“L’incubo di Borgobrullo” – Commento alla puntata 3×17 di Luxastra

[Disclaimer: Non ho molta esperienza diretta con i giochi di ruolo da tavolo, dunque in questo commento mi concentrerò soprattutto sulla trama del singolo episodio, sul modo in cui i giocatori hanno interpretato i loro personaggi e sulla scrittura dei png. Lascio tutte le considerazioni sulle regole del gioco a chi è ben più esperto di me (20 Facce, per esempio, fa delle analisi molto “tecniche” e interessanti sul suo canale YouTube)]

Tutto ciò che non verrà salvato sarà perduto.”

Nel corso delle varie puntate di Luxastra abbiamo sentito più volte questo motto della Chiesa dei Venti, ma finora non era mai suonato così sinistro e minaccioso. Forse perché stavolta è stato pronunciato da un personaggio stremato dagli orrori che ha dovuto affrontare, così terribili da togliere ogni speranza anche a chi di solito guarda al futuro con ottimismo.

Ascoltando il racconto di Harmond Calios e guardando le condizioni in cui è ridotta la città di Borgobrullo, non è difficile capire perché la Chiesa abbia deciso di ricorrere a delle misure estreme per risolvere la situazione. Alastor, Boris e Rendar sono chiamati a compiere un’impresa a dir poco disperata, senza nemmeno avere un’idea precisa di che cosa dovranno affrontare.

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Le Lamiak – Pillole di Folklore # 33

Tra le creature più interessanti della mitologia basca vale la pena menzionare le Lamiak, esseri simili alle ninfe della mitologia greca che vivono nei fiumi, nei boschi e nelle caverne. Assomigliano a delle fanciulle umane, ma hanno dei piedi palmati che ricordano quelli delle anatre. I loro capelli sono lunghi e bellissimi e amano spazzolarli usando dei pettini d’oro, oggetti molto preziosi che talvolta risvegliano l’avidità di qualche contadino.

In alcune zone della Spagna, il termine Lamia viene utilizzato per indicare anche le ninfe del mare o le sirene.

Talvolta le Lamiak aiutano chi lascia loro delle offerte a svolgere i lavori domestici.

In una versione della leggenda, un pastore si innamora di una Lamia, ma decide di abbandonarla una volta scoperta la sua vera natura. Poco dopo perde la vita e la Lamia si reca al suo funerale, senza però entrare all’interno della Chiesa.

La controparte maschile delle Lamiak sono i Mairuak, esseri dotati di una forza straordinaria e giganteschi (anche se in alcune versioni del mito la loro statura non è troppo diversa da quella degli esseri umani). Si dice che siano stati loro a costruire i Dolmen nella parte nord della Spagna.

Per approfondire:

https://intothewonder.wordpress.com/2016/03/07/lamiak-and-mairuak-the-fair-folk-of-the-basque-country/

I nostri personaggi preferiti

Gabriele – Shadow the Hedgehog

Di tutti i personaggi fittizi che ho avuto il piacere (o il dispiacere) di conoscere, uno in particolare mi è rimasto impresso più di tutti: Shadow the Hedgehog della serie Sonic the Hedgehog.
Personaggio oggigiorno molto controverso e divisivo, siccome frutto di un lento (e doloroso) fenomeno di flanderizzazione, nonché di un videogioco omonimo considerato molto negativamente dai critici.
Eppure, Shadow non ha mai smesso di piacermi, tutto il contrario. Forse perché molti aspetti del suo personaggio li ho sempre trovati simili a me.
Cercherò di raccontare la sua storia dall’inizio, dal videogioco Sonic Adventure 2.

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Imbolc/Giorno di Santa Brigida – Pillole di Folklore # 32

Il primo febbraio si celebra in Irlanda il Giorno di Santa Brigida (chiamato anche Imbolc). In questa occasione gli antichi Celti festeggiavano l’inizio della primavera, coincidente con l’allungamento delle giornate e con l’arrivo di un clima più mite.

La bellezza di Dublino in primavera

La festività era però legata anche alle pecore da latte. Infatti, in irlandese Imbolc significa “in grembo” e proprio in questo periodo le pecore davano alla luce gli agnellini e producevano latte, un alimento indispensabile per garantire il sostentamento di tutte le persone provate dai rigori dell’inverno.

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I giorni della merla, qual è la loro storia? – Pillole di Folklore # 31

Tradizionalmente, gli ultimi giorni di gennaio e il primo febbraio sono considerati i giorni più freddi dell’anno (sebbene questa convinzione non sia supportata da prove scientifiche) e in varie regioni italiane sono noti come “giorni della merla”. Ma da dove deriva questo nome curioso? Per rispondere a questa domanda è necessario scavare un pochino nel folklore della Penisola.

Secondo una leggenda, un tempo una merla dalla livrea nera e i suoi pulcini, dello stesso colore, entrarono in un comignolo per cercare riparo dal freddo. Rimasero in quel rifugio improvvisato fino al primo giorno di febbraio. Quando tornarono all’aperto, gli uccelli scoprirono di essere diventati grigi per colpa della fuliggine. Da quel momento in poi, tutti i merli femmina e i piccoli della specie furono grigi.

Esistono moltissime varianti regionali della leggenda, tutte più o meno pittoresche ed elaborate. Quel che generalmente le accomuna è il tentativo di dare una spiegazione fantasiosa al dimorfismo sessuale esistente tra il maschio e la femmina del merlo. Il primo è completamente nero o bruno scuro e ha un becco di colore arancione, mentre la seconda è bruna e presenta un becco più scuro.

La scrittura in ottica SEO: l’importanza delle keyword

Quando si realizzano dei contenuti testuali per il web c’è sempre una parola da tenere a mente: SEO. Si tratta dell’acronimo di “Search Engine Optimization” e indica tutti quegli accorgimenti utili per migliorare il posizionamento e l’indicizzazione dei contenuti sui motori di ricerca. La scrittura in ottica SEO è fondamentale per valorizzare al massimo i propri testi e permettere agli utenti di trovarli con facilità. L’obiettivo a cui bisogna sempre puntare è la prima pagina dei risultati di ricerca di Google. Un contenuto che finisce nelle pagine successive diventa pressoché invisibile per il 98% degli utenti. Non si tratta di un traguardo sempre facile da raggiungere, soprattutto quando si parla di argomenti che sono già stati ampiamente trattati dai siti più grandi e conosciuti. Tuttavia vale comunque la pena provarci.

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La Gioconda: chi è davvero la donna ritratta da Leonardo?

La donna dipinta nella Gioconda, il quadro più famoso di Leonardo da Vinci, è davvero Lisa di Antonmaria Gherardini? Può sembrare una domanda assurda, o persino provocatoria, ma in realtà non è così. Nel corso degli anni, infatti, sono state formulate varie ipotesi alternative sulla possibile identità della nobildonna ritratta dal genio toscano. Alcuni esperti ritengono che potrebbe trattarsi di Costanza d’Avalos, la figlia del conte di Monteodorisio Innico I D’Avalos, o persino di Isabella d’Aragona, la secondogenita di Alfonso II.

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Perkūnas – Pillole di Folklore # 30

Nella mitologia baltica, Perkūnas è una divinità associata ai tuoni e ai fulmini, al fuoco, alla guerra, alla pioggia e alla fertilità della terra. Il suo simbolo è la quercia, poiché si tratta dell’albero che viene colpito più di frequente dai fulmini. Sia per aspetto che per ruolo ricorda molto la divinità greca Zeus e il dio norreno Thor.

Viene spesso rappresentato come un uomo imponente e dalla lunga barba che stringe un’ascia tra le mani. Vola nel cielo a bordo di un carro trainato da due capre e porta con sé la pioggia. Durante la primavera i suoi fulmini purificano la terra e stimolano la crescita delle piante. Utilizza inoltre le sue saette per cacciare gli spiriti maligni, punire gli uomini che infrangono la legge e disciplinare le altre divinità.

In una leggenda Lituana si narra che Perkūnas punì l’adulterio del dio della luna Ménuo tagliandolo in tanti pezzi.

Per approfondire:

http://www.treccani.it/enciclopedia/perkunas_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://mythology.wikia.com/wiki/Perk%C5%ABnas

I misteri in narrativa. Alcuni consigli utili per gestirli al meglio

I misteri giocano un ruolo importantissimo nella narrazione. Spesso rappresentano la “molla” che spinge il lettore a portare avanti la lettura e a divorare una pagina dietro l’altra nella speranza di trovare una risposta ai quesiti che lo tormentano. In alcuni generi, come il giallo, rappresentano quasi sempre il fulcro della trama, ma anche quando sono un po’ meno centrali giocano comunque un ruolo tutt’altro che trascurabile. Difficilmente la protagonista di un romanzo rosa si troverà a indagare su un omicidio, ma forse nel corso della storia cercherà di scoprire a chi scrive di nascosto la sua nuova fiamma o perché la sua ultima relazione è finita male. È difficile trovare una storia in cui i misteri, in una forma o nell’altra, non mettono in moto gli eventi.

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