Scrivere un ottimo sidekick: alcuni consigli.

Il sidekick, ovvero il personaggio che accompagna il protagonista nella maggior parte delle sue avventure, è una figura spesso vitale, ma sottovalutata poiché in secondo piano.

Infatti, senza il sidekick, molte storie non sarebbero le stesse: Watson a Holmes, Robin a Batman, Rose Tyler al Dottore, e via discorrendo.

Si potrebbe spiegare uno dei ruoli chiave della figura seguendo una delle “filosofie di scrittura” del celebre mangaka Akira Toriyama. Egli ha spiegato che sua preferenza nell’introdurre i personaggi a “coppie” è dovuta alla semplicità con cui riesce, di tal modo, a far “rimbalzare” le personalità dell’uno e dell’altro, rendendole subito chiare al pubblico.

Il sidekick assume frequentemente tale ruolo, facendo da contrasto, o foil, al protagonista verso alcune sue mancanze. Watson rappresenta l’uomo medio rispetto al genio Holmes, Robin l’eroe inesperto rispetto al veterano Batman, e così via.

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ESPERIENZA DI STESURA ROMANZI ft. ALESSANDRO BOLZANI E GABRIELE GLINNI

Buongiorno a tutti! Di recente ho avuto l’occasione di discutere con un mio caro amico, Gabriele Glinni, del suo libro in fase di lavorazione Ascend-ent, e con Alessandro Bolzani del suo romanzo I Guardiani Dei Parchi in vendita su Amazon.

Ho cominciato ad approfondire l’argomento, riuscendo oltretutto a reperire Ascend-ent in esclusiva anteprima.
Ho così proposto a entrambi delle domande per comprendere meglio la trama, a cosa o a chi si siano ispirati e la modalità in fase di lavorazione
Bene allora, cominciamo!

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Scrivere un ottimo protagonista: alcuni consigli.

Scrivere un protagonista che intrattenga il suo pubblico dall’inizio alla fine dell’opera e che sia capace di evocare magia e suspence è un’impresa complessa, ma fondamentale per la buona riuscita di un lavoro.

Infatti, non solo il protagonista è il focus del buon 80-90% del lavoro, ma è anche il “centro di gravità”, si potrebbe dire, di tutto ciò che ha attorno. Setting, personaggi secondari, trama e via discorrendo.  Ne è quasi il cuore.

Vediamo che scelte possono essere effettuate al fine di costruire un personaggio principale di qualità.

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Fedör Dostoevskij, scrittore russo, ft. Ilenia Scaramella

Buongiorno a tutti! Di recente, in una conversazione con Ilenia, una mia cara amica, si è discusso di uno scrittore russo che l’ha appassionata molto, Fedör Dostoevskij.

Ilenia ha fatto alcuni commenti che mi sono parsi molto interessanti, specificamente l’interpretazione della società russa, il modo di scrivere i dialoghi dei personaggi e l’evoluzione dello stile dell’autore, tra le varie.
Dunque ho deciso di porle alcune domande mirate per andare più a fondo sull’argomento.

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Il sacrificio eroico.


ATTENZIONE! L’articolo contiene immagini grafiche che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

Un personaggio si sacrifica per il bene di qualcuno o qualcosa, in genere dando la sua vita.

È uno di quei momenti clou che di solito riescono a dare un epilogo memorabile alla vita di un personaggio, causando un impatto devastante nella storia.

Il sacrificio eroico può infatti avvenire:

  1. A inizio storia, dove può essere usato come motivazione per qualche altro personaggio per fargli perseguire, con ancora più fermezza e volontà, i suoi obiettivi;
  2. A metà storia, dove tale sacrificio può rappresentare una grossa sconfitta per il cast di eroi;
  3. A fine storia, dove il sacrificio può rappresentare l’azione necessaria per fermare e sconfiggere un male superiore.
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Plot armor, cos’è e perché può danneggiare un racconto

Si parla di plot armor quando il protagonista o uno dei personaggi principali di un racconto esce illeso, a livello fisico o psicologico, da una situazione in cui, a rigor di logica, dovrebbe subire una sconfitta. Un esempio classico è l’eroe che sopravvive a una ferita mortale senza alcuna spiegazione plausibile o che si salva in ogni situazione difficile per pura fortuna. Se nella trama sono presenti troppe situazioni di questo genere, si corre il rischio di mettere a dura prova la sospensione dell’incredulità del lettore, che potrebbe arrivare a pensare “A X va sempre tutto bene solo perché svolge un ruolo importante nella storia!”.

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Vivacizzare i dialoghi dei personaggi.

Scrivendo un dialogo durante un racconto, avete mai avvertito un’antipatica sensazione di staticità, come se i personaggi si trovassero congelati nel tempo e nello spazio mentre parlano?

Ritengo che questa sensazione sia non solo normale, ma anche purtroppo un insidioso problema che, se non rispettato e lavorato a dovere correttamente, può minare la qualità del lavoro.

I dialoghi sono naturalmente alla base dei rapporti tra i personaggi, lo sviluppo della storia, eccetera, ma come si può evitare di renderli troppo statici?

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La tecnica del “foreshadowing”.

Avrete a volte notato, in film, telefilm, libri o videogiochi che sia, un personaggio utilizzare all’improvviso un oggetto o una capacità, senza alcun preavviso nella trama, magari in una situazione di particolare difficoltà.

Il personaggio riesce quindi a sfuggire dalla situazione ardua in modo conveniente e gratuito, lasciando allo spettatore/lettore/ecc. una sensazione di amaro in bocca (per approfondire, la voce Deus Ex Machina su TvTropes: https://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/DeusExMachina).

In casi come questo, il fallimento dello scrittore è spesso dovuto a un semplicissimo motivo: la mancanza di un set-up precedente, di “foreshadowing”.

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Sequel malriusciti, alcune considerazioni.

Alla conclusione di un proprio lavoro, un autore si trova spesso a dover valutare l’idea di realizzare uno o più sequel: solitamente benvenuti e pianificati, come per quanto riguarda la collana di Harry Potter, in altri casi esistono realtà ben più complesse.

Frequentemente capita di parlare del fatto che il sequel di un lavoro di successo non sia all’altezza dell’originale. Ciò spesso si attribuisce agli editori e alle campagne di marketing che costringono gli autori a continuare a scrivere nello stesso universo.

Un lavoro di successo è un lavoro che porta buoni incassi. Non soltanto nella sua forma originale, ma anche in forma di gadget, videogiochi, magliette a tema e via discorrendo. I sequel vengono a volte forzati sugli autori o sviluppatori proprio per continuare una catena di vendita. Per le più svariate ragioni, questo può portare a discostarsi troppo dall’idea originale, a volte rovinandola.

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