Character regression: è sempre un errore?

Agli occhi dei fan, veder regredire un personaggio è qualcosa che, spesso, non funziona, e diviene dunque oggetto di critiche.
Vedere un personaggio svilupparsi, crescere, maturare mentalmente e superare tantissime, ardue prove, per poi commettere gli stessi, identici errori è spesso oggetto di critica, se non addirittura alienazione da parte del fanbase.

Ma è sempre un errore far regredire un personaggio? Parlerò di me stesso.
Un anno fa ero abbastanza diverso caratterialmente. Ero più palestrato, più sicuro di me stesso, più disilluso. Magrissimo, forse troppo. Tant’è che Emanuela, la mia ragazza, diceva che avevo tutta un’altra aura nelle foto che mettevo.
Un anno dopo, mi ritrovo a postare foto buffe con Emanuela e con due-tre chili in più, senza preoccuparmene troppo, ma senza nemmeno ritornare ai problemi che avevo una volta.
Questo è avvenuto semplicemente perché, nel 2020, ho affrontato il periodo più duro e triste nella mia vita e, nel 2021, l’ho superato (di più in questo articolo).
Si potrebbe dire che una parte di me è “regredita”, ma in realtà è diverso, si è rilassata.

Penso che lo stesso possa applicarsi, entro certi margini, ai personaggi.
Se affrontano un periodo difficile e lo superano, o se comunque esistono motivazioni valide a che esibiscano uno o due comportamenti più spensierati, buffi o addirittura ingenui di un tempo, non è poi così strano che ciò avvenga.
Pensiamo a Shinichi Izumi di Parasyte – The Maxim, che ritrova la sua umanità e inizia a esibire comportamenti più naturali e meno freddi. Oliver Queen in Arrow, che con il passare delle stagioni ritorna più amichevole e meno cinico di un tempo. O ancora a Phoenix Wright in Dual Destinies, decisamente meno in controllo della situazione e triste rispetto alla sua controparte in Apollo Justice (sebbene ci sia comunque tanto da ridire a riguardo – come evidenziato dalla critica di Alessandro).
In tal caso, forse parlare di “regressione” è sbagliato – è più corretto parlare di uno sviluppo del personaggio, che ritrova determinate caratteristiche in senso positivo e giustificato.

Ritengo che un errore grave di regressione del personaggio esista quando si tenta, volontariamente o meno che sia, di flanderizzarlo, spingendo esageratamente su una sua determinata caratteristica o “forzandola indietro” perché, ad esempio, i fan sono scontenti.
Un grosso esempio potrebbe essere Goku in Dragon Ball Super. Alcuni fan hanno tentato di giustificare la sua regressione citando, come esempio, il Goku del Dragon Ball originale, e di come Goku, dopo tutte le minacce affrontate in Z, viva ora più rilassato.
Personalmente ritengo che c’è sicuramente del vero, ma in maniera esasperata e gonfiata. Una regressione del personaggio a tutti gli effetti.

Gli esseri umani tendono anche a commettere gli stessi errori, e dunque rappresentare un personaggio che, dopo aver maturato, supera completamente alcune lacune, potrebbe essere un’esagerazione in sé, e addirittura dar vita a una Mary Sue/Gary Stu.
In Once Upon a Time, il personaggio di Rumpelstiltskin, quasi l’incarnazione del male, affronta un percorso di crescita personale grazie al suo amore Belle, ma più volte cade in tentazione e in preda al desiderio di potere.
Una o due volte ha perfettamente senso, è realistico. È nella natura del personaggio. Ma il telefilm ha più volte fatto ricorso allo stesso “stratagemma”, trasformando il personaggio in un’odiosa caricatura di sé: un fallimento dell’uso del character regression.

Il commento di Alessandro su Bojack Horseman e la character regression

Una serie in cui la regressione dei personaggi è sempre stata gestita in modo oculato è Bojack Horseman. Nel corso degli episodi, quasi tutti i protagonisti prendono coscienza dei propri limiti e dei propri difetti e cercano più volte di cambiare.
Tuttavia, nonostante i loro sforzi, c’è sempre qualche evento che li costringe a fare dei passi indietro e a ricadere nelle abitudini che stavano cercando di lasciarsi alle spalle. Il tutto avviene in modo credibile e sensato, nel pieno rispetto dell’intelligenza dello spettatore. Durante la visione della serie può capitare di provare dispiacere nei confronti dell’involuzione di uno dei personaggi, ma non ci si sente mai presi in giro. La character regression viene usata come strumento narrativo per parlare della crescita personale e di tutte le difficoltà a essa associate, legate non solo ai propri limiti, ma anche all’influenza del mondo esterno (spesso negativa).

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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