“Descend-ent” di Gabriele Glinni – Recensione

Dopo aver letto e apprezzato Ascend-ent nel 2022, mi sono approcciato a Descend-ent, il secondo libro di Gabriele Glinni, con delle aspettative piuttosto alte e sono lieto di poter dire che sono state soddisfatte al 100%.

Il romanzo propone un percorso affascinante nella psiche di Will Grayson, un uomo che, pur avendo una vita apparentemente perfetta, prova un perenne senso di insoddisfazione, come se gli mancasse ancora un pezzo per essere completo e non sapesse dove cercarlo. Tutto cambia quando si ritrova a vivere un’esperienza sovrannaturale e ha l’opportunità non solo di scavare dentro se stesso, ma anche di intraprendere un percorso di degenerazione morale che poco per volta lo porta a mettere in dubbio il percorso compiuto fino a quel momento e il suo ruolo all’interno della società.

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Alla scoperta del regno dei sogni ft. Giuseppe Pizzimenti

Avete mai avuto la sensazione di aver smesso di sognare? Può capitare a tutti di svegliarsi ogni tanto al mattino senza alcun ricordo delle proprie esperienze oniriche. Normalmente si tende a non dare troppo peso alla faccenda, però quando l’assenza di sogni si protrae per lunghi periodi (settimane o persino mesi) subentra un po’ di inquietudine. Nella realtà è piuttosto improbabile passare una notte intera senza sognare (semplicemente i sogni fatti in alcune fasi del sonno tendono a restare meno impressi nella memoria), tuttavia nella finzione è possibile che esista un personaggio davvero incapace di vivere delle esperienze oniriche.

“SOMNIUM – Il regno dei sogni”, romanzo di Giuseppe Pizzimenti pubblicato da PAV Edizioni, ha per protagonista proprio un bambino incapace di sognare. Si chiama Haron e nel corso del libro dovrà affrontare una straordinaria avventura a Somnium, un regno magico fatto di sogni, per impedire al malvagio Oblivius di condannare l’umanità intera a una vita di incubi.

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Sull’orlo di un Abisso sottile ft. Flavia Ricci

Ferisce più la penna o la spada? Dipende dai punti di vista. Sicuramente per Light Yagami la risposta giusta è la prima, mentre Darth Maul potrebbe avere un’opinione differente, soprattutto dopo l’incontro ravvicinato con una certa lama laser blu. È proprio l’assenza di una risposta univoca a rendere il quesito affascinante. Sfogliando le pagine di “Abisso sottile – La penna e la spada”, romanzo epic fantasy di Flavia Ricci pubblicato da PAV Edizioni, si vedono benissimo in azione sia la penna che la spada, ben rappresentate dal protagonista, il poeta Daeron, e dal suo fratello gemello, il comandante Druan. Tra i due sembrerebbe il secondo il più incline a cambiare le sorti della guerra tra le due fazioni separate dall’Abisso, ma il destino ha in serbo qualcosa di inaspettato per le creazioni del fratello che vive per la scrittura…

Per comprendere meglio la nascita e lo sviluppo di “Abisso sottile”, oggi intervisterò la sua autrice! Ciao Flavia e benvenuta sulle pagine di Pillole di Folklore e scrittura. In “Abisso sottile – La penna e la spada” il mondo fantasy nel quale si svolge la storia entra in contatto con l’universo narrativo immaginato da Daeron, il protagonista, creando un po’ un effetto matrioska. È stato complicato gestire l’intreccio partendo da delle premesse simili?

A tratti sì. Non avevo una trama da seguire ma a un certo punto ho capito dove volevo arrivare. Il problema era far convergere situazioni che sembravano mutualmente esclusive e questo proprio a causa delle dinamiche tra i due mondi. Detta così è un po’ criptica ma non posso aggiungere altro.

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Il film di Chainsaw Man merita di essere visto?

Risposta breve: “Sì, corri al cinema!”

La risposta lunga la trovate nelle prossime righe, che spero potranno convincervi a dare una possibilità alla pellicola tratta dal manga di Tatsuki Fujimoto!

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L’iris tra leggende e linguaggio dei fiori – Pillole di Folklore #81

Secondo una leggenda, Luigi VII scelse di rendere l’iris l’emblema del suo regno dopo averlo visto in un campo in seguito a una battaglia vittoriosa. Pertanto fu chiamato “fleur-de-Louis”, ma a causa della somiglianza con il fiore del giglio “fleur-de-lys” si creò una certa confusione e alla fine fu quest’ultimo a essere usato, nel Medioevo, come simbolo della monarchia francese.

Nella mitologia greca, Iris era il nome della messaggera degli dei. Proprio come Ermes, anche lei accompagnava le anime dei defunti nell’oltretomba, però si occupava solo delle donne. Fu lei a sciogliere l’anima di Didone morente e a scortare la prima regina di Cartagine nell’Ade. Iris era anche la personificazione dell’arcobaleno, che portava il suo nome.

In base alla variante, l’iris può avere dei significati diversi nel linguaggio dei fiori: fatalità (iris di faraone), amore desolato (fimbriata), buona notizia (pratense), incendio amoroso (tedesca), desolazione (tuberosa).

La protea tra leggende e linguaggio dei fiori – Pillole di Folklore #80

La protea è un fiore che rappresenta il cambiamento, l’originalità, il coraggio, la forza e la perseveranza. Il suo nome deriva da Proteo, il dio greco contraddistinto dalla capacità di cambiare forma a piacimento. Proprio come la divinità, anche il fiore subisce delle metamorfosi nel corso del suo ciclo vitale, diventando irriconoscibile. Un’altra caratteristica in comune con Proteo è la capacità di sopravvivere in ambienti ostili, che l’ha reso un simbolo della capacità di adattarsi.

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La mia fanfiction su Ace Attorney era un mezzo disastro

Proprio come Gabriele, in passato pure io ho dedicato tempo ed energie a una fanfiction incentrata su Ace Attorney, serie di videogiochi che mi porto nel cuore da quando avevo 15 anni. Tra il 2007 e il 2010 ho portato avanti in modo discontinuo le avventure del giovane avvocato Justin Shield e dei suoi nemici e alleati, senza però arrivare mai a un finale vero e proprio. Se Gabriele ha avuto la pazienza e la costanza di partire da una “semplice” fanfiction e trasformarla poco per volta in un’opera più grande e complessa, io a un certo punto mi sono arreso, lasciando tante storyline senza una conclusione, forse sopraffatto dall’enormità di un progetto del quale, a conti fatti, avevo scritto a malapena il 20% (a essere ottimisti).

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Da libro (o spettacolo teatrale) a soulslike: due opere che potrebbero seguire le orme di Lies of P

Anche se sono passati solo sei mesi e mezzo dall’inizio del 2025, so già con certezza che Lies of P sarà uno dei videogiochi che entreranno a far parte della mia top 5 personale dell’intero anno. Il soulslike di Neowiz Games mi ha conquistato grazie a un gameplay che riprende a piene mani alcuni degli elementi migliori di Bloodborne e Sekiro, unendoli a un paio di trovate originali che contribuiscono a dare un feeling diverso all’avventura (come la possibilità di combinare tra loro armi diverse).

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Il ciliegio, il crisantemo e la dulcamara tra leggende e linguaggio dei fiori – Pillole di Folklore #79

I fiori del ciliegio rappresentano la cortesia. In Giappone simboleggiano anche la grazia, l’integrità morale e la modestia. Hanno però anche dei significati negativi: morte, violenza e brevità della vita (di cui la durata ridotta del loro ciclo vitale è un esempio). In Cina, invece, sono associati alla bellezza femminile.

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C’è un racconto di Stephen King che mi tormenta da 23 anni

A dieci anni si è grandi abbastanza per leggere i libri di Stephen King? Probabilmente no. Io di certo non lo ero, ma prima di smarrirmi tra le pagine di “Incubi e deliri” non ne ero consapevole. Mi consideravo un bambino piuttosto a suo agio con l’horror, perché dopotutto avevo iniziato a leggere con “Piccoli Brividi” e, assieme a mio padre, avevo portato a termine Resident Evil 3 sulla prima PlayStation. Diavolo, avevo persino visto un paio di film con il bollino rosso fuori dalla fascia protetta (o almeno le scene iniziali, prima di fuggire via al primo jump scare)! Zombie, vampiri e lupi mannari non mi facevano paura e nei libri non c’era alcunché che potesse saltare fuori dal nulla all’improvviso, quindi mi sentivo pronto ad affrontare il signor King e i parti più diabolici della sua mente.

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