I Centzon Totochtin, l’unità di misura dell’ubriachezza – Pillole di Folklore # 40

Nella mitologia azteca, i Centzon Totochtin (letteralmente “quattrocento conigli”) erano un gruppo di divinità che prendeva parte a moltissime celebrazioni. Erano dei dell’ubriachezza e avevano l’aspetto di conigli. Alcune delle divinità incluse in questo gruppo erano: Tepoztecatl, Texcatzonatl, Colhuatzincatl, Macuiltochtli, Ometochtli.

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Scrivere un saggio su Final Fantasy X ft. Federico Maestri

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato di “Narrare il sogno degli intercessori“, un ottimo saggio incentrato sugli elementi narrativi di Final Fantasy X. Oggi andremo a fare quattro chiacchiere con Federico Maestri, autore dell’opera e grande estimatore del genere fantasy a 360 gradi.

Ciao Federico e grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista! Per rompere il ghiaccio ti faccio una domanda piuttosto classica: come ti è venuta l’idea di scrivere un saggio sugli aspetti narrativi di Final Fantasy X? È un progetto che volevi realizzare da molto tempo?

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“La danza degli angeli” di Monica Lamanna – Recensione

Non è sempre facile approcciarsi a un libro appartenente a un genere che non è troppo nelle nostre corde. Nel mio caso, sapere che un romanzo è classificabile come “romance” rappresenta un ostacolo difficile da superare. Le storie d’amore mi piacciono, ma preferisco quando sono uno dei tanti aspetti affrontati dal libro e non il fulcro della narrazione. È per questo motivo che mi sono avvicinato a “La danza degli angeli” con un po’ di timore. Avevo paura di imbattermi in una quantità eccessiva di scene melense o in cliché che ho sempre fatto fatica a digerire. Per fortuna mi sono trovato di fronte a una lettura molto più equilibrata del previsto. Sì, qualche scena un po’ troppo sdolcinata c’è e pure un paio di cliché non mancano (avrei fatto volentieri a meno del classico colpo di fulmine, se devo essere onesto), ma sono bilanciati da delle sotto-trame che aiutano a dare un po’ di spessore ai due personaggi principali anche al di fuori della relazione, da una buona dose di ironia e da alcuni espedienti narrativi interessanti.

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“Narrare il sogno degli intercessori” – Il saggio di Federico Maestri su Final Fantasy X (segnalazione)

Buongiorno a tutti, cari lettori!
Oggi, per la prima volta in assoluto, ho il piacere di segnalarvi un libro che ho avuto la fortuna di veder nascere in qualità di beta reader. Si tratta di “Narrare il sogno degli intercessori – Lore, world building e stile comunicativo di una storia fantasy efficace” ed è un saggio dedicato agli aspetti narrativi di Final Fantasy X, uno dei capitoli più amati della saga ideata da Hironobu Sakaguchi.


Federico Maestri ha messo il gioco sotto la lente di ingrandimento, andando a svelare ogni dinamica della sua complessa struttura narrativa in modo preciso, chiaro ed esaustivo. Nel saggio troverete dei capitoli dedicati ai personaggi più importanti dell’avventura (da Tidus a Seymour, passando per Yuna, Auron, Wakka ecc.), al credo di Yevon e al suo profondo impatto sulla cultura di Spira, a Zanarkand e a tanti altri elementi che hanno reso unico il decimo capitolo di Final Fantasy. Le analisi presenti nel testo si basano sugli insegnamenti di scrittori, sceneggiatori e saggisti come Joseph Campbell, Christopher Vogler, Brandon Sanderson e Robert McKee. Durante la lettura sarà dunque possibile scoprire (o approfondire) concetti come “il viaggio dell’eroe”, “la semina e il raccolto” e “le leggi sulla magia”.

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Storie plot-driven e character-driven: quali sono le differenze?

Si tende spesso a suddividere le storie in due macrotipologie: “character-driven” e “plot-driven”. Come suggeriscono i nomi, in un caso si tende a porre in primo piano i personaggi e i loro conflitti interiori, mentre nell’altro sono gli eventi che si susseguono a fare la parte del leone. Entrambi gli approcci possono portare a dei risultati più che dignitosi, a patto che lo scrittore riesca a evitare alcune trappole piuttosto insidiose e a trovare il giusto equilibrio tra gli elementi che compongono il racconto.

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Mertseger, colei che ama il silenzio – Pillole di Folklore # 39

Nella mitologia egizia, Mertseger proteggeva la necropoli di Tebe. Il suo nome significava “colei che ama il silenzio” o “colei che ama colui che produce silenzio” (chiaro riferimento a Osiride). Aveva l’aspetto di una donna con la testa da cobra.

Come altri miti, anche quello di Mertseger fu creato per scoraggiare un determinato comportamento. In questo caso si scelse di dare vita a una dea in grado di spaventare coloro che profanavano le ricche tombe reali e nobiliari. Mertseger puniva con severità chi disturbava il sonno dei morti, ma era alquanto misericordiosa con chi le mostrava devozione.

Era una divinità locale e non le vennero mai dedicati templi imponenti. Si dovette accontentare di piccoli templi rupestri e di qualche cappella ai piedi della collina Ta-Dehent, il luogo in cui dimorava e di cui era la personificazione.

Per approfondire:

http://www.wikiwand.com/it/Mertseger

https://www.ancientegyptonline.co.uk/meretseger.html

L’illustrazione di Mertseger è stata realizzata da Irene Martini:

https://www.facebook.com/profile.php?id=100028366463521

http://irenemartiniportfolio.blogspot.com/?fbclid=IwAR3nrMuLcxQVnltse1Uv_MCyBhz-S1PPnRybK1mTLl52U_SsSjPLjIScfRA

“Storia generale dei pirati Vol.3” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

Prosegue il nostro viaggio tra le pagine della “Storia Generale dei Pirati”. Dopo aver parlato di due dei predoni del mare più famosi di sempre, Henry Every e Edward “Barbanera” Teach, è arrivato il momento di concentrarsi su due figure meno note, ma non per questo poco importanti: Stede Bonnet ed Edward England. Sono proprio loro i protagonisti del terzo volume edito da Edizioni Haiku.

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Toumayhem, disponibile la demo della visual novel di Crescendo

Qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare Crescendo, una giovane sviluppatrice con la passione per le visual novel. Durante la nostra chiacchierata ha menzionato Toumayhem, uno dei progetti a cui tiene di più e che sta portando avanti ormai da alcuni anni. Sono lieto di potervi comunicare che nel frattempo i lavori sul gioco sono arrivati a buon punto, tanto che da oggi, giovedì primo luglio, è disponibile una demo gratuita (in italiano e in inglese), perfetta per avere un primo assaggio dell’esperienza. Potete trovarla qui: https://crescendo.itch.io/toumayhem

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“…sarà perduto per Sempre.” – Commento all’episodio 3×35 di Luxastra

È difficile approcciarsi a un episodio come il 3×35 di Luxastra.
Non solo per la lunghezza (quasi due ore e mezza), ma anche per la mole di contenuti. Per semplificarmi la vita, stavolta non analizzerò l’episodio scena per scena, ma mi limiterò a parlare dei momenti che mi hanno colpito di più, cercando di rendere giustizia con le mie parole alla sconfinata gamma di emozioni che ho provato durante la visione. Non sarà facile.

Ogni storia ha una fine

Partire dalla morte di Letho mi sembra quasi un obbligo morale. La fine del personaggio è avvenuta ancora prima del terzo tiro salvezza, per mano di Dandelion, e ha rappresentato una delle sequenze più emozionanti di tutta la campagna. La disperazione di Shiran e Dalia, l’incredulità di Hann e il dialogo finale col Re Corvo sono stati dei momenti in game potentissimi, che hanno messo a dura prova i miei dotti lacrimali. La vera batosta, però, è arrivata dopo, con la commozione vera e tangibile di tutte le persone sedute al tavolo. La scelta di non tagliare le loro reazioni alla morte di Letho è stata perfetta e ha reso ancora più struggente l’addio al personaggio.
Sono crollato anche in altri due momenti: quando Hann ha coperto il cadavere di Letho con la coperta e quando l’inquisitore ha sfruttato il potere del Re Corvo per trasmettere un ultimo messaggio d’addio a tutti i suoi compagni d’avventura. Tommaso ha dato il massimo nella sua scena finale, dimostrando ancora una volta di essere cresciuto tantissimo come giocatore. Accoglierei più che volentieri un suo ritorno nel cast di Luxastra, ma solo nel caso in cui decidesse di portare scena un personaggio diverso. Dopo un addio simile, riportare in vita Letho, in qualsiasi modo, sarebbe un errore madornale dal punto di vista narrativo. Annullare la sua morte significherebbe impedire alle successive di avere lo stesso impatto e sarebbe un delitto.

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“…Non verrà salvato…” – Commento all’episodio 3×34 di Luxastra

Tutti i viaggi prima o poi finiscono, anche quelli meno piacevoli.

Gli ultimi giorni in questa città maledetta non sono stati certo una passeggiata, ma ora che tutto sta per concludersi provi un po’ di malinconia. Sai già che, nonostante gli incessanti battibecchi, ti mancheranno i tuoi compagni di viaggio. Il nano burbero ha dimostrato di avere un cuore d’oro e la macchina da guerra si è rivelata molto più umana del previsto. Quanto all’orco appiccicoso, sai già che di lui non ti libererai con facilità. Per quanto chiassoso e incapace di rispettare i tuoi spazi resta pur sempre un tipo simpatico e… alla mano.

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