Dragon Ball vs Dragon Ball Abridged: un confronto tra originale e parodia

L’universo di Dragon Ball ha affascinato milioni di fan in tutto il mondo sin dal suo debutto negli anni ’80, diventando una pietra miliare nella cultura pop. Tuttavia, un fenomeno parallelo ha catturato l’attenzione degli appassionati: le versioni “Abridged”, ovvero parodie che condensano, reinterpretano e ridimensionano l’opera originale con un tocco comico e spesso irriverente. Tra queste, Dragon Ball Z Abridged di Team Four Star si distingue per il suo enorme successo, al punto da influenzare l’immaginario collettivo su personaggi e narrativa. Ma cos’è una versione Abridged? E come si confronta con l’originale? In questo articolo esploreremo le differenze principali, mettendo in luce pregi e difetti di entrambe le opere, compiendo un’analisi a livello di scrittura.

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In media veritas: elogio alle recensioni a tre stelle

Premessa doverosa: non sono per nulla un sostenitore del sistema di valutazione da una a cinque stelle che va per la maggiore su Internet. Lo trovo limitato e spesso fuorviante, soprattutto perché ognuno sembra usarlo in modo diverso. Inoltre, non aiuta che in alcune realtà aziendali qualsiasi valutazione inferiore alle cinque stelle sia considerata negativa e che, in generale, in occidente si tenda spesso a usare solo gli estremi della scala, scordandosi del tutto dei giudizi intermedi.

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Dieci Giorni in Manicomio: L’Inchiesta di Nellie Bly che ha cambiato il giornalismo

Ultimamente in Italia si parla spesso della legittimità dell’inchiesta giornalistica. Più precisamente, ci si chiede se l’inchiesta giornalistica sotto copertura possa essere considerata legittima al giorno d’oggi. La risposta è ovvia: finché l’Italia continuerà ad essere una democrazia, le inchieste, anche
sotto copertura, saranno sempre tutelate dall’articolo 21 della nostra Costituzione.

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Qualche consiglio per scrivere un racconto breve efficace

Scrivere un racconto breve può essere una sfida ostica, soprattutto quando si è abituati a lavorare sui romanzi e a non avere dei limiti di parole troppo stringenti.
In questo post trovate qualche consiglio utile, basato sulla mia esperienza diretta e sulle letture che ho fatto, che spero possa aiutarvi ad approcciarvi a questa attività con più sicurezza e consapevolezza.

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Diamo troppa importanza al primo capitolo?

“Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione”. Questo detto vale anche per i libri: il primo capitolo rappresenta un biglietto da visita importante e può invogliare o meno un lettore a dare una chance alla storia che si è scritta con cura e fatica. Credo però che a volte sia un po’ sopravvalutato o che perlomeno abbia a che fare con delle pressioni eccessive per un mucchietto di pagine che deve porre le fondamenta dell’intera trama. Continuate a leggere per scoprire il mio punto di vista e fatemi sapere la vostra opinione nei commenti!

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Ripubblicare un libro ft. Aurora Nardoni

Spesso pubblicare una nuova edizione di un libro rappresenta un’ottima opportunità per rilanciare una storia e permetterle di raggiungere il maggior numero possibile di lettori. È proprio quel che è successo nelle scorse settimane con “Le terre di Narwain – Il figlio dell’oblio” di Aurora Nardoni, che grazie a PAV Edizioni è tornato disponibile in ebook e in versione cartacea (sul sito ufficiale è disponibile anche una bellissima edizione deluxe). Dopo aver partecipato al book reveal del libro, ho avuto il piacere di intervistare la sua autrice. Ecco com’è andata!

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Scrivere per catturare l’attenzione ft. Sabrina Sedda

Ciao! In questo nuovo articolo d’intervista, abbiamo Sabrina Sedda, una copywriter i cui post su LinkedIn hanno attirato la mia attenzione e non solo: un po’ per lo stile, un po’ per il modo di scrivere molto personale, ho notato che Sabrina ha avuto molto seguito scrivendo cose anche normalissime come “cerco lavoro”.

Navigando tra povera gente che elemosina lavoro e magnati fai-da-te, scrivere contenuti interessanti su LinkedIn non è affatto semplice o banale, per cui ho voluto organizzare questa piccola intervista.

Anzitutto Sabrina ti ringrazio per aver accettato! Raccontaci un po’ di te: chi sei? Com’è nato il tuo interesse per la scrittura? In che modo hai esercitato e appreso il tuo stile?

Tento da qualche giorno di rispondere alla tua prima domanda con una simil-rubrica su LinkedIn in cui cerco il modo migliore di scrivere una Bio. L’ho intitolata Esercizi di Stile, come il libro di Queneau che non ho mai letto.

Il mio interesse per la scrittura è nato 20 anni fa, oggi il web dà la possibilità di scrivere senza averne minimamente le competenze.

Il mio stile è stato pesantemente influenzato da Oltreuomo, un blog satirico che ho scoperto nel 2016. 

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Disenchantment – Tra l’ironia e la serietà

Una serie che ho avuto il piacere di vedere, su consiglio di un’amica, è Disenchantment, scritta da Matt Groening, conosciuto per i celebri Simpson e Futurama.
Ora, includendo anche Family Guy, non sono mai stato un grande fan di questo tipo di serie. Al tempo della messa in onda italiana, non ne apprezzavo particolarmente l’umorismo, forse essendo ancora immaturo rispetto a certe tematiche.
Tuttavia, ho comunque voluto dare una chance a questa serie e non ne sono affatto rimasto deluso.

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NaNoWriMo, i pro e i contro di un’esperienza intensa

A novembre ho affrontato per la prima volta il NaNoWriMo, quella malefica sfida che chiede agli scrittori di mettersi in gioco e di buttare giù 50mila parole nell’arco di un mese. L’obiettivo è ottenere una prima bozza di un nuovo romanzo, anche se nulla vieta di portare avanti una storia già iniziata, come ho fatto io con il Project Sunflower. In passato mi ero sempre rifiutato di cimentarmi in un’impresa del genere, perché la vedevo solo come un’inutile fonte di stress, ma quest’anno mi è venuta voglia di mettermi alla prova, anche grazie all’entusiasmo di alcuni membri di Cardea, un movimento nato per promuovere il fantasy italiano (potete unirvi al gruppo Telegram cliccando QUI).

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Gare di lettura, quali sono i pro e i contro?

Le gare di lettura esistono da ben prima dell’avvento di Internet, ma è innegabile che nel corso degli ultimi anni abbiano raggiunto una popolarità senza precedenti. Piattaforme come Goodreads, TikTok e, in misura minore, Twitter spingono i lettori a mettere alla prova i propri limiti e a finire il maggior numero possibile di libri nell’arco di un anno. Per quanto apprezzi qualsiasi iniziativa finalizzata ad aumentare il tempo passato con il naso tra le pagine, non posso nascondere di aver individuato delle criticità legate al modo in cui alcuni amanti della lettura tendono ad approcciarsi a iniziative del genere. In questo articolo illustrerò quali sono, a mio parere, i pro e i contro delle gare di lettura.

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