“Ascend-ent” di Gabriele Glinni – Recensione

Non mi era mai capitato di seguire l’intero ciclo di vita di un romanzo scritto da un’altra persona, fin quando Gabriele non ha avuto l’idea alla base di Ascend-ent. Negli ultimi due anni ho visto quello spunto iniziale prendere una forma e andare incontro a tante trasformazioni, diventando sempre più completo. È stato un viaggio appagante, che ha reso la lettura della versione definitiva ancora più piacevole. Nonostante questo legame personale con l’autore e con il romanzo, in questa recensione farò il possibile per essere imparziale e dare spazio anche a eventuali difetti.

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La sospensione dell’incredulità, cos’è e perché è importante conoscerla

La sospensione dell’incredulità è un tacito patto esistente tra l’autore di un’opera e i suoi fruitori. Chi si approccia a un libro, soprattutto se appartenente a generi come il fantasy o la fantascienza, accetta di credere a quello che lo scrittore gli mostrerà, a patto che sia coerente con quanto narrato fino a quel momento.

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Ace Attorney, qual è il migliore? La mia classifica (Seconda parte)

Ecco la seconda metà della classifica! Chi ci sarà sul podio? Scopriamolo assieme! Per la prima parte premete QUI.

6 – Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

La copertina di Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

Rispetto a Dual Destinies, Spirit of Justice è un netto passo avanti nella direzione giusta. Pur avendo alcuni problemi, di cui parlerò tra poco, il gioco è comunque godibile e divertente, grazie a dei casi più interessanti rispetto a quelli del suo predecessore. Anche la gestione dei personaggi è maggiormente efficace: stavolta Apollo e Phoenix seguono entrambi un percorso chiaro, anche se non sempre coerente con il loro background. Athena, invece, è stata (temporaneamente?) relegata a un ruolo più marginale. Queste scelte rendono Spirit of Justice un gioco con un’identità più definita rispetto a Dual Destinies. Anche la trama generale, per quanto un po’ troppo sopra le righe (anche per gli standard della serie), è chiara e si lascia seguire con piacere fino alla fine.
Nonostante queste migliorie, Spirit of Justice ha comunque ereditato alcuni difetti di Dual Destinies. Per esempio pure qui alcuni personaggi sembrano inseriti più per fanservice che per effettive esigenze di trama. Maya che torna per ricoprire per l’ennesima volta il ruolo di damigella in pericolo non è il massimo della vita e pure la presenza di Edgeworth mi è sembrata abbastanza infilata a forza. Ci sono, inoltre, alcuni retcon molto forzati, legati perlopiù al passato di Apollo e al villaggio Kurain. In misura minore, anche la storia della famiglia Gramarye ne ha subito uno.
Proprio come in tutti gli altri giochi scritti da Yamazaki, anche in Spirit of Justice i plot twist legati al delitto hanno ricevuto una cura maggiore rispetto alla psicologia e alle motivazioni dei personaggi. Non mancano però delle piacevole eccezioni a questa regola.
Tra le novità legate al gameplay, la più eclatante è senz’altro l’introduzione delle “Divination Séance”, ossia dei rituali durante i quali è possibile scoprire quali sensazioni ha provato la vittima di un omicidio poco prima della morte. È una meccanica interessante, ma non sempre intuitiva e può creare più di un grattacapo. Durante le indagini, invece, è possibile cimentarsi in alcuni test scientifici assieme a Ema Sky (la detective del gioco), che però ho trovato più macchinosi rispetto a quelli di Apollo Justice.

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Ace Attorney, qual è il migliore? La mia classifica (Prima parte)

La serie “Ace Attorney” ha avuto un grande impatto su di me. Non solo mi ha permesso di divertirmi e distrarmi in alcuni momenti difficili, ma ha anche alimentato la mia passione per la scrittura creativa e mi ha aiutato a conoscere nuovi amici (tra cui Gabriele). Associo ogni gioco della saga a un momento diverso della mia vita e ho tanti cari ricordi anche di quelli che ho apprezzato in misura minore. Non esiste, a mio parere, un Ace Attorney davvero disastroso e meritevole di una grave insufficienza. Al tempo stesso, è innegabile che non tutti i capitoli della serie abbiano raggiunto le stesse vette qualitative. In quest’articolo andrò a illustrarvi la mia classifica personale, cercando di motivare nel migliore dei modi ogni posizione.
(Visto che l’articolo è venuto lunghissimo, ho scelto di dividerlo in due parti. Quella che state leggendo è la prima e copre le posizioni dall’undicesima alla settima).

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Asmodeo, colui che fa perire – Pillole di Folklore # 50

Nella mitologia ebraica, Asmodeo è un potente demone che fa parte della gerarchia degli angeli di Satana. È uno dei diciotto re infernali che comanda 72 legioni di demoni.

Il significato del suo nome è “colui che fa perire”. Ha un’ origine molto antica e viene citato già in alcune leggende babilonesi.

È il demone della distruzione, ma anche della cupidigia, della discordia, dell’ira e della vendetta.

Nel libro di Collin de Plancy, “Dictionnaire Infernal”, Asmodeo viene descritto come un possente demone con tre teste: una da toro, una da uomo e una da ariete. Cavalca un drago enorme brandendo una lunga lancia e uno stendardo.

Nella Goezia, pratica magica che riguarda l’evocazione di demoni, la sua descrizione viene ampliata. Oltre ad avere tre teste, Asmodeo ha anche dei piedi da oca e un serpente al posto della coda. Dalla bocca emette fiammate roventi e vomita fuoco.

Molto importante è il legame tra Asmodeo e Lilith, un altro demone della mitologia ebraica. Quando Adamo chiese a dio una compagna, la divinità rispose alla richiesta creando Lilith utilizzando del sudiciume. Adamo si unì carnalmente con Lilith, dando così vita ad Asmodeo e molti altri demoni.

In seguito, Lilith e Adamo litigarono (lei non desiderava più giacere con lui) e lei fuggì in una regione nei pressi del mar Rosso popolata da demoni.

Per approfondire:

http://www.latelanera.com/divinita-demoni-personaggi/dio-demone-personaggio.asp?id=247

Considerazioni di fine anno e un primo sguardo al futuro

Il 2021 è stato un anno importantissimo per Pillole di Folklore & Scrittura. Nel corso degli ultimi dodici mesi il blog è cresciuto tantissimo, grazie a nuovi collaboratori, idee azzeccate e “alleanze” con altre realtà. È stato un onore poter unire le forze con la casa editrice Edizioni Haiku (della quale abbiamo recensito vari libri), l’autrice Giorgia Amantini e tantissime altre persone. Approfitto di quest’occasione per ringraziare tutti, da chi ha accettato di farsi intervistare a chi si è impegnato attivamente per dare visibilità al blog!

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Cronache di Luxastra: Ricordi Evanescenti – Commento al primo episodio

Tra le varie organizzazioni presenti a Luxastra, la Chiesa dei Venti è di sicuro una delle più affascinanti e misteriose. Nel corso delle puntate della serie regolare è stata approfondita abbastanza, grazie soprattutto a personaggi come Letho, Boris e Lin, ma è chiaro che restano ancora molti punti oscuri. Con il suo primo episodio, “Cronache di Luxastra: Ricordi Evanescenti” ha dimostrato di poter essere un’ottima fonte di informazioni sulla sfera più religiosa dell’ambientazione creata da Matt. Dopotutto, non poteva essere altrimenti, considerando che si tratta di una mini campagna ambientata nel passato che ha tra i suoi protagonisti Letho.

Rivedere Tommaso al tavolo di InnTale è stato fantastico. Ha dimostrato fin da subito di non aver perso lo smalto e ha fatto un ottimo lavoro per far sentire a loro agio i nuovi giocatori: Andrea “Il Rosso” Lucca ed Erika “Keke” Nuzum. Entrambe le new entry mi hanno fatto un’ottima impressione. Andrea mi è sembrato molto abituato ai giochi da tavolo e non l’ho visto in difficoltà di fronte alle telecamere. Erika ci ha messo leggermente di più a prendere confidenza con la situazione, ma quando la giocata è entrata nel vivo si è sciolta senza troppi problemi.

Sia Tristan che Caila mi sono sembrati due personaggi gradevoli e interessanti, soprattutto per i ruoli che occupano all’interno della Chiesa dei Venti. La mezz’orchessa mi ha fatto ridere davvero tanto durante la scena in cui ha preso da bere per i suoi compagni di viaggio e in generale ho trovato interessante il contrasto tra il suo addestramento brutale e i suoi modi gentili. Di Tristan ho apprezzato il legame di amicizia con Letho, che è stato portato al tavolo con grande naturalezza, dando vita a delle scene gradevoli.

Sulla trama di questa mini campagna non ho ancora molto da dire. Di certo sono curioso di capire che cosa sta succedendo a Bresilia e che ruolo ha il misterioso personaggio apparso nella parte finale dell’episodio. Considerando com’erano andate le cose nei precedenti episodi di Cronache di Luxastra, mi aspetto anche stavolta un bagno di sangue e lacrime, ma spero sempre di essere smentito.

Osiride, il giudice dei morti – Pillole di Folklore # 49

Prima di morire, Osiride governò sull’Egitto come un sovrano civilizzatore, interessato a migliorare le condizioni di vita dei suoi sudditi. Fu lui a creare l’agricoltura e la religione. In seguito ad un complotto organizzato da suo fratello Seth, morì affogato nel Nilo e riuscì a tornare in vita solo grazie alla magia delle sorelle Iside e Nefti.

Fu questo evento a renderlo il dio della morte e dell’oltretomba.

Oltre a svolgere il ruolo di dio funerario e giudice dei Morti, Osiride veniva anche considerato responsabile delle benefiche inondazioni del Nilo (utilissime per l’agricoltura). Più in generale, era anche il dio della fertilità e dello sviluppo vegetale.

Veniva festeggiato durante il mese di khoiak, dedicato alla raccolta del grano.

La cerimonia più importante associata a Osiride è la psicostasia. Quando i morti giungevano al cospetto del dio, egli pesava i loro cuori su una bilancia e poneva sull’altro piatto una piuma. I peccati determinavano il peso delle anime dei defunti: se superava quello della piuma venivano date in pasto ad Ammit, la grande divoratrice. Chi invece superava questo test veniva mandato ad Aaru, la residenza dei defunti.

Per approfondire:

https://tanogabo.com/osiride-il-sovrano-delloltretomba/

https://www.britannica.com/topic/Osiris-Egyptian-god

http://www.archart.it/osiride.html

“Akire – La banda di Alastrine” di Selene Rampolla – Recensione

Per costruire una grande saga fantasy è necessario partire dalle fondamenta. A volte bastano pochi capitoli per introdurre nel migliore nei modi gli elementi chiave della storia, ma in altre occasioni può essere necessario dilungarsi di più, andando a svelare poco per volta gli “strumenti” utili alla comprensione del lettore. È proprio quello che avviene in “Akire – La banda di Alastrine”, primo volume della serie scritta da Selene Rampolla.

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Navigavia – Commento al secondo episodio

La seconda puntata di Navigavia è stata tanto caotica quanto divertente. Le sequenze d’azione, tipiche di 7th Sea, hanno permesso a Luca di sbizzarrirsi con cambi di scena repentini e ritmi senz’altro più rapidi di quelli cui ci aveva abituati Luxastra. I giocatori hanno dimostrato di potersi adattare senza troppi problemi a quest’atmosfera sopra le righe, tirando fuori dal cilindro alcune trovate sorprendenti. Mark si è rivelato il più creativo e ha sfruttato al meglio le abilità del suo personaggio, che non potrà contare su tanta forza fisica, ma di certo non è privo di carisma e intelligenza. La sequenza in cui ha cercato di sedurre Carlos è stata un po’ esagerata? Forse sì, ma mi ha fatto morire dalle risate e sinceramente sono più che felice di scendere a patti con la sospensione dell’incredulità per vedere delle perle simili.

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