Dalla regia a noi ft. Alessandro Amantini

Benvenuti! Per questo articolo d’intervista, abbiamo come ospite uno degli amministratori di A&A Production, un portale che si dedica di far conoscere le opere amatoriali. Intendiamo quindi opere realizzate tramite il Video Editing (cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi), il Photo Editing, la scrittura, il disegno e la creatività in generale.

Alessandro si occupa di cinema e cortometraggi amatoriali, argomenti peculiari che ho voluto immediatamente approfondire.

Dunque, Alessandro, prima di tutto ti do il benvenuto e ti ringrazio per la partecipazione! Come prima domanda, vorresti spiegarci qual è, il tuo lavoro, in particolare, e quando e come è nato il tuo interesse?

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Le critiche: considerazioni e come gestirle

Ogni lavoro è soggetto a critiche altrui: da quelle più costruite e profonde, a quelle più superficiali.
Esporre la propria arte significa inevitabilmente esporsi al fuoco delle critiche e dovervi sopravvivere.
In questo articolo, svilupperò alcune considerazioni su fatti avvenuti e racconterò alcune mie personali esperienze.

Reazioni di autori alle critiche

Il consenso generale è che un autore capace resti imperturbabile dinanzi a una critica, e anzi la sfrutti per migliorarsi. Tuttavia, non sempre è così facile, essendo un autore legato, spesso e volentieri, al proprio lavoro.
Jacqueline Howett, l’autrice di The Greek Seaman, è un esempio di questo fenomeno.

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Plot twist “a tradimento”. Ecco come possono danneggiare una storia

Dopo aver finito un certo videogioco (di cui non farò il nome per evitare spoiler involontari) e aver letto un articolo molto interessante realizzato da Vera Tobin per The Conversation, mi sono ritrovato a riflettere a lungo sulla natura dei plot twist (noti anche come colpi di scena). Tanto amanti quando odiati, questi potenti strumenti narrativi sono presenti in ogni forma di narrazione e spesso possono decretare il successo o il fallimento di una storia.

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Deumanizzazione del personaggio: Parasyte – The Maxim vs Death Note

Parasyte – The Maxim e Death Note sono due serie differenti. Eppure, per alcuni punti di vista si somigliano.
In particolare, il processo di deumanizzazione dei rispettivi protagonisti, Shinichi Izumi e Light Yagami.
In scrittura creativa, la deumanizzazione è una delle possibili strade che un personaggio può intraprendere. A seguito di orribili circostanze, o ancora per via di determinate scelte, un personaggio può perdere la propria compassione, la propria empatia verso il prossimo, divenendo freddo, distaccato, con un codice morale meno rigido rispetto a com’era prima.
Lo scopo di questo articolo è mettere infatti a confronto i protagonisti delle due serie, osservando come il processo di deumanizzazione sia avvenuto.

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Il ruolo dell’editor ft. Tina

Dietro a ogni grande libro c’è un grande scrittore? Sì, ma non solo. Spesso c’è anche un editor che ha aiutato con pazienza e dedizione l’autore a trasformare la bozza iniziale (talvolta un po’ “grezza”) in un gioiello splendente. Per capire meglio l’importanza di questa figura professionale oggi faremo quattro chiacchiere con Tina, una giovane editor sempre pronta a esaltare al meglio i punti di forza di ogni manoscritto.

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L’utilità delle ripetizioni

In un articolo precedente, Alessandro ha affrontato la questione dei refusi.

Ma in taluni casi, quelli che possono sembrare refusi, possono essere invece potenti strumenti da usare strategicamente in scrittura creativa: uno di questi è la ripetizione.
Ripetere una parola crea sovente frasi non orecchiabili, dando potenzialmente la brutta impressione di essere recitate da un robot anziché un essere umano.

Per esempio: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Il gelato era molto buono”.
Verrebbe istintivo correggere: “ciao, ieri ho mangiato il gelato. Era molto buono”, e sarebbe corretto.
Tuttavia, questo, in narrativa, non sempre è corretto e si deve applicare a tutto.

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Nelle profondità del worldbuilding – Società, economia, mercato ft. Alessia Lonardi

Ciao a tutti, e benvenuti in questo nuovo articolo d’intervista! Stavolta sarà dedicato a una “collega” blogger, Alessia Lonardi, proprietaria di un bellissimo blog, MicroKosmo, che personalmente adoro.
Alessia posta spesso articoli di worldbuilding, su dettagli che spesso nemmeno considero: moneta, struttura della società, futuri distopici, tutti argomenti davvero affascinanti e al di fuori del mio bagaglio di “competenze scrittorie”.
Dunque ho deciso di ospitarla in Pillole di Folklore e Scrittura!
Prima di tutto, benvenuta Alessia, è un piacere averti qui. Come già ho accennato, i tuoi articoli sono dedicati soprattutto al worldbuilding. Vuoi presentarti, raccontandoci di com’è nato il tuo interesse per la scrittura?

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Le esagerazioni in scrittura creativa: esiste un limite?

Quando si scrive un racconto non è sempre necessario essere fedeli alla realtà al 100%. Certo, in alcuni generi un approccio verosimile è consigliabile (meglio evitare troppi voli pindarici in un giallo di stampo tradizionale), ma nella maggior parte dei casi è possibile sbizzarrirsi senza troppi problemi. C’è però una regoletta che bisogna sempre tenere a mente: il lettore non deve sentirsi preso in giro. Un modo facile per evitare di cadere in questo errore è mettere in chiaro fin da subito che quella abbiamo creato non è una storia realistica al 100%. In Harry Potter, per esempio, si capisce già dai primissimi capitoli che la magia esiste e che il protagonista è in grado di usarla. In Death Note, tutti gli elementi sovrannaturali (il Death Note e gli Shinigami) vengono introdotti subito. Insomma, se volete esagerare siete liberissimo di farlo, ma dovete dirlo!

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L’importanza delle recensioni per un autore esordiente

Per un autore esordiente, le recensioni sono a dir poco vitali. No, non è un’esagerazione. Per chi non ha alle spalle una grande casa editrice è difficile distinguersi dalla massa e senza un po’ di passaparola diventa pressoché impossibile attirare l’attenzione dei lettori. Avete apprezzato un libro poco conosciuto e volete supportare l’autore? Recensitelo!

Potete farlo dove preferite: su Amazon (ammesso che il libro in questione sia acquistabile lì) o su altri store online, sul vostro blog o sui social. Anche altri metodi meno convenzionali vanno benissimo. Se avete un podcast, per esempio, potete dedicare qualche minuto alle opere degli autori esordienti che avete apprezzato di più. I meno timidi possono seguire l’esempio di Giorgia Amantini (autrice di “Vortice” e “Muro contro muro”) e fare delle video recensioni su YouTube. In alternativa, il buon vecchio passaparola tra amici resta un ottimo modo per far conoscere un’opera che avete apprezzato. Dopotutto, si è più propensi a seguire i consigli di una persona che si conosce e apprezza rispetto a quelli di uno sconosciuto.

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Il love interest e le scene d’amore in narrativa

In qualsiasi genere di opera, è frequentissimo imbattersi in uno o più love interest per il personaggio principale, o per i personaggi secondari. Anzi, oserei dire che è diventata una figura talmente comune che è raro non imbattervisi.
In questo articolo desidero proporvi alcune idee e opinioni personali sulla gestione di una simile figura, e di scene relative (toccando anche le scene d’amore).

Anzitutto, come premesso, il love interest è una figura talmente comune da essere divenuta una sorta di cliché. Il pubblico più attento noterà immediatamente quando un personaggio si interesserà, in senso romantico, a un altro, e, per esigenze di trama (ovvero, l’introduzione stessa del love interest), il risultato più “scontato” è che i due finiscano insieme.

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