Recensione The River Wild – Il fiume della paura

The River Wild – Il fiume della paura è un thriller del 1994 con Meryl Streep, David Strathairn e Kevin Bacon.

Vale la pena vederlo perché è stato girato negli Stati Uniti lungo paesaggi fluviali di notevole bellezza. Il fiume non si limita a fare da sfondo ma è complice della protagonista, Gail, che lo conosce bene, e la affianca più di ogni altro personaggio.

Gail è una donna con un matrimonio insoddisfacente che si è costruita una vita in città ma ha un passato da guida fluviale. Sin dal principio è chiaro che continua a coltivare la sua passione pur vivendo in un contesto urbano e da questa abitudine dipendono molto il suo carisma e la sua vitalità. Una gita avventurosa con la famiglia diventerà una lotta per la salvezza.

La colonna sonora del film, The Water Is Wide, è stata riadattata dalla canzone folkloristica scozzese O Waly, Waly, della quale esistono diverse versioni che toccano tematiche coerenti con quelle del film affrontando il tema delle difficoltà che l’amore incontra col trascorrere del tempo sull’immagine in movimento del fiume.

Camilla

I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Terza parte

Benvenuti a un nuovo appuntamento con questa rubrica!
Oggi prenderò in considerazione gli anime usciti tra il 2001 e il 2005. Se vi siete persi le puntate precedenti potete trovarle QUI e QUI.

2001: Beyblade

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Si alza il vento – Recensione

Il penultimo film di Miyazaki è una storia di formazione e solitudine: ognuno percorre da solo il suo percorso di vita, inframezzato da inaspettati momenti di comprensione reciproca. “Si alza il vento!…/ bisogna tentare di vivere” (Paul Valéry, Le cimetière marin)è l’affascinante filosofia alla base della vicenda: il protagonista Jirō, non potendo pilotare aerei, insegue con l’amico Kirō il sogno di progettarne; Nahoko lotta contro una malattia senza scampo; la giovane Kayo vuole diventare un medico; Castorp è perseguitato a causa delle sue idee.

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Kiki consegne a domicilio – Recensione

Rispetto ad altri film dello stesso autore, questo è meno complesso e più facile da seguire, godibile per un pomeriggio di relax. L’ambientazione è realistica, il tocco magico è dato unicamente dalla presenza, considerata rara ma normale, di streghe come la protagonista Kiki.

La trama è piuttosto semplice: la giovanissima Kiki deve trascorrere un anno di apprendistato fuori casa. La sua unica capacità è volare. Viene subito specificato che le streghe della passata generazione possiedono anche altre abilità e scopriremo poi che neppure i corvi sono più loro aiutanti. Questi fattori danno un tocco di amarezza alla storia e la sensazione che il rituale al quale si sta per sottoporre la protagonista sia ormai svuotato e depotenziato. La madre di Kiki crede che, cambiati i tempi, l’apprendistato a tredici anni sia prematuro: insiste per far partire la figlia con la sua scopa- più sicura e affidabile di quella appena costruita dalla ragazzina, e la guarda mentre prende il volo con difficoltà.

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Un anime random dal 1980 a oggi – Lalabel

Benvenuti in una nuova rubrica dedicata agli anime!
Anche questa volta si tratta di una specie di gioco in cui devo seguire delle regole che mi sono autoimposto. Nella fattispecie, ho deciso di partire dal 1980 e scegliere un anime a caso per ciascuna annata, del quale vedere tre episodi da commentare qui sul blog. Per la selezione mi sono affidato all’elenco delle serie uscite nel corso del tempo, presente su Wikipedia, e all’utilissimo Random.org.

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L’influenza “Stalloniana”

Uno degli attori più influenti del cinema action anni '80 è sicuramente Sylvester Stallone, che con i suoi due personaggi iconici Rocky Balboa e John James Rambo (più diversi altri protagonisti in altrettante rispettabili pellicole), è entrato nei nostri cuori di cinefili, sportivi e semplici esseri umani.
È sempre gradevole guardare i suoi film, anche a distanza di anni, poiché il suo trasmettere la "riscossa dell'uomo schiacciato dalle difficoltà della vita", è un tema che coinvolge ognuno di noi. Forse, con una visione un po' distratta le sue pellicole possono sembrare delle "americanate" del periodo Reganiano, quando gli States dovevano primeggiare contro l'ex Unione Sovietica (nel quarto episodio di Rocky del 1985, contro il russo Ivan Drago, abbiamo il "climax" di questo concetto), ma c'è molto di più sotto quei chili di muscoli e quell'espressione con il labbro storto; c'è un uomo di periferia, c'è il reduce di una guerra impostagli dal Sistema, c'è il poliziotto dal pugno duro contro la criminalità ancor più spietata, c'è il vicino della porta accanto, c'è ognuno di noi.
Nell'epoca in cui viviamo, dove le antiche virtù sembrano cedere il passo a vizi e malizie sempre più crescenti, il messaggio che Sly (il suo soprannome) ci lascia tramite i guantoni da boxe, la fascia rossa sui capelli lunghi e il "distintivo da sbirro", credo sia il giusto reintegro di sentimento positivo alla carenza di ardore e determinazione che purtroppo contraddistingue la nostra epoca del "tutto e subito".

The Watcher (2022) – Recensione

The Watcher è una serie Netflix thriller americana creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, ed è stata mandata in onda la prima volta il 13 ottobre 2022. È ispirata alla storia reale della famiglia Broaddus, vittima di circostanze molto simili a quelle rappresentate nel telefilm.

La serie tratta delle vicende di una famiglia americana, i Brannock, composta da Nora, Dean, Ellie e Carter, che si trasferiscono in una nuova casa, sita al 657 Boulevard, nel New Jersey.
La famiglia spera di trovare un ambiente sereno e tranquillo dove poter crescere e passare il resto della propria vita, ma così non sarà.

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I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Seconda parte

Proseguiamo il nostro viaggio nel tempo prendendo in considerazione gli anime usciti dal 1996 al 2000 (sempre tenendo conto della prima trasmissione sulle emittenti giapponesi). Per leggere la prima parte e scoprire tutte le regole di questo “gioco”, cliccate QUI!

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Naruto Shippuden – Recensione anime episodi 75-242

Alba infligge alla Foglia una perdita inaspettata, vittima del fanatismo religioso. L’apporto strategico di Shikamaru si rivelerà fondamentale, mentre Naruto metterà in campo una nuova tecnica e continuerà a crescere e a stupire.

Sasuke si ribella a Orochimaru, sopravvive all’ultimo slancio di esaltata follia artistica di Deidara e affronta una volta per tutte suo fratello. L’esito dello scontro lo lascia in uno stato di profonda prostrazione psicologica, aggravata dall’incontro con Tobi, che lo manipola facilmente. Particolarmente imprevedibile e instabile, accetta di rapire Killer Bee ma continua a portare sulla schiena il simbolo del suo clan, rendendosi riconoscibile e aggravando la sua posizione. Le sue ragioni, spiegate con chiarezza a un improbabile Madara, sono del tutto comprensibili ma, episodio dopo episodio, l’analisi razionale del primo momento, invece di virare verso soluzioni mirate, esplode in una completa perdita di controllo che travolge nemici e alleati senza distinzioni e dalla quale sarà difficile riabilitarsi.

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Bakuman – The good, the meh and the bad [Manga]

A volte mi capita di immergermi di nuovo in una storia che avevo apprezzato in passato per provare a capire se dopo tanto tempo il mio giudizio nei suoi confronti sia cambiato. È quel che ho fatto nel corso di gennaio con Bakuman, manga di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata che una decina di anni fa avevo adorato, al netto di qualche problemino negli ultimi archi narrativi. Quelle che state per leggere solo le mie opinioni sull’opera al termine della rilettura.

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