Brain on Fire (2016) – Recensione

Brain on Fire è un film drammatico autobiografico del 2016 diretto e scritto dal regista irlandese Gerard Barrett. Il film è basato sul libro di memorie di Susannah Cahalan Brain on Fire: My Month of Madness e interpretato da Chloë Grace Moretz, Jenny Slate, Thomas Mann, Tyler Perry, Carrie-Anne Moss e Richard Armitage.

Il film comincia con un breve flash forward che ci mostra Susannah in uno stato catatonico, sofferente, in un letto d’ospedale.
Il flash forward si interrompe. Susannah è una giornalista per il The New York Post, fidanzata con Stephen. La sua vita sembra andare per il meglio: ha il lavoro, degli amici e un ragazzo che la ama.
Tuttavia, nel bel mezzo della sua festa di compleanno, ha un breve episodio di spacing out. Per un istante, un brevissimo istante, perde la cognizione della realtà. Per quanto breve, Susannah non si preoccupa.

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Raccogliere storie e testimonianze, un diario di quarantena ft. Martina Vaggi

Bentrovati a tutti! La scrittrice Martina Vaggi, durante il periodo della quarantena, si è dedicata a un bellissimo lavoro. La sua opera, ll diario del silenzio: storie reali di quarantena contiene 50 racconti (basati su storie reali) che riguardano il primo lockdown.
Trovando il suo lavoro molto interessante, desideravo esplorarlo più in dettaglio. Dunque benvenuta Martina, e grazie per la tua partecipazione!
Ecco la mia prima curiosità. Cosa ti ha spinta ad approcciarti a questo genere di lavoro? Ossia, raccogliere le testimonianze di 50 persone, elaborandole in forma di racconto?

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“Inquisizione consenziente” – Commento alla puntata 3×19 di Luxastra

Le lancette dell’orologio continuano a muoversi senza sosta, sia a Fatumastra che a Borgobrullo. Mancano due giorni all’arrivo di Corialus e solo uno in più all’epurazione della cittadina. Presto sia il gruppo A che il gruppo B dovranno fare tutto il possibile per fermare queste minacce, ma prima è necessario fare dei preparativi e risolvere alcune questioni in sospeso. Tipo trovare il nome giusto per una scimmia.

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Giorni in Birmania, George Orwell – Recensione

Giorni in Birmania è un romanzo di George Orwell pubblicato nel 1934 che tratta del tramonto dell’imperialismo inglese prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.


Il racconto si apre con lo scenario intriso di intrighi di U Po Kyin, magistrato astuto e viziato che ha come scopo ultimo della propria vita quello di accrescere il proprio potere entrando a far parte del circolo degli inglesi. L’unico modo per riuscire nell’impresa è quello di screditare l’unico altro possibile candidato, il dottor Veraswami, amico di un britannico di nome Flory, che lavora in Birmania come mercante di legnami.

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“L’avventore misterioso” – Commento alla puntata 3×18 di Luxastra

Tra tutti gli episodi di Luxastra, alcuni dei miei preferiti sono quelli ambientati nella Taverna del Fumo Aspro. Il locale ha fatto da sfondo ad alcuni dei momenti più divertenti della serie, ma anche ad accesi litigi e scambi di opinioni più pacati. Ogni volta che la narrazione di Matt riporta gli eroi di Fatumastra tra le amorevoli (?) braccia di Tuono e dei suoi piccoli goblin non posso fare a meno si sorridere e sentirmi  a casa, come Letho sulla sua poltrona preferita. Ma nessun idillio è perfetto. A volte basta un piccolo elemento fuori posto per rovinare tutto. E nell’episodio 18 della stagione 3 di Luxastra quel piccolo elemento fuori posto ha un nome e un cognome: Kenshi Holmberg.

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Detroit: Become Human – Recensione

Sviluppato dall’azienda francese Quantic Dream, Detroit: Become Human è un videogioco d’avventura grafica disponibile su Playstation 4 e PC.

Per chi non lo sapesse, la Quantic Dream è la stessa casa produttrice che ci ha intrattenuto con giochi fantastici come Heavy Rain (2010, PS3/PS4/PC), Beyond: Two Souls (2013, PS3/PS4/PC), Fahrenheit (o Indigo Prophecy in USA e Canada, 2006, PS2, Xbox, PC, Xbox 360, macOS, Linux, iOS, Android, PS4) e Omikron: The Nomad Soul (1999, PC) il cui capo è David Cage.

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“L’incubo di Borgobrullo” – Commento alla puntata 3×17 di Luxastra

[Disclaimer: Non ho molta esperienza diretta con i giochi di ruolo da tavolo, dunque in questo commento mi concentrerò soprattutto sulla trama del singolo episodio, sul modo in cui i giocatori hanno interpretato i loro personaggi e sulla scrittura dei png. Lascio tutte le considerazioni sulle regole del gioco a chi è ben più esperto di me (20 Facce, per esempio, fa delle analisi molto “tecniche” e interessanti sul suo canale YouTube)]

Tutto ciò che non verrà salvato sarà perduto.”

Nel corso delle varie puntate di Luxastra abbiamo sentito più volte questo motto della Chiesa dei Venti, ma finora non era mai suonato così sinistro e minaccioso. Forse perché stavolta è stato pronunciato da un personaggio stremato dagli orrori che ha dovuto affrontare, così terribili da togliere ogni speranza anche a chi di solito guarda al futuro con ottimismo.

Ascoltando il racconto di Harmond Calios e guardando le condizioni in cui è ridotta la città di Borgobrullo, non è difficile capire perché la Chiesa abbia deciso di ricorrere a delle misure estreme per risolvere la situazione. Alastor, Boris e Rendar sono chiamati a compiere un’impresa a dir poco disperata, senza nemmeno avere un’idea precisa di che cosa dovranno affrontare.

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Voglio mangiare il tuo pancreas – Recensione

Voglio mangiare il tuo pancreas (君の膵臓をたべたい Kimi no Suizō o Tabetai?) è un film anime del 2018 diretto da Shinichirō Ushijima, adattamento dell’omonimo romanzo di Yoru Sumino.
La storia vede come protagonisti un giovane studente, di cui non sapremo il nome fino alla fine del film, e Sakura Yamauchi, una sua compagna di classe, all’apparenza molto allegra e solare.
Casualmente il ragazzo trova il diario segreto di Sakura, venendo a sapere che lei è afflitta da una terribile malattia al pancreas. Per questo motivo, le rimangono pochi mesi di vita.
Tuttavia, il ragazzo reagisce con stoicismo, senza curarsene troppo, e Sakura lo nota.

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Star Wars: Jedi Fallen Order – Recensione

Che l’universo di Star Wars sia enorme è innegabile: la famosa saga di George Lucas annovera, oltre i film, serie tv, fumetti, romanzi, giocattoli e videogiochi che vanno a costituire il così detto “Universo Espanso” della saga. Oggi andremo ad analizzare insieme nello specifico uno degli ultimi videogiochi, targato EA, Star Wars: Jedi Fallen Order che è stato ben accolto dalla critica tanto da ricevere molte candidature e/o premi.

Il videogioco, uscito nel novembre del 2019 e disponibile per PC, PS e Xbox è collocato temporalmente tra i fatti accaduti in Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith e Rogue One: A Star Wars Story e racconta le avventure di Cal Cestis, un Padawan costretto a nascondersi perché l’ordine Jedi è stato distrutto dall’Impero Galattico.

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George Orwell – Omaggio alla Catalogna – Recensione

Il resoconto personale di George Orwell Omaggio alla Catalogna riguarda la guerra civile spagnola del 1936 che vedeva i fascisti di Franco schierati contro i socialisti e gli anarchici.

Orwell prese parte come miliziano del partito di sinistra antistanilista POUM. La guerra che descrive l’autore non è quella che erroneamente potremmo immaginare, influenzati anche dalle opere cinematografiche del XXI secolo. È una guerra di posizione, logorante ed estenuante. George Orwell descrive la vita di campo in quel periodo: ore interminabili di attesa, la pioggia incessante che rende il terreno fangoso, i bunker scavati alla bell’e meglio e condivisi da decine di compagni d’armi, le piattole, i vestiti laceri, le armi antiquate, la scarsità di munizioni.

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