The Circle (2017) – Recensione

The Circle è un film thriller del 2017 scritto e diretto da James Ponsoldt, interpretato da Emma Watson (nel ruolo di Mae Holland), Tom Hanks (Eamon Bailey), John Boyega (Kalden) e Karen Gillan (Annie Allerton). Si tratta dell’adattamento cinematografico del romanzo fantascientifico Il cerchio di Dave Eggers, scritto nel 2013.

The Circle ci introduce immediatamente a Mae Holland, una giovane ragazza impiegata nel call center di una società idrica.
Ricevendo una chiamata dalla sua amica Annie, le viene concessa l’opportunità di partecipare a un colloquio presso l’enorme società di tecnologia e social media The Circle.
Mae, eccitatissima, partecipa al colloquio, superandolo e venendo assunta.
La società si presenta all’avanguardia, con una cultura d’azienda amichevole, giovanile. Gli edifici sono organizzati come un campus in cui è possibile partecipare a sport, feste di gruppo e altro ancora.
Il lavoro di Mae viene costantemente monitorato e valutato attraverso un punteggio e rapidissimo feedback.

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“L’eredità della Forca” – Commento alla puntata 3×29 di Luxastra

Al termine dell’episodio 3×27 di Luxastra, una sola domanda mi ronzava in testa: “Ma chi è il tizio che ha parlato? Dalla voce sembra Tarlo!”
Come me, anche altri spettatori avevano pensato al simpatico goblin, ma un po’ a tutti sembrava strana la sua eventuale presenza a Borgobrullo. Col senno di poi, si può dire che abbiamo fatto bene a dubitare delle nostre orecchie. Il nuovo episodio, infatti, ha svelato che la voce misteriosa apparteneva a Fritz, un nuovo png legato ai Figli della Forca. La puntata si è aperta proprio con Rendar, Alastor e Boris intenti a provare a ottenere qualche risposta sulla piaga necromantica dal finto “wraith”. Fritz, pur non essendo in possesso di molte informazioni, ha svelato subito il coinvolgimento degli alchimisti nella faccenda, rendendo sempre più chiaro che all’interno della Chiesa dei Venti le mele marce sono più numerose del previsto.

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“Storia generale dei pirati Vol.1” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

Storia generale dei pirati” è uno dei libri più importanti per chi desidera documentarsi sui più noti “lupi di mare” di tutto i tempi. La sua prima pubblicazione risale al 1724 e sulla copertina riporta la firma del famigerato Capitano Charles Johnson, autore della cui effettiva esistenza non esiste alcuna prova certa. Molti esperti ritengono che dietro a questo personaggio pittoresco potrebbe nascondersi Daniel Defoe, l’autore di “Le avventure di Robinson Crusoe“. In effetti, lo stile dell’autore inglese è molto simile a quello di Johnson e in alcune sue opere (tra cui “Vita, avventure e piraterie del capitano Singleton”) ha dimostrato di possedere una buona conoscenza della navigazione e della vita a bordo delle navi pirata. Nonostante tutte queste prove “circostanziali” esisterà sempre un piccolo dubbio sull’identità dell’autore dell’opera e questo non fa altro che renderla ancora più affascinante.

L’edizione di “Storia generale dei pirati” curata da Edizioni Haiku divide il libro originale in più volumi, ognuno dedicato a uno o più pirati. Il testo è impreziosito da una nuova traduzione, curata da Flavio Carlini, e da approfondimenti biografici e bibliografici. Le nuove informazioni vanno a corroborare o, talvolta, smentire quanto raccontato da Johnson/Defoe, ampliando il punto di vista del lettore e indirizzandolo verso altre letture che potrebbero aiutarlo ad approfondire l’argomento (tra cui l’ottimo saggio “Storia della pirateria” di David Cordingly).

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“La foresta d’inganni” – Commento alla puntata 3×28 di Luxastra

A Luxastra non tutto è ciò che sembra.
È una lezione che sia il gruppo A1 che il gruppo A2 hanno imparato bene nel corso dell’ultimo episodio della serie.
Durante la loro indagine nel negozio dell’arcanista, Galgith, Dalia e Shiran hanno scoperto che dietro all’apparente fragilità di Megania si nasconde una fanciulla agile, piena di risorse e pronta a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo. Al contrario, all’interno della foresta, Hann, Kenshi e Letho hanno visto un lato di Anita del tutto inaspettato, che permette di rivalutare le azioni della donna-ragno sotto una luce nuova. Quel che prima sembrava un mostro spietato e inquietante, ora ha assunto più l’aspetto di una povera vittima degli eventi, comandata da un uomo senza scrupoli.

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“Cosplaygirl” di Valentino Notari – Recensione

Se dovessi usare una sola parola per spiegare di cosa parla “Cosplaygirl“, credo proprio che sceglierei “trasformazione”. Attraverso il cosplay, Alice, la protagonista della storia, non si limita a indossare i panni dei suoi personaggi preferiti, ma affronta anche un’evoluzione personale piuttosto difficoltosa, che la porta più volte a mettere in dubbio le sue certezze. Una prima batosta arriva già nelle pagine iniziali del romanzo, quando la cosplayer subisce un tradimento inaspettato, che non solo le costa la vittoria in una gara, ma pone anche fine a quella che riteneva una relazione importante.

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“Sangue, Fiamme e Indaco” – Commento alla puntata 3×27 di Luxastra

Quali sono gli ingredienti per la puntata perfetta di Luxastra?
Botte da orbi?
Momenti emozionanti?
Interazioni divertenti tra i personaggi?
Bè, nel ventisettesimo episodio della terza stagione ci sono tutti e sono miscelati con una maestria che mi ha lasciato senza parole. Mi aspettavo una puntata incentrata al 100% sul combattimento (soluzione che comunque avrei apprezzato) e invece c’è stato spazio anche per una bella scena con il gruppo A1 e per un gustosissimo siparietto post mazzate. E nonostante la lunghezza considerevole (ben un’ora e mezza di episodio) non mi sono annoiato neanche per un minuto.

Il combattimento è stato molto soddisfacente da guardare e ognuno dei membri del party ha contribuito a dargli qualche sfumatura diversa. Boris e la sua rivalità con il Lich hanno rubato la scena, portando a una sequenza finale che mi ha tanto galvanizzato quanto divertito (qualcuno spieghi a Rendar che non vale rubare le kill in modo così figo!). Mi sono seriamente preoccupato per Alastor quando l’ho visto prendere una vagonata di danni, ma per fortuna l’orco è riuscito a cavarsela (anche se solo con un misero punto ferita). Ho apprezzato la scelta di Gabrio di provare il tutto per tutto con l’onda sonora: anche se l’esito non è stato quello in cui sperava, la scena è stata comunque molto bella.

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“Ultime indagini a Fatumastra” (Parte 3) – Commento all’episodio 3×26 di Luxastra

Radici

All’interno della biblioteca di Fatumastra, Galgith sfoglia una pagina dietro l’altra, alla ricerca di informazioni sul suo passato. Anche se ora è intrappolato nel corpo di Delphine, l’elfo ha comunque delle ottime ragioni per cercare di capire quali sono le sue origini, soprattutto dopo ciò che gli ha rivelato Arion. La sua ricerca si rivela perlopiù infruttuosa, anche se per lo spettatore rappresenta un’ottima occasione per ottenere delle informazioni in più sulla caduta dell’impero Elfico.

In questa scena è soprattutto Ryan Librarocca a rubare la scena. Matt, ancora una volta, si conferma bravissimo a interpretare i personaggi non giocanti anziani e dà vita a un vecchietto tanto adorabile quanto smemorato.

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“Ultime indagini a Fatumastra” (Parte 2) – Commento alla puntata 3×25 di Luxastra

Quando si sta indagando su un mistero, ci sono dei momenti in cui diventa necessario fermarsi un attimo e cercare di dare un senso a tutti gli indizi raccolti fino a quel momento. È proprio quel che hanno fatto Hann, Kenshi e Letho durante l’ultima puntata di Luxastra. Il trio ha ripensato con grande attenzione alle informazioni ottenute sugli Indaco e gli elfi delle macerie, arrivando a delle conclusioni interessanti, anche se non necessariamente corrette. È una scena che mi sono goduto davvero tanto, soprattutto perché è stata introdotta con naturalezza ed è finita prima di diventare ripetitiva. Penso che in occasione della riunione del gruppo A ne vedremo un’altra simile, ma ancora più approfondita e intrigante.

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“Storia generale dei pirati Vol.4” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Segnalazione

Storia generale dei pirati è un libro un po’ misterioso. A distanza di secoli dalla sua pubblicazione ci sono ancora dei dubbi sul fatto che sia stato effettivamente scritto dal fantomatico capitano Charles Johnson. Secondo alcuni esperti, il vero autore dell’opera sarebbe Daniel Defoe, noto soprattutto per “Le avventure di Robinson Crusoe“. Questa incertezza sull’identità dell’autore non ha fatto altro che accrescere il fascino del libro, già di per sé piuttosto intrigante.

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Ace Attorney – I problemi della scrittura di Takeshi Yamazaki

Ogni sceneggiatore ha un suo stile e delle sue precise caratteristiche, come sa bene chi segue assiduamente le serie tv. Nei videogiochi la trama è in molti generi un elemento quasi di contorno, ma nelle visual novel è il fulcro stesso dell’esperienza di gioco. La serie Ace Attorney ha sempre potuto fregiarsi di trame e personaggi ben realizzati, in grado di tenere incollato il giocatore allo schermo. Forse però non tutti sanno che tra la trilogia originale (composta da Ace Attorney, Justice For All e Trials and Tribulations) e i giochi più recenti (tra cui gli spin off aventi per protagonista Miles Edgeworth e Dual Destinies) è avvenuto un cambio di head writer.

Shu Takumi, il padre della serie, ha infatti ceduto il posto a Takeshi Yamazaki che fino a quel momento si era limitato ad affiancare Takumi nel planning dei porting per DS (i primi tre giochi erano inizialmente usciti solo in Giappone per Game Boy Advance). Yamazaki può quindi contare su un’ottima conoscenza del brand e a prima vista potrebbe sembrare l’uomo adatto a portare avanti il lavoro iniziato da Takumi. Concretamente non si può dire che sotto la sua guida siano stati creati dei brutti giochi: i due episodi della serie Investigations sono dei solidi spin off e Dual Destinies e Spirit of Justice non sfigurano come capitoli della serie principale. Tuttavia non si può negare che il cambio di head writer si senta eccome.

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