Rendere un’ambientazione il più credibile e “viva” possibile è molto importante, non solo nell’ambito della scrittura creativa, ma anche in quello del gioco di ruolo. Sotto questo punto di vista, Matt ha svolto un lavoro magistrale con Fatumastra. Tutte le informazioni che ha centellinato dall’inizio della serie hanno permesso ai giocatori e agli spettatori di conoscere sempre meglio la città in cui si svolge buona parte della campagna, tanto che ormai molti appassionati sarebbero in grado di disegnarne una mappa approssimativa senza grosse difficoltà.
Nell’ultimo episodio, Matt ha aggiunto tanti nuovi pezzi al mosaico, rendendo possibile farsi un’idea ancora più precisa delle caratteristiche di Fatumastra e delle persone che la abitano. L’atmosfera che si respira nella città a poche ore di distanza dall’attacco degli elfi delle macerie è senz’altro tesa, ma priva della disperazione che in molti si sarebbero aspettati. I giocatori del gruppo A, giustamente, hanno messo in dubbio la scelta degli abitanti di rischiare la vita pur di proteggere le loro case e Matt, interpretando il sindaco in modo impeccabile, ha risposto a ognuna delle loro perplessità in modo coerente con quanto narrato finora. La forza di quella scena risiede proprio nello scambio di opinioni tra i giocatori, che rappresentano degli outsider, e il primo cittadino, che invece incarna in sé il punto di vista della maggior parte della popolazione di Fatumastra. L’ho trovato un ottimo “espediente” per portare avanti con naturalezza il worldbuilding della serie.
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