere usato in medicina per guarire alcuni stati alterati.

Nella mitologia greca, un guaritore di nome Melampo riuscì a curare dalla follia le figlie di Preto, il re di Tirinto, mescolando l’elleboro all’acqua della fonte dalla quale si abbeveravano. Nel corso dei secoli, anche grazie a questa leggenda, la pianta divenne famosa come rimedio per le malattie mentali.

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La genesi di un dark fantasy vittoriano ft. Emanuele Zammarchi

Benvenuti a una nuova intervista di Pillole di Folklore & Scrittura! Oggi vi porto con me nell’Inghilterra dell’età vittoriana. Per arrivare lì non servono un Tardis o una Delorean, basta iniziare a sfogliare le pagine di “Pelle di pietra”, romanzo dark fantasy di Emanuele Zammarchi pubblicato da PAV Edizioni. Una volta oltrepassata la copertina si arriva a Dullton, una città immaginaria che, proprio come la Londra del passato, è attraversata di continuo da carrozze. Tra di esse ce n’è una molto particolare: è guidata da Balthazar Butler, vetturino il cui corpo è ricoperto da una peculiare pelle di pietra, e non si ferma per tutti i clienti. Solo chi viene scelte dal Nascosto, entità sovrannaturale udibile solo dal protagonista, può sperare di salire a bordo.

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“Descend-ent” di Gabriele Glinni – Recensione

Dopo aver letto e apprezzato Ascend-ent nel 2022, mi sono approcciato a Descend-ent, il secondo libro di Gabriele Glinni, con delle aspettative piuttosto alte e sono lieto di poter dire che sono state soddisfatte al 100%.

Il romanzo propone un percorso affascinante nella psiche di Will Grayson, un uomo che, pur avendo una vita apparentemente perfetta, prova un perenne senso di insoddisfazione, come se gli mancasse ancora un pezzo per essere completo e non sapesse dove cercarlo. Tutto cambia quando si ritrova a vivere un’esperienza sovrannaturale e ha l’opportunità non solo di scavare dentro se stesso, ma anche di intraprendere un percorso di degenerazione morale che poco per volta lo porta a mettere in dubbio il percorso compiuto fino a quel momento e il suo ruolo all’interno della società.

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Alla scoperta del regno dei sogni ft. Giuseppe Pizzimenti

Avete mai avuto la sensazione di aver smesso di sognare? Può capitare a tutti di svegliarsi ogni tanto al mattino senza alcun ricordo delle proprie esperienze oniriche. Normalmente si tende a non dare troppo peso alla faccenda, però quando l’assenza di sogni si protrae per lunghi periodi (settimane o persino mesi) subentra un po’ di inquietudine. Nella realtà è piuttosto improbabile passare una notte intera senza sognare (semplicemente i sogni fatti in alcune fasi del sonno tendono a restare meno impressi nella memoria), tuttavia nella finzione è possibile che esista un personaggio davvero incapace di vivere delle esperienze oniriche.

“SOMNIUM – Il regno dei sogni”, romanzo di Giuseppe Pizzimenti pubblicato da PAV Edizioni, ha per protagonista proprio un bambino incapace di sognare. Si chiama Haron e nel corso del libro dovrà affrontare una straordinaria avventura a Somnium, un regno magico fatto di sogni, per impedire al malvagio Oblivius di condannare l’umanità intera a una vita di incubi.

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Sull’orlo di un Abisso sottile ft. Flavia Ricci

Ferisce più la penna o la spada? Dipende dai punti di vista. Sicuramente per Light Yagami la risposta giusta è la prima, mentre Darth Maul potrebbe avere un’opinione differente, soprattutto dopo l’incontro ravvicinato con una certa lama laser blu. È proprio l’assenza di una risposta univoca a rendere il quesito affascinante. Sfogliando le pagine di “Abisso sottile – La penna e la spada”, romanzo epic fantasy di Flavia Ricci pubblicato da PAV Edizioni, si vedono benissimo in azione sia la penna che la spada, ben rappresentate dal protagonista, il poeta Daeron, e dal suo fratello gemello, il comandante Druan. Tra i due sembrerebbe il secondo il più incline a cambiare le sorti della guerra tra le due fazioni separate dall’Abisso, ma il destino ha in serbo qualcosa di inaspettato per le creazioni del fratello che vive per la scrittura…

Per comprendere meglio la nascita e lo sviluppo di “Abisso sottile”, oggi intervisterò la sua autrice! Ciao Flavia e benvenuta sulle pagine di Pillole di Folklore e scrittura. In “Abisso sottile – La penna e la spada” il mondo fantasy nel quale si svolge la storia entra in contatto con l’universo narrativo immaginato da Daeron, il protagonista, creando un po’ un effetto matrioska. È stato complicato gestire l’intreccio partendo da delle premesse simili?

A tratti sì. Non avevo una trama da seguire ma a un certo punto ho capito dove volevo arrivare. Il problema era far convergere situazioni che sembravano mutualmente esclusive e questo proprio a causa delle dinamiche tra i due mondi. Detta così è un po’ criptica ma non posso aggiungere altro.

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Il film di Chainsaw Man merita di essere visto?

Risposta breve: “Sì, corri al cinema!”

La risposta lunga la trovate nelle prossime righe, che spero potranno convincervi a dare una possibilità alla pellicola tratta dal manga di Tatsuki Fujimoto!

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L’iris tra leggende e linguaggio dei fiori – Pillole di Folklore #81

Secondo una leggenda, Luigi VII scelse di rendere l’iris l’emblema del suo regno dopo averlo visto in un campo in seguito a una battaglia vittoriosa. Pertanto fu chiamato “fleur-de-Louis”, ma a causa della somiglianza con il fiore del giglio “fleur-de-lys” si creò una certa confusione e alla fine fu quest’ultimo a essere usato, nel Medioevo, come simbolo della monarchia francese.

Nella mitologia greca, Iris era il nome della messaggera degli dei. Proprio come Ermes, anche lei accompagnava le anime dei defunti nell’oltretomba, però si occupava solo delle donne. Fu lei a sciogliere l’anima di Didone morente e a scortare la prima regina di Cartagine nell’Ade. Iris era anche la personificazione dell’arcobaleno, che portava il suo nome.

In base alla variante, l’iris può avere dei significati diversi nel linguaggio dei fiori: fatalità (iris di faraone), amore desolato (fimbriata), buona notizia (pratense), incendio amoroso (tedesca), desolazione (tuberosa).