Cronache di Luxastra: Ricordi Evanescenti – Commento al primo episodio

Tra le varie organizzazioni presenti a Luxastra, la Chiesa dei Venti è di sicuro una delle più affascinanti e misteriose. Nel corso delle puntate della serie regolare è stata approfondita abbastanza, grazie soprattutto a personaggi come Letho, Boris e Lin, ma è chiaro che restano ancora molti punti oscuri. Con il suo primo episodio, “Cronache di Luxastra: Ricordi Evanescenti” ha dimostrato di poter essere un’ottima fonte di informazioni sulla sfera più religiosa dell’ambientazione creata da Matt. Dopotutto, non poteva essere altrimenti, considerando che si tratta di una mini campagna ambientata nel passato che ha tra i suoi protagonisti Letho.

Rivedere Tommaso al tavolo di InnTale è stato fantastico. Ha dimostrato fin da subito di non aver perso lo smalto e ha fatto un ottimo lavoro per far sentire a loro agio i nuovi giocatori: Andrea “Il Rosso” Lucca ed Erika “Keke” Nuzum. Entrambe le new entry mi hanno fatto un’ottima impressione. Andrea mi è sembrato molto abituato ai giochi da tavolo e non l’ho visto in difficoltà di fronte alle telecamere. Erika ci ha messo leggermente di più a prendere confidenza con la situazione, ma quando la giocata è entrata nel vivo si è sciolta senza troppi problemi.

Sia Tristan che Caila mi sono sembrati due personaggi gradevoli e interessanti, soprattutto per i ruoli che occupano all’interno della Chiesa dei Venti. La mezz’orchessa mi ha fatto ridere davvero tanto durante la scena in cui ha preso da bere per i suoi compagni di viaggio e in generale ho trovato interessante il contrasto tra il suo addestramento brutale e i suoi modi gentili. Di Tristan ho apprezzato il legame di amicizia con Letho, che è stato portato al tavolo con grande naturalezza, dando vita a delle scene gradevoli.

Sulla trama di questa mini campagna non ho ancora molto da dire. Di certo sono curioso di capire che cosa sta succedendo a Bresilia e che ruolo ha il misterioso personaggio apparso nella parte finale dell’episodio. Considerando com’erano andate le cose nei precedenti episodi di Cronache di Luxastra, mi aspetto anche stavolta un bagno di sangue e lacrime, ma spero sempre di essere smentito.

Osiride, il giudice dei morti – Pillole di Folklore # 49

Prima di morire, Osiride governò sull’Egitto come un sovrano civilizzatore, interessato a migliorare le condizioni di vita dei suoi sudditi. Fu lui a creare l’agricoltura e la religione. In seguito ad un complotto organizzato da suo fratello Seth, morì affogato nel Nilo e riuscì a tornare in vita solo grazie alla magia delle sorelle Iside e Nefti.

Fu questo evento a renderlo il dio della morte e dell’oltretomba.

Oltre a svolgere il ruolo di dio funerario e giudice dei Morti, Osiride veniva anche considerato responsabile delle benefiche inondazioni del Nilo (utilissime per l’agricoltura). Più in generale, era anche il dio della fertilità e dello sviluppo vegetale.

Veniva festeggiato durante il mese di khoiak, dedicato alla raccolta del grano.

La cerimonia più importante associata a Osiride è la psicostasia. Quando i morti giungevano al cospetto del dio, egli pesava i loro cuori su una bilancia e poneva sull’altro piatto una piuma. I peccati determinavano il peso delle anime dei defunti: se superava quello della piuma venivano date in pasto ad Ammit, la grande divoratrice. Chi invece superava questo test veniva mandato ad Aaru, la residenza dei defunti.

Per approfondire:

https://tanogabo.com/osiride-il-sovrano-delloltretomba/

https://www.britannica.com/topic/Osiris-Egyptian-god

http://www.archart.it/osiride.html

“Akire – La banda di Alastrine” di Selene Rampolla – Recensione

Per costruire una grande saga fantasy è necessario partire dalle fondamenta. A volte bastano pochi capitoli per introdurre nel migliore nei modi gli elementi chiave della storia, ma in altre occasioni può essere necessario dilungarsi di più, andando a svelare poco per volta gli “strumenti” utili alla comprensione del lettore. È proprio quello che avviene in “Akire – La banda di Alastrine”, primo volume della serie scritta da Selene Rampolla.

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Navigavia – Commento al secondo episodio

La seconda puntata di Navigavia è stata tanto caotica quanto divertente. Le sequenze d’azione, tipiche di 7th Sea, hanno permesso a Luca di sbizzarrirsi con cambi di scena repentini e ritmi senz’altro più rapidi di quelli cui ci aveva abituati Luxastra. I giocatori hanno dimostrato di potersi adattare senza troppi problemi a quest’atmosfera sopra le righe, tirando fuori dal cilindro alcune trovate sorprendenti. Mark si è rivelato il più creativo e ha sfruttato al meglio le abilità del suo personaggio, che non potrà contare su tanta forza fisica, ma di certo non è privo di carisma e intelligenza. La sequenza in cui ha cercato di sedurre Carlos è stata un po’ esagerata? Forse sì, ma mi ha fatto morire dalle risate e sinceramente sono più che felice di scendere a patti con la sospensione dell’incredulità per vedere delle perle simili.

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Natale, quali sono i libri migliori da mettere sotto l’albero? I nostri consigli

Mancano ormai poche settimane al Natale e non c’è un momento migliore per guardarsi attorno e scegliere un bel libro da regalare agli amici bibliofili (o a se stessi!). Con tutti i romanzi esistenti non è sempre facile orientarsi e capire quali meritano davvero di essere letti. Per aiutare chi è in difficolta, io e gli altri redattori di Pillole di Folklore & Scrittura abbiamo deciso di consigliarvi un libro a testa. Si tratta di suggerimenti basati sui nostri gusti e sulle letture che abbiamo fatto nel corso degli ultimi anni.

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Navigavia – Commento al primo episodio

Benvenuti a bordo, bucanieri! È arrivato il momento di salpare e iniziare un nuovo viaggio lungo la rotta chiamata Navigavia. Quanto durerà? Non ne ho la più pallida idea, ma sono ben intenzionato a godermelo e a commentare ogni tappa del viaggio, proprio come ho fatto fino a qualche mese fa con Luxastra. Prima di parlare dell’episodio introduttivo della serie mi sembra giusto fare un paio di premesse. Come ho già spiegato in passato, non ho una grande esperienza come giocatore o master, quindi in questi commenti mi limiterò a prendere in considerazione gli aspetti narrativi della campagna, senza mettermi a fare le pulci su regole non rispettate o tiri di dado sbagliati. Per un parere più tecnico potete guardare i video del buon 20 Facce.

La scelta di aprire l’episodio in medias res è stata senz’altro coraggiosa, ma secondo me ha funzionato bene. È stato un buon modo per dare agli spettatori un piccolo assaggio del mood della campagna. La confusione iniziale, durata quattro o cinque minuti al massimo, è stata un piccolo prezzo da pagare per questa “sbirciatina al futuro prossimo”. Anche la bellissima sigla ha contribuito ad accendere il mio entusiasmo, che era già piuttosto alto per via dell’ambientazione piratesca e della presenza di Pietro Ubaldi, uno dei miei doppiatori preferiti, tra i giocatori.

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La genesi di “Il serpente bianco – Intrighi e passioni di fine ‘800” ft. Giorgia Amantini

Nel corso del 2021, abbiamo avuto il piacere di dare spazio su questo blog a Giorgia Amantini, l’autrice di opere come “Vortice” e “Muro contro muro”. Gabriele l’ha intervistata a gennaio e io ho avuto il piacere di recensire uno dei suoi libri ad aprile. Da allora è passato un po’ di tempo e nel frattempo Giorgia ha scritto un nuovo libro. Si intitola “Il serpente bianco – Intrighi e passioni di fine ‘800” e ha subito attirato la mia attenzione. Per scoprire la genesi dell’opera ho proposto all’autrice una nuova intervista e lei ha accettato.

Ciao Giorgia e bentornata sulle nostre pagine! Parto subito con quella che sta diventando la mia domanda preferita per “rompere il ghiaccio”.

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La sensazione di essere invisibili e la sindrome dell’impostore – I tormenti dello scrittore parte 2

“E se nessuno calcolasse il mio libro?”
Forse non è una domanda che si fanno tutti gli scrittori, ma io me la sono posta più volte nei giorni precedenti alla pubblicazione del mio primo libro. Con il senno di poi, devo ammettere che non si trattava di un timore del tutto infondato: ogni giorno escono tantissimi saggi e romanzi e farsi notare in mezzo a un marasma del genere è difficile, soprattutto se non si può già contare su un certo seguito. Ho provato più volte la sensazione di essere quasi “invisibile”, anche quando ero consapevole di essere riuscito a vendere alcune copie del libro. Nella mia mente non era mai abbastanza e mi sembrava di essere andato incontro a un flop su tutti i fronti. Con il passare del tempo sono riuscito a scendere a patti con queste sensazioni negative, accettando il fatto di non essere destinato a raggiungere chissà quanti lettori e dando maggiore importanza ai pareri positivi di chi aveva portato a termine la lettura. Non tutti i libri sono destinati a diventare dei best seller, ma ciò non significa che siano per forza scritti male o abbiano qualche problema di fondo.

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Sinossi, come si scrive? Alcuni consigli utili

La sinossi rappresenta uno dei principali incubi della maggior parte degli scrittori. Si tratta di un riassunto della propria opera, in grado di far capire in poche righe a figure come l’editore o l’agente letterario, lo svolgimento della trama e i temi affrontati. Non dev’essere confusa con la quarta di copertina, il cui obiettivo è ingolosire un potenziale lettore senza svelare i colpi di scena più grossi.

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Loki, il dio degli inganni – Pillole di Folklore # 48

Nella mitologia, il Trickster è una figura che agisce al di sopra delle regole e che porta disordine e cambiamenti, spesso ricorrendo a mezzucci come imbrogli o menzogne. Loki è certamente uno dei Trickster più famosi e riveste un ruolo di primissimo piano all’interno della mitologia norrena. Figlio del gigante di ghiaccio Fàrbauti e della dea Laufey (che in alcune versioni del mito viene però considerata una gigantessa), il dio degli inganni è una figura ambigua e sarebbe profondamente errato considerarlo l’incarnazione del male (come fecero i cristiani quando diffusero per la prima volta i miti norreni).

È vero che talvolta Loki compie delle azioni malvagie, ma lo fa perché è necessario per mantenere l’equilibrio nell’ordine cosmico. È il suo ruolo e potrà cedere ai suoi istinti più distruttivi (ereditati dai giganti) solo quando giungerà il Ragnarok, il crepuscolo degli dei.
Nonostante sia spesso in conflitto con le altre divinità, Loki ha stretto con Odino un antico patto di fratellanza di sangue e spesso ha collaborato con lui e Thor per affrontare varie minacce e risolvere dei problemi.

È in grado di trasformarsi a piacimento e in vari poemi è possibile trovarlo sotto forma di falco, pulce, salmone, cavallo o foca. L’ambiguità di Loki si estende anche alla sua sessualità; accentra nella sua figura atteggiamenti maschili e femminili e in alcuni miti arriva addirittura a partorire (non scordiamo che è proprio lui a dare alla luce Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino).

Per approfondire:
http://www.latelanera.com/divinita-demoni-personaggi/dio-demone-personaggio.asp?id=210
http://parliamotedesco.altervista.org/blog/la-leggenda-di-loki/
https://norse-mythology.org/gods-and-creatures/the-aesir-gods-and-goddesses/loki/